Colletta
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio, consolatore degli afflitti,
tu illumini il mistero del dolore e della morte
con la speranza che splende sul volto del Cristo;
fa’ che nelle prove del nostro cammino
restiamo intimamente uniti alla passione del tuo Figlio,
perché si riveli in noi la potenza della sua risurrezione.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

    

Prima lettura
1Re 17,17-24
Tuo figlio vive.

Dal primo libro dei Re

In quei giorni, il figlio della padrona di casa, [la vedova di Sarepta di Sidòne,] si ammalò. La sua malattia si aggravò tanto che egli cessò di respirare. Allora lei disse a Elìa: «Che cosa c’è fra me e te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia colpa e per far morire mio figlio?».
Elia le disse: «Dammi tuo figlio». Glielo prese dal seno, lo portò nella stanza superiore, dove abitava, e lo stese sul letto. Quindi invocò il Signore: «Signore, mio Dio, vuoi fare del male anche a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?». Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: «Signore, mio Dio, la vita di questo bambino torni nel suo corpo».
Il Signore ascoltò la voce di Elìa; la vita del bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere. Elìa prese il bambino, lo portò giù nella casa dalla stanza superiore e lo consegnò alla madre. Elìa disse: «Guarda! Tuo figlio vive». La donna disse a Elìa: «Ora so veramente che tu sei uomo di Dio e che la parola del Signore nella tua bocca è verità».

Parola di Dio

    

Salmo responsoriale
Sal 29

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

    
Seconda lettura
Gal 1,11-19
Si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti.    

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri.
Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore.

Parola di Dio

    

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

    
Vangelo
Lc 7,11-17
Ragazzo, dico a te, alzati!

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».
Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Parola del Signore



Commento
"Non piangere!"

La liturgia di questa domenica ci ricorda con insistenza che Dio è il Dio della vita.
Egli fa nuove le cose.
Egli non solo consola ma piuttosto esorta a permanere nelle radici della gioia, perché Egli è datore di vita.
La nostra debolezza e il nostro peccato, infatti, ci impediscono di cogliere la luce luminosa della grazia nella coltre della miseria e della prova.
Siamo noi stessi talvolta che cerchiamo di legare la mano potente di Dio.
Ma il "Suo braccio" non si è raccorciato ed Egli continuamente compie cose nuove e belle, dona vita nel deserto, dona speranza nella disperazione.
Egli dunque può e fa realmente nuove le cose.
Rinnova i cammini, rinnova le scelte vocazionali, rinnova le vite spente, rinnova la vita dove c'era morte, rinnova la gioia dove c'è la solitudine, ricostruisce vite distrutte, inventa nuovi cammini che donino Luce...
Non impediamo a Dio di essere e di agire come Dio. Cogliamo la Sua esortazione piena a "non piangere" o, per lo meno, di non fare delle nostre lacrime un idolo, ma un mezzo di rinnovata fiducia in Colui che tutto può.
Consegnamo il nostro pianto ben sapendo in chi riponiamo la nostra speranza.
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, che genera e dona la Vita; sempre!

Paul


Segue sussidio proposto dal monastero del Sacro Cuore

X_Dom_TO_C.pdf



Citazioni:

1Reg 17,17-24:             www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9a0j2cq.htm    

Gal 1,11-19:                  www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9aud4va.htm     

Lc 7,11-17:                    www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9arbcfg.htm    



Nei primi versetti del Vangelo notiamo la presenza di due gruppi di persone, il primo segue Gesù, il secondo segue il corteo funebre. Due gruppi che all’inizio troviamo divisi ma che alla fine si troveranno uniti nel proclamare Gesù il vero profeta.

Gesù osserva, si interessa, ha compassione, parla e tocca, risana. Gesù, a differenza di Giovanni il Battista, non è semplicemente un profeta ma il Signore. Non è un profeta come gli altri, non riporta semplicemente un messaggio, è il Verbo fatto carne: oltre ad annunciare attraverso la sua Persona il regno di Dio, compie le opere del Padre, compie i miracoli che altri profeti e lo stesso Battista non hanno mai fatto.

Gesù, vedendo il dolore della madre, prova grande compassione. La compassione di Gesù non assomiglia per nulla alla nostra commiserazione; la sua compassione è empatia pura, riesce a calarsi completamente nella situazione dell’altro.

Il suo sguardo è direttamente collegato alla sua compassione, è uno sguardo che allo stesso tempo si lascia ferire dalla sofferenza dell’altro, il suo patire-con entra in azione con i destinatari del suo sguardo amorevole. Cristo è esperto nel “com-patire”, sa soffrire con noi. Per Gesù “passione” è un intreccio di sofferenza e di slancio amorevole.

La sua compassione è densa di tenerezza, partecipazione che si trasforma in azione, in un agire benefico. Chiede alla mamma di non piangere e tocca la bara: la compassione di Gesù lo spinge oltre le leggi tra puro e impuro. Secondo le leggi giudaiche ciò che è puro, per restare tale, non deve toccare l’impuro; ebbene sembra che Gesù inverta le cose: ciò che Egli tocca diventa puro. Se prima la salvezza veniva assicurata a coloro che riuscivano a rimanere separati dall’impurità, ora si salvano coloro che si lasciano contagiare da Gesù, dal suo sguardo, dalla sua compassione, dal suo tocco, dal suo messaggio, dalla sua logica.

Gesù comanda al ragazzo morto di alzarsi, in questo modo si manifesta come il Signore! Ogni volta che contempliamo Gesù che compie un miracolo, vediamo i segni della presenza del regno di Dio. Ogni volta che Gesù guarisce dalle malattie, contempliamo il Signore della vita che guarirà l’umanità dalla grande malattia: la morte. Oggi il miracolo ci comunica questo messaggio in modo chiaro, come anche il celebre episodio del resuscitamento di Lazzaro: che Gesù non è un profeta come gli altri, che ha il potere di far tornare in vita i morti e quindi di far entrare nella vita vera: la risurrezione! Gesù è il Signore della vita. Ciò vuol dire che qualsiasi situazione di “morte” può essere cambiata, non esiste nessun venerdì santo “interminabile”.






Preghiera dei fedeli



Introduzione del sacerdote

Signore Gesù, la tua grazia ci fa vivere. Ti ringraziamo perché anche oggi ci incontri nelle nostre difficoltà e nei nostri bisogni.



1.    Gesù Salvatore, che ci hai creati per la vita, ti affidiamo i giovani e i ragazzi; possano incontrare te per essere risvegliati alla vita e alla gioia,

         Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



2.    Gesù Salvatore, che hai avuto compassione della mamma vedova, ti affidiamo i genitori e gli educatori. Ti affidiamo i Pastori della Chiesa, Papa, vescovi, sacerdoti: siano tuoi testimoni con la vita e con le opere,

Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



3.    Ti preghiamo, o Signore Gesù, per i cristiani perseguitati nel mondo. Concedi ad essi la fortezza dei Santi Martiri. Donaci di accogliere la loro testimonianza,

Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



4.    O Signore donaci fiducia e speranza in mezzo ai drammi e alla confusione del mondo. Concedi ai popoli della terra di vivere nella verità e nella pace,

         Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



Conclusione del sacerdote

Ci accompagni sempre la tua grazia o Signore. Purifica e sostieni la nostra domanda di vita e di felicità.




 

II domenica di Avvento - Anno C

Colletta
Dio grande e misericordioso,
fa' che il nostro impegno nel mondo
non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio,
ma la sapienza che viene dal cielo
ci guidi alla comunione con il Cristo, nostro Salvatore.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
 
2012-06-09 Radio Vaticana
La Santa Sede ha appreso con sorpresa e preoccupazione le recenti vicende in cui è stato coinvolto il Prof. Gotti Tedeschi. Ripone nell’autorità giudiziaria italiana la massima fiducia che le prerogative sovrane riconosciute alla Santa Sede dall’ordinamento internazionale siano adeguatamente vagliate e rispettate. La Santa Sede conferma inoltre la sua piena fiducia nelle persone che dedicano la loro opera con impegno e professionalità all’Istituto per le Opere di Religione e sta esaminando con la massima cura l’eventuale lesività delle circostanze, nei confronti dei diritti propri e dei suoi organi. Si ribadisce, infine, che la mozione di sfiducia adottata nei confronti del Prof. Gotti Tedeschi da parte del Consiglio di Sovrintendenza è stata fondata su motivi oggettivi, attinenti alla governance dell’Istituto, e non determinata da una presunta opposizione alla linea della trasparenza, che anzi sta a cuore alle Autorità della Santa Sede, come all’Istituto stesso.

© www.radiovaticana.org - 9 giugno 2012
 

I domenica di Avvento - Anno C

Colletta
O Dio, nostro Padre,
suscita in noi la volontà
di andare incontro con le buone opere
al tuo Cristo che viene,
perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria
a possedere il regno dei cieli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
Dio onnipotente ed eterno,
che hai voluto rinnovare tutte le cose
in Cristo tuo Figlio, Re dell’universo,
fa’ che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato,
ti serva e ti lodi senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio Padre,
che ci hai chiamati a regnare con te
nella giustizia e nell’amore,
liberaci dal potere delle tenebre;
fa’ che camminiamo sulle orme del tuo Figlio,
e come lui doniamo la nostra vita
per amore dei fratelli,
certi di condividere la sua gloria in paradiso.
Egli è Dio, e vive e regna con te..