Copertina del catalogo
"Il Tesoro di Napoli"Papa Francesco al termine della recita dell’Angelus, domenica 26 gennaio 2014 ha affermato: «Ieri, a Napoli, è stata proclamata beata Maria Cristina di Savoia, vissuta nella prima metà del secolo diciannovesimo, regina delle due Sicilie. Donna di profonda spiritualità e di grande umiltà, seppe farsi carico delle sofferenze del suo popolo, diventando vera madre dei poveri. Il suo straordinario esempio di carità testimonia che la vita buona del Vangelo è possibile in ogni ambiente e condizione sociale».
 

Angelus 20 luglio 2014

Piazza San Pietro
Domenica, 20 luglio 2014

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  Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

In queste domeniche la liturgia propone alcune parabole evangeliche, cioè brevi narrazioni che Gesù utilizzava per annunciare alle folle il Regno dei cieli. Tra quelle presenti nel Vangelo di oggi, ce n’è una piuttosto complessa, di cui Gesù fornisce ai discepoli la spiegazione: è quella del buon grano e della zizzania, che affronta il problema del male nel mondo e mette in risalto la pazienza di Dio (cfr Mt 13,24-30.36-43). La scena si svolge in un campo dove il padrone semina il grano; ma una notte arriva il nemico e semina la zizzania, termine che in ebraico deriva dalla stessa radice del nome “Satana” e richiama il concetto di divisione. Tutti sappiamo che il demonio è uno “zizzaniatore”, colui che cerca sempre di dividere le persone, le famiglie, le nazioni e i popoli. I servitori vorrebbero subito strappare l’erba cattiva, ma il padrone lo impedisce con questa motivazione: «Perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano» (Mt 13, 29). Perché sappiamo tutti che la zizzania, quando cresce, assomiglia tanto al grano buono, e vi è il pericolo che si confondano.
 
In occasione della fine del Ramadan (‘Id al-Fitr 1435 H. / 2014 A.D.) che si celebra il 27/28 luglio, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha inviato ai Musulmani del mondo intero un messaggio augurale dal titolo: Verso un’autentica fraternità fra cristiani e musulmani.
Questo il testo del Messaggio, a firma del Presidente, Em.mo Card. Jean-Louis Tauran, e del Segretario, P. Miguel Ángel Ayuso Guixot, M.C.C.J.:
 
Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato in occasione del "Coloquio México Santa Sede sobre movilidad humana y desarrollo", in corso dal 12 al 15 luglio a Città del Messico, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri del Messico e dall’Ambasciata del Messico presso la Santa Sede:
 
Un videomessaggio registrato da Papa Francesco è andato in onda domenica mattina, 13 luglio, in alcune trasmissioni televisive ed è stato messo a disposizione degli ammalati ricoverati al Policlinico romano “Agostino Gemelli”. Il Pontefice vi spiega i motivi della mancata visita all’ospedale e alla facoltà di medicina e chirurgia dell’università cattolica del Sacro Cuore di Roma, programmata per il 27 giugno scorso nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo di fondazione, e annullata all’ultimo momento per un’improvvisa indisposizione.
 
Casina Pio IV in Vaticano
Sabato, 12 luglio 2014

Ringrazio il Signor Cardinale Presidente per le sue parole, ringrazio voi della compagnia, dell’invito, del lavoro. E’ tanto importante quello che voi fate: riflettere sulla realtà, ma riflettere senza paura, riflettere con intelligenza. Senza paura e con intelligenza. E questo è un servizio.
 
A cura di P. Pietro Messa, ofm

Il frate minore Francesco Bartoli nella prima metà del XIV secolo scrisse un Trattato sull’indulgenza di Santa Maria della Porziuncola. Attingendo anche da fonti precedenti, racconta in modo dettagliato e ordinato l’indulgenza della Porziuncola; tra l’altro narra che «stando san Francesco nella cella, che era nel giardino accanto alla chiesa di Santa Maria, nel mese di gennaio, e vegliando in preghiera nella notte, ecco Satana che venne e gli disse: “Francesco, perché vuoi morire prima del tempo?
 

Angelus 13 luglio 2014

Piazza San Pietro
Domenica, 13 luglio 2014

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Fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di questa domenica (Mt 13,1-23) ci mostra Gesù che predica sulla riva del lago di Galilea, e poiché una grande folla lo circonda, Lui sale su una barca, si allontana un poco da riva e predica da lì. Quando parla al popolo, Gesù utilizza molte parabole: un linguaggio comprensibile a tutti, con immagini tratte dalla natura e dalle situazioni della vita quotidiana.

La prima che racconta è un’introduzione a tutte le parabole: è quella del seminatore, che senza risparmio getta la sua semente su ogni tipo di terreno. E il vero protagonista di questa parabola è proprio il seme, che produce più o meno frutto a seconda del terreno su cui è caduto. I primi tre terreni sono improduttivi: lungo la strada la semente è mangiata dagli uccelli; sul terreno sassoso i germogli seccano subito perché non hanno radici; in mezzo ai rovi il seme viene soffocato dalle spine. Il quarto terreno è il terreno buono, e soltanto lì il seme attecchisce e porta frutto.

In questo caso, Gesù non si è limitato a presentare la parabola, l’ha anche spiegata ai suoi discepoli. La semente caduta sulla strada indica quanti ascoltano l’annuncio del Regno di Dio ma non lo accolgono; così sopraggiunge il Maligno e lo porta via. Il Maligno infatti non vuole che il seme del Vangelo germogli nel cuore degli uomini. Questo è il primo paragone. Il secondo è quello del seme caduto sulle pietre: esso rappresenta le persone che ascoltano la parola di Dio e l’accolgono subito, ma superficialmente, perché non hanno radici e sono incostanti; e quando arrivano le difficoltà e le tribolazioni, queste persone si abbattono subito. Il terzo caso è quello della semente caduta tra i rovi: Gesù spiega che si riferisce alle persone che ascoltano la parola ma, a causa delle preoccupazioni mondane e della seduzione della ricchezza, rimane soffocata. Infine, la semente caduta sul terreno fertile rappresenta quanti ascoltano la parola, la accolgono, la custodiscono e la comprendono, ed essa porta frutto. Il modello perfetto di questa terra buona è la Vergine Maria.

Questa parabola parla oggi a ciascuno di noi, come parlava agli ascoltatori di Gesù duemila anni fa. Ci ricorda che noi siamo il terreno dove il Signore getta instancabilmente il seme della sua Parola e del suo amore. Con quali disposizioni lo accogliamo? E possiamo porci la domanda: com’è il nostro cuore? A quale terreno assomiglia: a una strada, a una pietraia, a un roveto? Dipende da noi diventare terreno buono senza spine né sassi, ma dissodato e coltivato con cura, affinché possa portare buoni frutti per noi e per i nostri fratelli.

E ci farà bene non dimenticare che anche noi siamo seminatori. Dio semina semi buoni, e anche qui possiamo porci la domanda: che tipo di seme esce dal nostro cuore e dalla nostra bocca? Le nostre parole possono fare tanto bene e anche tanto male; possono guarire e possono ferire; possono incoraggiare e possono deprimere. Ricordatevi: quello che conta non è ciò che entra, ma quello che esce dalla bocca e dal cuore.

La Madonna ci insegni, con il suo esempio, ad accogliere la Parola, custodirla e farla fruttificare in noi e negli altri.

Dopo l'Angelus

APPELLO

Rivolgo a tutti voi un accorato appello a continuare a pregare con insistenza per la pace in Terra Santa, alla luce dei tragici eventi degli ultimi giorni. Ho ancora nella memoria il vivo ricordo dell’incontro dell’8 giugno scorso con il Patriarca Bartolomeo, il Presidente Peres e il Presidente Abbas, insieme ai quali abbiamo invocato il dono della pace e ascoltato la chiamata a spezzare la spirale dell’odio e della violenza. Qualcuno potrebbe pensare che tale incontro sia avvenuto invano. Invece no! La preghiera ci aiuta a non lasciarci vincere dal male né rassegnarci a che la violenza e l’odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione. Esorto le parti interessate e tutti quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale a non risparmiare la preghiera e a non risparmiare alcuno sforzo per far cessare ogni ostilità e conseguire la pace desiderata per il bene di tutti. E invito tutti voi ad unirvi nella preghiera. In silenzio, tutti, preghiamo. (Preghiera silenziosa) Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace... Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Amen.

Cari fratelli e sorelle,
vi saluto tutti cordialmente, romani e pellegrini!

Oggi ricorre la “Domenica del Mare”. Rivolgo il mio pensiero ai marittimi, ai pescatori e alle loro famiglie. Esorto le comunità cristiane, in particolare quelle costiere, affinché siano attente e sensibili nei loro confronti. Invito i cappellani e i volontari dell’Apostolato del Mare a continuare il loro impegno nella cura pastorale di questi fratelli e sorelle. Tutti affido, specialmente quanti si trovano in difficoltà e lontano da casa, alla materna protezione di Maria, Stella del Mare.

Mi unisco in preghiera ai Pastori e ai fedeli che partecipano al pellegrinaggio della Famiglia di Radio Maria a Jasna Góra, Czestochowa. Vi ringrazio per le vostre preghiere e vi benedico di cuore.

Saluto ora con grande affetto tutti i figli e le figlie spirituali di san Camillo de Lellis, del quale domani ricorre il 400° anniversario della morte. Invito la Famiglia camilliana, al culmine di questo anno giubilare, ad essere segno del Signore Gesù che, come buon samaritano, si china sulle ferite del corpo e dello spirito dell’umanità sofferente, versando l’olio della consolazione e il vino della speranza. A voi convenuti qui in Piazza san Pietro, come pure agli operatori sanitari che prestano servizio nei vostri ospedali e case di cura, auguro di crescere sempre più nel carisma di carità, alimentato dal contatto quotidiano con i malati. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

A tutti auguro buona domenica e buon pranzo. Arrivederci!

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Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti in occasione della Giornata Mondiale del Turismo che, come di consueto, sarà celebrata il 27 settembre, quest’anno sul tema: "Turismo e sviluppo comunitario":
 

L’inquietudine buona

di ANTONIO SPADARO

Per Bergoglio il mondo è in movimento continuo, e come Favre sperimenta la complessità dell’anima e la ricchezza dei significati delle diverse situazioni, e anche dei luoghi. Tutto risuona dentro il suo animo con una grande varietà di timbri che lui registra fedelmente nel suo Me m o -riale, e tutto diventa materia di preghiera (viaggi, preoccupazioni, amicizie, negligenze...).
 
Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio

Trasferimento della Sezione Ordinaria dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica alla Segreteria per l’Economia

Confermando una tradizione plurisecolare, l’ultimo Concilio Vaticano II ribadì la necessità di conformare l’organizzazione della Santa Sede alle necessità dei tempi, adeguando soprattutto la struttura dei Dicasteri della Curia Romana, il loro numero, denominazione e competenza, così come i loro modi di procedere e il reciproco coordinamento alle reali esigenze della Chiesa in ogni momento.
 

Il Matrimonio e i ruoli nella coppia

"Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa,
lui che è il salvatore del suo corpo.
E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo,
così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunchè di simile, ma santa e immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo,
perché chi ama la propria moglie ama se stesso.
Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne;
al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa,
poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.
Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!
Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso,
e la donna sia rispettosa verso il marito."(Ef. 5, 22-33)
 

Il dovere cristiano


"Così dunque fratelli, noi siamo debitori,
 

Sant’Antonino Fantosati: missionario francescano in Cina

Santi Antonino Fantosati Giuseppe Maria Gambaro e Cesidio Giacomantonio - Trevi - Convento San MartinoA cura di P. Pietro Messa, ofm

Nel 1226, poco tempo prima di morire, Francesco d’Assisi ricapitolò la sua vita in uno scritto breve, ma intenso, il Testamento. In questo scritto egli afferma che il Signore gli concesse d’iniziare a fare penitenza nel momento in cui lo condusse tra coloro che egli aborriva, cioè i lebbrosi, ed usò con essi misericordia. Quindi l’inizio dell’esperienza cristiana di Francesco d’Assisi è il suo dimorare presso i lebbrosi usando misericordia con essi, cioè vivendo in quella misericordia che Dio stesso aveva usato con lui strappandolo dal peccato. Francesco inizia con l’essere misericordioso con i lebbrosi e per questo dimora spesso nei lebbrosari e voleva che pure i frati facessero lo stesso per la loro conversione.
 
Questa mattina alle ore 7, nella Cappella della Casa Santa Marta in Vaticano, Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa alla quale hanno partecipato alcune persone vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero, con alcuni famigliari e accompagnatori e con i membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.
Nel corso della Celebrazione Eucaristica il Santo Padre ha tenuto l’omelia che riportiamo di seguito:
 

Angelus 6 luglio 2014

Piazza San Pietro
Domenica, 6 luglio 2014

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  Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel Vangelo di questa domenica troviamo l’invito di Gesù. Dice così: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Quando Gesù dice questo, ha davanti agli occhi le persone che incontra ogni giorno per le strade della Galilea: tanta gente semplice, poveri, malati, peccatori, emarginati... Questa gente lo ha sempre rincorso per ascoltare la sua parola – una parola che dava speranza! Le parole di Gesù danno sempre speranza! – e anche per toccare anche solo un lembo della sua veste. Gesù stesso cercava queste folle stanche e sfinite come pecore senza pastore (cfr Mt 9,35-36) e le cercava per annunciare loro il Regno di Dio e per guarire molti nel corpo e nello spirito. Ora li chiama tutti a sé: «Venite a me», e promette loro sollievo e ristoro.
 
Sono in corso a Lampedusa le celebrazioni per il primo anniversario della visita compiuta da Papa Francesco l’8 luglio dello scorso anno. Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio che il Santo Padre ha indirizzato per l’occasione all’Arcidiocesi di Agrigento, e che viene letto questa sera alle ore 21 in Piazza Garibaldi a Lampedusa, dal Vescovo S.E. Mons. Francesco Montenegro:
 
Saluto agli ammalati nella Cattedrale di Isernia Nel pomeriggio, dopo l’incontro con i detenuti, il Santo Padre Francesco è giunto nella Cattedrale di Isernia dove ha salutato gli ammalati lì raccolti.

Uscendo dalla Cattedrale, il Papa ha benedetto una statua di San Giovanni Evangelista che la diocesi dona per la riapertura della Cattedrale di Smirne e una corona per la statua della Madonna della Pace del Santuario diocesano di Fragnete.

 
Alle ore 16.30 il Santo Padre Francesco è giunto alla Casa Circondariale di Isernia, accolto dal Vescovo di Isernia-Venafro, S.E. Mons. Camillo Cibotti; dall’Arcivescovo di Capua, S.E. Mons. Salvatore Visco - già Vescovo di Isernia dal 2007 al 2013 - ; dal Prefetto, Dott. Filippo Piritore; dal Sindaco, Dott. Luigi Brasiello; dal Presidente della Provincia, Dott. Luigi Mazzuto, e dal Direttore della Casa Circondariale, Dott.ssa Barbara Lenzini.

Nel cortile interno della Casa Circondariale il Papa ha quindi incontrato i detenuti.

Dopo gli indirizzi di omaggio del Direttore e di un detenuto, il Santo Padre ha pronunciato il discorso che riportiamo di seguito:
 
Alle ore 15, l’elicottero con a bordo il Santo Padre Francesco è atterrato nel piazzale adiacente al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso. Qui il Papa ha ricevuto il saluto del Sindaco, Sig. Fabio D’Uva; poi ha raggiunto in auto il Santuario, accolto dal Rettore Don Massimo Muccillo, con i collaboratori.

Alle ore 15.30, dopo un momento di preghiera in privato nel Santuario, sul piazzale antistante il Santo Padre ha incontrato i giovani delle Diocesi di Abruzzo e Molise.

Dopo i saluti introduttivi di S.E. Mons. Pietro Santoro, Vescovo di Avezzano e Delegato per la pastorale giovanile, e di una ragazza, il Papa ha pronunciato il discorso che riportiamo di seguito: