C’è un’espressione di Madre Teresa che vorrei facesse da sfondo alla mia riflessione: «Noi non siamo una Ong. Le Ong lavorano per un progetto; noi lavoriamo per Qualcuno». Perciò, anch’io ripeto spesso che la Chiesa non è una Ong, perché lavora per Cristo e per i poveri nei quali vive Cristo, ci tende la mano, invoca aiuto, chiede il nostro sguardo misericordioso, la nostra tenerezza. Rileggendo queste pagine ho pensato di raccogliere alcune riflessioni attorno a cinque parole.

 

VULTUM DEI QUAERERE



Costituzione Apostolica di Papa Francesco “Vultum Dei quaerere” sulla vita contemplativa femminile

1. La ricerca del volto di Dio attraversa la storia dell’umanità, da sempre chiamata a un dialogo d’amore con il Creatore.[1] L’uomo e la donna, infatti, hanno una dimensione religiosa insopprimibile che orienta il loro cuore alla ricerca dell’Assoluto, a Dio, del quale percepiscono - non sempre consapevolmente - il bisogno. Questa ricerca accomuna tutti gli uomini di buona volontà. Anche molti che si professano non credenti confessano questo anelito profondo del cuore, che abita e anima ogni uomo e ogni donna desiderosi di felicità e pienezza, appassionati e mai sazi di gioia.
 

I violentatori del Concilio Vaticano II

" Per cui [la Chiesa], che da sempre è stata presente nella coscienza della comunità italiana, […] ha sacrificato la presenza sacrale per avere in cambio una presenza pop, quasi rock. […] Come dicevano in un bellissimo dialogo Domenico Porzio e Leonardo Sascia, se solo avessero tenuto il latino le chiese sarebbero piene. Invece il pop forse fa la folla, ma la sostanza della liturgia e del rito non c’è.." (Pietrangelo Buttafuoco)

.. E tutto questo avviene non per un desiderio di incarnazione, che sarebbe legittimo e doveroso,
 

Ma come, mi dici, non mi ha forse il Signore dato questo carisma? E questo,e questo?

Non ha forse Lui ispirato e talvolta creato dal nulla, questo e questo?

Perché non dovrei difenderlo?

Non è forse zelo e appartenenza?

Ti rispondo, che non c’è più grande carisma che riconsegnare il tuo carisma.

Di ogni carisma, dunque, è fondamentale riconoscerne la sua intima natura.

Riconoscere fino in fondo che se viene da Dio, Lui ne dispone.
 
Laudato sì non è solo un capolavoro di teologia spirituale e della lingua italiana, come scritto da qualche giorno sull'Avvenire.

No.

E' piuttosto il momento in cui Francesco comprende che Cristo è il custode e il curatore del Regno.
Egli è il Pastore.
Alle lamentele di Francesco, legittime, sante, amare, Cristo lo esorta a dare il buon esempio e rassicura che i frati sono di Gesù e non di Francesco. Insomma una vera e radicale desatellizzazione.
 
Grazie a Francesco di Assisi che ha purificato ed incanalato la giusta dimensione dell’amor cortese gridando per le campagne di Assisi, tra Assisi e S. Maria degli Angeli, piangendo “L’Amore non è amato, l’amore non è amato”, che culmina nella preghiera dell’Absorbeat,
abbiamo avuto Jacopone da Todi: “Troppo perd’l’tempo, chi ben non t’ama, dolce amor Jesu sovr’ogni amore”

 

Vedrai cose maggiori di queste!

In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». (Gv. 1,45-51)

Dobbiamo essere profondamente grati non solo a Pietro ma a ciascuno degli apostoli che hanno pagato con il martirio fino alla fine, cruento o bianco che sia, il loro essere "di Cristo".
Noi siamo Chiesa! Ma non come coloro che usano questa affermazione come slogan per un dissenso sterile, e talvolta adolescenziale, ma piuttosto come coloro che sanno che le proprie radici poggiano su una radicale, consanguinea, esperienza di Gesù, comprata a caro prezzo nel sangue. Un'esperienza che respirano e vivono compiutamente nella Chiesa Cattolica.

Infatti l'apostolo, e in particolare Bartolomeo, quali cose maggiori ha visto oltre al fatto che, sin dall'inizio Gesù, conosceva la sua intimità?
Ha visto la Vita; ha visto la pienezza del mistero.

Si è immerso nello stupore delle cose indicibili.

Dunque davanti alla Vita ha ritenuto doveroso restituire la sua vita, la sua carne alla Vita vera e farlo con il martirio dello scorticamento.

Anche questo scorticamento era figura pallida dello scorticamento interiore di Maria e soprattutto del Suo Maestro, il Rabbì d'Israele, così come lo chiama Bartolomeo. "Caro Maestro" sembra dire Bartolomeo, "come posso non farmi scorticare dopo che ho visto il tuo donarti fino alla fine?"

Dunque vedere "cose maggiori di queste" significa, anche, vedere la perla nel campo, il tesoro più grande, che è Cristo e tutto ciò che procede da Lui.
Diventa dunque necesssario, sin da subito, uno scorticamento dell'uomo vecchio, del proprio avido attaccamento alla terra e anche a quei valori fondamentali e pur necessari quali la stima, il rispetto, la salute, il benessere, gli affetti, ecc.
Il discepolo sa che tutte queste cose buone sono un dono e reputa di gran lunga più pieno e soddisfacente affidarsi totalmente alla pedagogia della provvidenza.

 

Soliloquia: l'inutile polveriera


Quanto sono lieto che siate amici veri di Gesù,
infinitamente di più che possiamo essere concordi su ogni intuizione e su ogni prassi pastorale.
Possiamo non essere in accordo su una cosa o più,
concepire diversamente alcune urgenze e dare loro una differente gerarchia.
Ma, per favore, rimaniamo con-cordi; il Lui ci ritroviamo, scarnifichiamo le asperità e valorizziamo l'unicità dell'altro.
 
Nella Cattedrale dell'Almudena, a Madrid, questa sera l’ultimo saluto a Carmen Hernández, 85 anni, iniziatrice, insieme a Kiko Arguello, del Cammino Neocatecumenale. Nel corso della cerimonia funebre è stato letto il messaggio inviato da papa Francesco. Ecco il testo integrale:
 
A pochi giorni dal Viaggio Apostolico in Polonia in occasione della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù, Papa Francesco si è rivolto ai giovani e alla Nazione polacca con un videomessaggio, che è stato diffuso questa sera.
Riportiamo di seguito la trascrizione del videomessaggio registrato in lingua italiana, unitamente alla traduzione nelle varie lingue:
 

«Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
 
In una intervista ricordo che Claudia Koll disse una affermazione paradigmatica verso se stessa.

“Come guarda il suo passato?” chiese l’intervistatore, con una punta di malizia e di moralismo.

Lei rispose “Con tenerezza”.

Chi incontra Dio si vede così. E vede così. Dio corregge la tua vista.

 

Angelus 17 luglio 2016

Alle ore 12 di oggi, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale.
 
Non basta riflettere, occorre essere nel Timor di Dio, placarsi, tacere interiormente.
E non è cosa che si acquista al supermercato o al discount di qualche anno di cammino spirituale.
A volte non basta una vita.
Né serve la patina di un ruolo acquisito o della stima altrui.
Occorre saper morire con l’aiuto dello Spirito (Rm. 8,13).

 

Soliloquia: .. ma io appartengo a Lui!

«Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro sul piombo, per sempre s'incidessero sulla roccia! Io lo so che il mio Vendicatore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno non da straniero». (Gb 19,1.23-27)

 
Pubblichiamo di seguito il messaggio di cordoglio per le vittime dell’attentato avvenuto ieri sera a Nizza (Francia), inviato a nome del Santo Padre al Vescovo di Nizza, S.E. Mons. André Marceau, dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin:
 

Il Bagno di Grazia


1 Gv 4, 16 - Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
 
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta ieri sera, del Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, S.E. Mons. Zygmunt Zimowski:
 
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime del grave incidente ferroviario avvenuto questa mattina sulla linea Corato-Andria in Puglia, inviato a nome del Santo Padre all’Arcivescovo di Bari-Bitonto, S.E. Mons. Francesco Cacucci, dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin: