Angolo dell'orazione Febbraio 2015

Questo mese preghiamo per..

Generale:  "Perché i carcerati, in particolare i giovani, abbiano la possibilità di ricostruire una vita dignitosa.”

Missionaria: “Perché i coniugi che si sono separati trovino accoglienza e sostegno nella comunità cristiana.”

Dei Vescovi: “Perché gli operatori del sistema sanitario uniscano la competenza professionale al rispetto di ogni persona.”

Del Sito:  "Perché i vescovi, ricolmi del massimo grado e grazia del sacerdozio, possano assumersi con amore, responsabilmente e con coraggio la cura del gregge loro affidato, senza atteggiamenti e scelte che riconducano alla Sindrome di Giona".
 

Che io non celi il Tuo Amore

"Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore,
la tua verità e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho celato il tuo amore
e la tua fedeltà alla grande assemblea." (Sl. 39)

Celare l'Amore è un rischio di tutti.
Due sono i modi per celarlo.
O la celiamo per viltà.
Oppure lo celiamo, per la viltà nascosta, che è parlarne troppo.

In entrambi i casi la viltà ha la meglio. La prima perché è palesemente espressa,
la seconda, più pericolosa, perché abilmente nascosta. Spesso anche a se stessi.

Quello che invece non cela l'amore è la santità di vita, umile, feriale, che restituisce  e riconosce il potere di Dio sulla storia, sulle cose, sul nostro corpo, sulla nostra mente e sul nostro cuore.
Ma questa santità è possibile come dono molto prima che come collaborazione alla grazia. E' consapevolezza e richiesta sull' "ecco io vengo" espresso dal Verbo.
Dall'azione di Dio, dalla Theourgia, prima che dalla liturgia.

Ecco che dunque ogni svelare l'amore, ogni missione, ogni evangelizzazione, ogni forma di apologia e di dialogo, ogni opera di carita fraterna, di solidarietà, di sussidiarietà e di autentica compassione è possibile dalla Sacra Liturgia e nella Sacra Liturgia ritorna.


 

Memoria di Sant'Agnese Martire

La memoria di Sant'Agnese, vergine e martire ricorre nel calendario liturgico il 21 Gennaio.
Nel 2001, in questo giorno, è stato inaugurata l'inizio dell'attività evangelizzatrice nel web del nostro sito Zammerù Maskil ora Cristiano Cattolico.
Il sito è affidato al patrocinio di Sant' Agnese, San Francesco di Assisi, San Michele Arcangelo, San Giuseppe sposo della Vergine e, naturalmente, alla Vergine Maria Santissima Madre di Dio e madre nostra.

Breve storia di S. Agnese:
Agnese nacque a Roma da genitori cristiani, di una illustre famiglia patrizia, nel III secolo. Quando era ancora dodicenne, scoppiò una persecuzione e molti furono i fedeli che s'abbandonavano alla defezione. Agnese, che aveva deciso di offrire al Signore la sua verginità, fu denunciata come cristiana dal figlio del prefetto di Roma, invaghitosi di lei ma respinto. Fu esposta nuda al Circo Agonale, nei pressi dell'attuale piazza Navona. Un uomo che cercò di avvicinarla cadde morto prima di poterla sfiorare e altrettanto miracolosamente risorse per intercessione della santa.
 
Colletta
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l'anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
 
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...