I rapporti e i valori familiari secondo la Bibbia

I rapporti e i valori familiari secondo la Bibbia
2009-01-14- Congresso Teologico-Pastorale in preparazione al VI Incontro Mondiale delle Famiglia, Città del Messico
di Fr. RANIERO CANTALAMESSA

Divido la mia relazione in tre parti. Nella prima parte, illustrerò il progetto iniziale di Dio su matrimonio e famiglia e come esso si attuò nella storia d'Israele; nella seconda parte, parlerò della ricapitolazione operata da Cristo e di come essa fu interpretata e vissuta nella comunità cristiana del Nuovo Testamento; nella terza parte, cercherò di vedere cosa la rivelazione biblica può apportare alla soluzione dei problemi attuali del matrimonio e della famiglia.
La mia attenzione sarà rivolta a ciò che fonda la famiglia, e cioè il matrimonio e il rapporto di coppia, perché credo che è su questo che la Bibbia ha una parola sempre attuale da dire, più che sulla famiglia come realtà sociale e sui rapporti all'interno di essa, dove la Bibbia riflette una cultura molto diversa da quella di oggi. Sappiamo, del resto, che un buon rapporto tra i genitori è la condizione basilare perché la famiglia possa svolgere un ruolo educatore nei confronti dei figli. Molti drammi giovanili di oggi sono frutto di matrimoni disintegrati o disfunzionali.
 
Joseph Card. Ratzinger

La Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati del 14 settembre 1994 ha avuto una vivace eco in diverse parti della Chiesa. Accanto a molte reazioni positive si sono udite anche non poche voci critiche. Le obiezioni essenziali contro la dottrina e la prassi della Chiesa sono presentate qui di seguito in forma per altro semplificata.
 

Il Matrimonio e i ruoli nella coppia

"Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa,
lui che è il salvatore del suo corpo.
E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo,
così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunchè di simile, ma santa e immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo,
perché chi ama la propria moglie ama se stesso.
Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne;
al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa,
poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.
Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!
Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso,
e la donna sia rispettosa verso il marito."(Ef. 5, 22-33)
 

La famiglia tra papa Francesco e Chiara d’Assisi

A cura di Pietro Messa

Papa Francesco ha convocato per ottobre 2014 la terza Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi  per affrontare Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione. Come appare dal Documento preparatorio appena pubblicato vi sono alcune questioni particolarmente importanti che si vogliono affrontare ossia la fedeltà nell’unità matrimoniale e l’apertura alla vita. Proprio questi due aspetti sono stati affrontati da santa Chiara d’Assisi, come testimonia il Processo di canonizzazione svoltosi pochi mesi dopo la sua morte, ossia nel novembre 1263, ma giunto a noi in un volgarizzamento italiano della fine del secolo XV, fedele all’originale latino. Proprio uno che depone la sua testimonianza narra che grazie all’intervento di Chiara d’Assisi egli stesso – in passato riluttante a qualsiasi richiamo in merito – ritornò a vivere con sua moglie dopo oltre ventidue anni che si erano separati e che tale unione ritrovata fu coronata dalla nascita di un figlio, fonte di consolazione per entrambi.         
 

La forza della grazia

Dopo l'annuncio di un sinodo straordinario che si terrà nell'ottobre del 2014 sulla pastorale della famiglia, si sono succeduti interventi diversi, in particolare circa la questione dei fedeli divorziati risposati. Per approfondire con serenità il tema, che è sempre più urgente, dell'accompagnamento pastorale di questi fedeli in coerenza con la dottrina cattolica, pubblichiamo un ampio contributo dell'arcivescovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

 

La famiglia: problematiche pastorali e canonistiche

Prolusione di S. E. Rev.ma Mons. Massimo Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla
per l’apertura dell’anno giudiziario 2013 del Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano

© http://s2ew.reggioemilia.chiesacattolica.it

Modena, 6 marzo 2013

1. L’Io è essenziale relazione con un Tu

Non è bene che l’uomo sia solo (Gn 2,18). L’incisiva osservazione dell’autore sacro ci permette di entrare subito nel cuore del tema su cui questa mattina vogliamo riflettere. Infatti, non possiamo avere coscienza adeguata dell’istituto familiare senza considerare che cosa sia l’uomo, quale la sua costituzione originale.
 

La vera anima gemella è quella che hai sposato

da una lettera di J.R.R. Tolkien al figlio Michael (6-8 marzo 1941)
 

La stima di sé e la Verità della coppia

Preambolo
 

Piccola Riflessione sulla Famiglia

Ef. 5,[21]Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
 

Matrimonio: analisi delle difficoltà

L'origine del fallimento di ogni matrimonio è qui: illudersi che l'altro possa essere in qualche modo il tampone delle proprie falle, che possa andare a risolvere i problemi che io non ho voluto o potuto risolvere. Che l'altro possa essere una medicina per le nostre malattie, una pillola che magicamente risolverà tutti i nostri problemi con il minimo di fatica.
 

LA CRISI DELLA FAMIGLIA IN EUROPA - terza parte

  -Da "delitto" a "diritto"
-Le coppie di fatto: la deriva "scatenata" dal Parlamento europeo e la situazione dei Paesi europei -Il "Family Day" in Italia
-Il caso spagnolo
-Famiglia, matrimonio e "unioni di fatto"
-"Evoluzione della Famiglia in Europa, 2008": relazione della Rete Europea dell'Istituto di Politica Familiare (IPF).
-"La Famiglia Migrante e itinerante"
-INTERVISTA a Don Nicola Bux, Consultore delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e per le Cause dei Santi, Docente di Ecumenismo presso l'Istituto di Teologia di Bari
Da "delitto" a "diritto"
Nel paragrafo 11 della "Evangelium vitae", l'Enciclica del 25 marzo 1995, Giovanni Paolo II scriveva: "La nostra attenzione intende concentrarsi, in particolare, su un altro genere di attentati, concernenti la vita nascente e terminale, che presentano caratteri nuovi rispetto al passato e sollevano problemi di singolare gravità per il fatto che tendono a perdere, nella coscienza collettiva, il carattere di ‘delitto' e ad assumere paradossalmente quello del ‘diritto', al punto che se ne pretende un vero e proprio riconoscimento legale da parte dello Stato e la successiva esecuzione mediante l'intervento gratuito degli stessi operatori sanitari". "Tali attentati - continuava Giovanni Paolo II - colpiscono la vita umana in situazioni di massima precarietà, quando è priva di ogni capacità di difesa. Ancora più grave è il fatto che essi, in larga parte, sono consumati proprio all'interno e ad opera di quella famiglia che costitutivamente è invece chiamata ad essere ‘santuario della vita'".
 

LA CRISI DELLA FAMIGLIA IN EUROPA - seconda parte

Introduzione
La crisi della natalità, il mancato ricambio generazionale e l'invecchiamento La responsabilità della burocrazia delle organizzazioni internazionali La Chiesa e le evoluzioni demografiche "Presenza e testimonianza dei nonni nella famiglia" "Le ragioni ultime dell'invecchiamento della popolazione e della diminuzione degli indici di natalità sono morali e spirituali e sono collegate ad una  preoccupante perdita di fede, di speranza e d'amore"  (Benedetto XVI, 28 aprile 2006) Intervista a Mons. Livio Melina, Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia

Introduzione
Città del Vaticano (Agenzia Fides) -  Se ogni venticinque secondi in Europa c'è un aborto, che fa più vittime delle malattie di cuore, delle malattie cardiovascolari, degli incidenti stradali, e dei suicidi; se in Europa, la crescita naturale della popolazione è di poco superiore all'1,1%; se i divorzi, negli ultimi 15 anni, sono aumentati del 50%, coinvolgendo 21 milioni di figli, qualcuno ha fallito. E' il risultato, prodotto di alcuni decenni di "cultura" laicista europea, che asseconda le dinamiche umane, invece di contenerle e di governarle. Come dovrebbe essere suo compito, per rispondere al bene comune, che non è una categoria astratta, ma molto concreta, che fa parte, o che dovrebbe far parte, del vissuto di una collettività. Occuparsi del bene comune, significa non ignorare il piano dell'etica  e della morale, come piano dal quale non si può prescindere, se si vuole fare servizio ad una comunità. L'aborto, il divorzio, sono considerati dalla politica europea dei fenomeni sociali. Strumentalmente. Si registrano come tali e si interviene con le leggi. La politica utilizza i fatti di vita e ne fa strumento di politica. Le conseguenze? Basta leggere le statistiche. Le donne europee che non fanno più figli. L'uso e il consumo dell'attività sessuale senza amore, tanto c'è l'aborto che può riparare. La dissoluzione del matrimonio.  La cultura della vita e della dignità della persona umana ignorate. Sul matrimonio, la politica non favorisce la promozione della famiglia e la sua difesa, ma acconsente che le leggi istitutive del divorzio si occupino e registrino un fenomeno sociale, senza proporre e promuovere campagne a difesa dell'istituto matrimoniale e per la natalità, che è uno dei problemi centrali del terzo millennio, contro tutte le truffe sull'esplosione demografica che sono state propinate nel corso degli ultimi vent'anni dalle organizzazioni internazionali. Sull'aborto, la politica dice che se non ci fossero le leggi che lo regolamentano, ci sarebbe un numero altissimo di aborti clandestini. La politica, sceglie, dal suo punto di vista, il male minore, quello dell'aborto non clandestino, non soffermandosi minimamente sulla difesa del bene vita. Se l'aborto è un male in sé, è questo che dovrebbe essere insegnato, se si vuole difendere la cultura della vita.
Il "riparo" della politica è legittimare le scelte individualiste più sfrenate, che blandisce. E' anche "comodo" agire così. Solo che agendo così, non vengono preservati il diritto alla vita e la dignità del vivere, che non sono salvaguardati come beni in sé, per tutti e per ciascuno, ma sono, di volta in volta, bilanciati con l'interesse di terzi, della maggioranza. Si consuma una sorta di dominio dell'utilitarismo. Quel che serve, va conservato, quel che non serve, anche l'essere umano, va gettato via e si introduce nella coscienza collettiva - che tende ad essere annullata - un elemento di formidabile pericolosità intellettuale e civile, che stravolge il concetto stesso di bene comune, che viene inteso come sommatoria dei beni individuali. Io, come individuo, posso anche essere annullato, purché rimanga o aumenti un interesse di un maggior numero di persone. Pensiamo alla diagnosi prenatale, che è diventato strumento selettivo sulla natalità o all'eutanasia. Nella vita associata, che è definita dalle regole e dai principi che una politica attenta alla morale si dà, è compito di ciascuno salvaguardare il bene della vita di ciascuno e questo bene costituisce il principio. Tutti gli altri beni, anche quelli apparentemente più utili socialmente, rimangono, rispetto ad esso, in secondo piano.    Governare la complessità del fenomeno umano, in realtà, è molto difficile e richiede, soprattutto, fare i conti con il piano dell'etica e della morale. Il 5 aprile 2008, il Santo Padre Benedetto XVI ha  affermato che l'interruzione della gravidanza e le separazioni coniugali, sono circondate nel dibattito da una "specie di congiura del silenzio". Dovrebbero far riflettere queste parole soprattutto quei politici europei che non considerano le vittime delle loro scelte su quelli che ritengono essere solo dei fenomeni sociali: il concepito che viene gettato via con l'aborto, i bambini che subiscono le rotture matrimoniali. Sono, questi, gli effetti di una politica che non sa e non vuole trattare i fatti di vita utilizzando il piano dell'etica. Una politica europea che, proprio perché non sorretta dalla morale e dall'etica, non sa affrontare i problemi più drammatici che vive la famiglia europea, quello della crisi della natalità, del mancato ricambio generazionale e dell'invecchiamento della popolazione. Questi problemi europei, per essere compresi fino in fondo, devono essere inquadrati nel contesto di quel che è avvenuto ed ancora avviene nel mondo negli ultimi decenni.
 

LA CRISI DELLA FAMIGLIA IN EUROPA - prima parte

Questo Dossier è disponibile anche sul sito dell'Agenzia Fides: http://www.fides.org/   La popolazione europea.
L'invecchiamento.
La natalità. L'aborto. L'età della maternità. Le spese sociali. La povertà delle famiglie. La povertà dei bambini. La distruzione dell'istituto matrimoniale. L'adozione di minori anche per i single. La famiglia cristiana.
La popolazione europea Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Nel maggio 2007, la Rete Europea dell’Istituto di Politica Familiare (IPF) presentò al Parlamento Europeo un rapporto elaborato da un’equipes multidisciplinare di esperti, che raccoglieva statistiche e informazioni fornite da organismi internazionali negli anni compresi tra il 1980 e il 2005. Il Rapporto è l’ultimo, più attendibile studio, sulla situazione della famiglia in Europa. Rispetto ai dati sulla popolazione, dal rapporto emerge una crescita lenta della popolazione europea, anche se maggiore negli anni 2002-2007, rispetto ai cinque anni precedenti. Alla fine del 2006, la popolazione europea contava circa 500 milioni di persone. L’Irlanda (con una crescita del 16,3%), il Lussemburgo (11,6%) e la Spagna (11%), sono i paesi che presentano una crescita maggiore. Mentre Germania (con una crescita dello 0,8%), Svezia (2,4%) e Finlandia (2,7%), sono i paesi che presentano la crescita minore.  Tra il 1994 e il 2006 la popolazione europea è cresciuta di 19 milioni di persone. L’80% della crescita della popolazione nel periodo, è stato dovuto alla presenza di quindici milioni di immigrati, non per la crescita naturale, che è rimasta stazionaria (solo circa 310.000 persone all’anno), molto inferiore a quella degli Stati Uniti, dove la crescita della popolazione è di 12 volte superiore a quella europea. Solo Francia e Olanda presentano una crescita naturale superiore alla propria immigrazione. Il rapporto calcola che a partire dal 2025 l’Europa comincerà lentamente a spopolarsi, mentre gli Stati Uniti continueranno a crescere e, ai ritmi attuali, nel 2060 Stati Uniti ed Europa avranno la stessa popolazione (circa 454 milioni di abitanti).
 

San Giuseppe, custode della Sacra Famiglia

Giuseppe custode della famiglie e della Chiesa
«Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. ». (Mt. 1,24-25)

Riflettere un poco, in questi giorni, su San Giuseppe è per noi una gioia grande. Il genio pastorale di Papa Giovanni Paolo II gli ha dedicato una esortazione apostolica (Redemptoris custos) per rendere omaggio e stimolo pastorale a questo straordinario santo, a questo straordinario uomo di Dio, a questo "uomo giusto". Legittimamente la sua figura viene messa in secondo piano dalla centralità del figlio, il Salvatore Gesù e la madre Maria. Tuttavia l'economia della salvezza deve moltissimo a quest'uomo giusto. Anzi i nostri tempi in crisi di paternità e di "uomini giusti" esigono una presenza così autorevole ed un amico santo che ci porti meglio a comprendere il mistero dell'Incarnazione. Maria sua sposa e nostra madre, Maria Madre di Dio non ce ne voglia se concentriamo le attenzioni a questo meraviglioso esempio di padre e di sposo. Anzi, ne siamo certi, la stessa Vergine ci chiede di dare giusta rilevanza pastorale all'uomo "giusto" che è stato ed è San Giuseppe.
 

Matrimonio e narcisismo

L'attrito
- da un articolo dello psichiatra Scott Peck -   Premessa Pur tenendo conto delle distinzioni tra etica e psichiatria e tra un'etica cristiana cattolica e l'etica dello Psichiatra Scott-Peck, questa bella riflessione ci stimola a riflettere sul narcisismo che ci portiamo dentro nella vita coniugale e non solo. Buona lettura.   Come Dio e la preghiera, altre cose in questo mondo sono troppo grandi per poter essere costrette in un'unica definizione esaustiva.  Il matrimonio è una di queste.  Se viene definito una relazione a due, che dire allora dei matrimoni di gruppo o della poligamia?  Se riguarda un uomo e una donna, dove li sistemiamo i rapporti omosessuali basati su un impegno reciproco di lunga durata?  Se è un'entità giuridica, che dire dei matrimoni stipulati secondo il diritto consuetudinario?  Se è un'unione religiosa che dire del gran numero di matrimoni unicamente civili?  E che cos'è un'unione?  Una fusione?  Se implica il rapporto sessuale, come considerare quelle coppie che non dormono più insieme?  E se non è così, qual è la differenza tra un matrimonio e una società?  E così all'infinito.
 

Come far Funzionare un Matrimonio




7 PUNTI FONDAMENTALI  PER FAR "FUNZIONARE UN MATRIMONIO"

I nuclei di morte PSICO-RELAZIONALI nella vita di coppia

I NUCLEI DI MORTE SPIRITUALI NELLA VITA DI COPPIA

 

Fate questo in memoria di me


Bereshit 6

Vangelo di Luca 22, 14-20 [14]Quando venne l'ora, si sdraiò presso la tavola e gli apostoli con lui, [15]e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, [16]poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». [17]E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi, [18]poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio». [19]Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». [20]Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».
 

Fede, dolore e crescita


Bereshit 5

Luca 2, [41]I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. [42]Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; [43]ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. [44]Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; [45]non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. [46]Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. [47]E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. [48]Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». [49]Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». [50]Ma essi non compresero le sue parole. [51]Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. [52]E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
 

Purché il Terzo presente sia l'Amore


Bereshit 4
“Purché il Terzo sia presente e quel Terzo sia l’Amore”


 Aggeo 1, [2]Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: «Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!». [3]Allora questa parola del Signore fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo: [4]«Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? [5]Ora, così dice il Signore degli eserciti: riflettete bene al vostro comportamento. [6]Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l'operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato. [7]Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene al vostro comportamento! [8]Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria - dice il Signore -. [9]Facevate assegnamento sul molto e venne il poco: ciò che portavate in casa io lo disperdevo. E perché? - dice il Signore degli eserciti -. Perché la mia casa è in rovina, mentre ognuno di voi si dá premura per la propria casa. [10]Perciò su di voi i cieli hanno chiuso la rugiada e anche la terra ha diminuito il suo prodotto. [11]Ho chiamato la siccità sulla terra e sui monti, sul grano e sul vino nuovo, sull'olio e su quanto la terra produce, sugli uomini e sugli animali, su ogni prodotto delle mani».
 

Il compimento della desatellizzazione

Gn. [CAP 22]Il sacrificio di Isacco