Riportiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime delle inondazioni che hanno colpito nei giorni scorsi le coste del Cile e del Perù, inviato - a nome del Santo Padre - dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin rispettivamente a S.E. Mons. Ivo Scapolo, Nunzio Apostolico in Cile e a S.E. Mons. James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Perú:

 

Cordoglio del Papa per la morte di Mar Dinkha IV

Alla notizia della morte di Mar Dinkha IV — avvenuta il 26 marzo — Papa Francesco ha inviato un telegramma di cordoglio al metropolita Mar Aprem, incaricato di esercitare le funzioni patriarcali in attesa dell’elezione del nuovo patriarca della Chiesa Assira d’Oriente. Ne pubblichiamo di seguito una nostra traduzione dall’inglese.

Avendo appreso con tristezza della morte di Sua Santità Mar Dinkha I V , Catholicos Patriarca della Chiesa Assira d’Oriente, desidero porgere le mie sentite condoglianze a lei, Beatitudine, ai Vescovi, al Clero e a tutti i fedeli e assicurarvi della vicinanza spirituale di tutti i cattolici in questo momento. Il mondo cristiano ha perso un’importante guida spirituale, un pastore coraggioso e saggio che ha servito fedelmente la sua comunità in un momento estremamente difficile. Sua Santità Mar Dinkha ha sofferto molto per la tragica situazione in Medio Oriente, soprattutto in Iraq e in Siria, richiamando con forza l’attenzione sulla piaga dei nostri fratelli e sorelle cristiani e di altre minoranze religiose che subiscono ogni giorno persecuzioni. Ricordo che ne abbiamo parlato a lungo durante la recente visita di Sua Santità a Roma. Ringrazio di cuore l’Onnipotente per il costante impegno di Sua Santità nel migliorare le relazioni tra cristiani e in particolare tra la Chiesa cattolica e la Chiesa Assira d’Oriente. Possa il Signore accoglierlo nel suo Regno e concedergli l’eterno riposo e possa il ricordo del suo lungo e devoto servizio alla Chiesa restare vivo come sfida e ispirazione per tutti noi.

© Osservatore Romano 29 marzo 2015


 
Al Venerato Fratello
Padre Saverio Cannistrà
Preposito Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi

Caro Fratello,

al compimento dei cinquecento anni dalla nascita di santa Teresa di Gesù, desidero unirmi, insieme con tutta la Chiesa, al rendimento di grazie della grande famiglia Carmelitana scalza – religiose, religiosi e secolari – per il carisma di questa donna eccezionale.
 

Udienza generale 25 marzo 2015

Preghiera per il Sinodo sulla famiglia

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel nostro cammino di catechesi sulla famiglia, oggi è una tappa un po’ speciale: sarà una sosta di preghiera.

Il 25 marzo infatti nella Chiesa celebriamo solennemente l’Annunciazione, inizio del mistero dell’Incarnazione. L’Arcangelo Gabriele visita l’umile ragazza di Nazaret e le annuncia che concepirà e partorirà il Figlio di Dio. Con questo Annuncio il Signore illumina e rafforza la fede di Maria, come poi farà anche per il suo sposo Giuseppe, affinché Gesù possa nascere in una famiglia umana. Questo è molto bello: ci mostra quanto profondamente il mistero dell’Incarnazione, così come Dio l’ha voluto, comprenda non soltanto il concepimento nel grembo della madre, ma anche l’accoglienza in una vera famiglia. Oggi vorrei contemplare con voi la bellezza di questo legame, la bellezza di questa condiscendenza di Dio; e possiamo farlo recitando insieme l’Ave Maria, che nella prima parte riprende proprio le parole che l’Angelo, quelle che rivolse alla Vergine. Vi invito a pregare insieme:
 
Cari Confratelli.

1.         L’Anno Santo della Misericordia

I nostri lavori si aprono avendo nell’anima la lieta sorpresa che il Santo Padre Francesco ha fatto al Popolo di Dio: “Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: «Siate misericordiosi come il Padre»” (Papa Francesco, Omelia 13.3.2015). Ci aspetta, dunque, un particolare anno di grazia per poter fare, insieme ai nostri amati Sacerdoti e Diaconi, alle persone consacrate, alle nostre Comunità, una più intensa esperienza del cuore misericordioso di Dio, di cui Gesù è “volto vivo” (id). Sembra quasi che ai moltissimi auguri che da tutto il mondo sono arrivati al Papa per il secondo anniversario della sua elezione al ministero petrino, abbia voluto rispondere con un regalo più grande, regalo che è anche un invito e un auspicio, quello di camminare più spediti e lieti nella via della conversione del cuore e della vita personale ed ecclesiale.
 

Angelus 22 marzo 2015

Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale.

Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

 

INCONTRO CON I GIOVANI SUL LUNGOMARE CARACCIOLO

Napoli
Sabato, 21 marzo 2015

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(Domanda di Bianca, una giovane)

A nome di tutti i giovani le do il benvenuto a Napoli! Santità, Lei ci insegna che l’apostolo deve sforzarsi di essere una persona cortese, serena, entusiasta e allegra, che trasmette gioia dovunque si trova, e questo vale tanto per noi! Tuttavia, è altrettanto grande la fame di sogni e di speranze che c’è nel nostro cuore, per cui spesso diventa difficile coniugare i valori cristiani che portiamo dentro con gli orrori, le difficoltà e le corruzioni che ci circondano nel quotidiano. Padre Santo, in mezzo a tali “silenzi di Dio” come piantare germogli di gioia e semi di speranza per far fruttare la terra dell’autenticità, della verità, della giustizia, dell’amore vero, quello che supera ogni limite umano?
 
Napoli
Sabato, 21 marzo 2015

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Non è facile avvicinarsi a un ammalato. Le cose più belle delle vita e le cose più misere sono pudiche, si nascondono. Il più grande amore, uno cerca di nasconderlo per pudore; e le cose che mostrano la nostra miseria umana, anche noi cerchiamo di nasconderle, per pudore. Per questo, per trovare un ammalato bisogna andare da lui, perché il pudore della vita lo nasconde. Andare a trovare l’ammalato. E quando ci sono malattie per tutta la vita, quando ci troviamo in malattie che segnano tutta una vita, noi preferiamo nasconderle, perché andare a trovare l’ammalato è andare a trovare la propria malattia, quella che noi abbiamo dentro. E’ avere il coraggio di dire a se stesso: anche io ho qualche malattia nel cuore, nell’anima, nello spirito, anche io sono un ammalato spirituale.
 
Nel pomeriggio, prima di lasciare l’Arcivescovado, il Papa ha salutato i Vescovi Ausiliari di Napoli e i Membri della Segreteria e del Comitato organizzatore della Visita.
Quindi ha raggiunto il Duomo per l’incontro con i sacerdoti, i religiosi, i diaconi permanenti e i seminaristi.
Nella Cappella di Santa Restituta il Papa ha acceso un cero votivo davanti alla Madonna del Principio, quindi in Cattedrale ha venerato le Reliquie di San Gennaro.
Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte anche le Claustrali della diocesi, dopo le domande postegli dal Vicario Episcopale per il Clero e dal Vicario Episcopale per la Vita Consacrata, Papa Francesco ha rivolto ai presenti un discorso a braccio, dando per letto quello preparato.
Questo il testo preparato dal Santo Padre:

 
Poggioreale, Napoli
Sabato, 21 marzo 2015

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Sono contento di trovarmi in mezzo a voi in occasione della mia visita a Napoli. Ringrazio Claudio e Pasquale che hanno parlato a nome di tutti. Questo incontro mi permette di esprimere la mia vicinanza a voi, e lo faccio portandovi la parola e l’amore di Gesù, che è venuto sulla terra per rendere piena la nostra speranza ed è morto in croce per salvare ciascuno di noi.
 
Piazza del Plebiscito, Napoli
Sabato, 21 marzo 2015

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Il passo del Vangelo che abbiamo ascoltato ci presenta una scena ambientata nel tempio di Gerusalemme, al culmine della festa ebraica delle capanne, dopo che Gesù ha proclamato una grande profezia rivelandosi come sorgente dell’“acqua viva”, cioè lo Spirito Santo (cfr Gv 7,37-39). Allora la gente, molto impressionata, si mette a discutere su di Lui. Anche oggi la gente discute su di Lui. Alcuni sono entusiasti e dicono che «è davvero il profeta» (v. 40). Qualcuno addirittura afferma: «Costui è il Cristo!» (v. 41). Ma altri si oppongono perché – dicono – il Messia non viene dalla Galilea, ma dalla stirpe di Davide, da Betlemme; e così, senza saperlo, confermano proprio l’identità di Gesù.
 
Vergine del Santo Rosario, Madre del Redentore,
donna della nostra terra innalzata al di sopra dei cieli,
umile serva del Signore,
proclamata Regina del mondo,
dal profondo delle nostre miserie noi ricorriamo a te.
 
Piazza Giovanni Paolo II, Napoli
Sabato, 21 marzo 2015

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Ho voluto incominciare da qui, da questa periferia, la mia visita a Napoli. Saluto tutti voi e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza! Davvero si vede che i napoletani non sono freddi! Ringrazio il vostro Arcivescovo per avermi invitato - anche minacciato se non fossi venuto a Napoli - per le sue parole di benvenuto; e grazie a coloro che hanno dato voce alle realtà dei migranti, dei lavoratori e dei magistrati.
 
Cari Fratelli Vescovi,
Vi porgo un caloroso benvenuto in occasione della vostra visita ad Limina Apostolorum , mentre realizzate il vostro pellegrinaggio sulle tombe dei Santi Pietro e Paolo. La vostra presenza qui mi dà grande gioia, perché è un’opportunità per rinnovare i vincoli di amore e di comunione tra la Sede di Pietro e la Chiesa in Giappone, e per riflettere sulla vita delle vostre comunità locali. Ringrazio l’Arcivescovo Okada per i saluti che mi ha rivolto a nome vostro e dei sacerdoti, religiosi e laici della vostre diocesi. Vi chiedo di assicurarli del mio affetto e delle mie preghiere. La Chiesa in Giappone ha sperimentato abbondanti benedizioni ma ha anche conosciuto sofferenze. A partire da queste gioie e dolori, i vostri antenati nella fede vi hanno trasmesso un’eredità viva che oggi adorna la Chiesa e incoraggia il suo cammino verso il futuro.
 
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza una delegazione della Commissione Internazionale contro la pena di morte.

Di seguito pubblichiamo il testo della Lettera che Papa Francesco ha consegnato, nel corso dell’Udienza, al Presidente della Commissione, il Signor Federico Mayor:

 

Udienza generale 18 marzo 2015

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla famiglia, si è soffermato sui bambini.
Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.
L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.
 

Per rifare l’uomo da dentro

Così il 9 maggio 1973 Paolo VI annunciò il giubileo

Vogliamo oggi dare a voi una notizia, che crediamo importante per la vita spirituale della Chiesa; ed è questa.
Dopo aver pregato e pensato, noi abbiamo deliberato di celebrare nel prossimo 1975 l’Anno Santo, secondo la scadenza venticinquennale fissata dal nostro predecessore Paolo II , con la Bolla pontificia Ineffabilis Providentia del 17 aprile 1470. L’Anno Santo, che si chiama, nel linguaggio canonico, Giubileo, consisteva nella tradizione biblica dell’Antico Testamento in un anno di vita pubblica speciale, con l’astensione dal lavoro normale, col ripristino della distribuzione originaria della proprietà terriera e con la remissione dei debiti in corso e la liberazione degli schiavi ebrei (cfr. Levitico 25, 8 ss.).
 
Cari Fratelli nell’Episcopato,

Mentre con tutta la Chiesa compiamo il cammino quaresimale verso la Resurrezione del Signore, desidero far giungere a Voi, cari Arcivescovi e Vescovi, un fraterno saluto, che estendo alle amate comunità cristiane affidate alle vostre cure pastorali. Desidero anche farvi partecipi di alcune riflessioni in merito alla situazione vissuta attualmente nel vostro Paese.
 
Introduzione
Sono particolarmente contento di mettere in comune con voi qualche riflessione circa “il senso e il percorso” del Convegno ecclesiale nazionale che si svolgerà nel prossimo novembre a Firenze. È inutile dirvi che qui mi sento a casa. Trentasei anni trascorsi qui, sono davvero tanti! E lo sono ancora di più quado, com’è capitato a me, questo luogo non è stato vissuto come “posto di lavoro”. Qui mi sono formato e qui ho incontrato persone che hanno segnato fortemente la mia vita di uomo e di prete. Mi sento quindi a casa e, quando uno parte da casa per maturare e condividere alcune riflessioni, ha buone speranze di poter andare lontano e soprattutto ha buone probabilità di non perdersi. Ho visto, questo mio intervento, collocato all’interno di un ciclo di tre appuntamenti, che prevedono – oltre a quanto dirò io questa sera – la presenza di altri esperti qualificati, chiamati a soffermarsi su due importanti snodi di maturazione dell’«umano»: la famiglia – luogo in cui si sviluppano relazioni strutturanti la persona e la società – e la Bibbia, con il contributo che può offrire come fattore di umanizzazione. Su questo sfondo e per restare nel tema affidatomi, intendo articolare quanto sto per dirvi essenzialmente in tre punti: innanzitutto, un breve excursus di cosa sono stati i Convegni della Chiesa italiana a partire dal Concilio; quindi, l’originalità – la “pretesa”, se vogliamo – di Firenze; le cinque vie sulle quali camminare, non solo in vista di questo appuntamento, ma per quella riforma della Chiesa a cui Papa Francesco non si stanca di provocarci e che trova nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium la sua magna charta.

segue su PDF intero documento
Galantino-Napoli-16-febbraio-2015.pdf
 

Angelus 15 marzo 2015

Piazza San Pietro
IV Domenica di Quaresima, 15 marzo 2015

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno

il Vangelo di oggi ci ripropone le parole rivolte da Gesù a Nicodemo: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Ascoltando questa parola, rivolgiamo lo sguardo del nostro cuore a Gesù Crocifisso e sentiamo dentro di noi che Dio ci ama, ci ama davvero, e ci ama così tanto! Ecco l’espressione più semplice che riassume tutto il Vangelo, tutta la fede, tutta la teologia: Dio ci ama di amore gratuito e sconfinato.