Prima la dignità delle persone, poi il resto. Papa Francesco interviene nel febbrile negoziato in corso tra la Grecia e l’Unione Europea, teso a evitare il “default” del Paese ellenico, per esprimere solidarietà alla gente e ricordare l’ordine delle priorità.
 

La risposta al terrorismo non può essere militare

GINEVRA, 1. «Il terrorismo è una terribile realtà che colpisce tutte le parti del globo, distrugge innumerevoli vite, terrorizza le società e annienta le culture e le loro storie». Purtroppo «dobbiamo ammettere che la comunità internazionale non è sempre stata capace di prevenire e di frenare il terrorismo, specialmente in Medio oriente e in diverse zone dell’Africa». Questo il punto nodale della dichiarazione resa ieri a Ginevra dall’a rc i v e s c o v o Silvano M. Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, alla 29ª sessione del Consiglio dei diritti umani (il testo originale è disponibile sul sito internet del nostro giornale: osservatoreromano.va).
 

Con gli occhi di un bambino

La Laudato si’? È un enciclica da leggere con gli occhi di un bambino. E non solo per il linguaggio semplice, concreto, molto spesso immediato utilizzato da Papa Francesco, ma perché in essa si parla di futuro, futuro dell’umanità e del pianeta che è la sua casa. Un’enciclica caratterizzata dal senso di un’intima connessione tra le generazioni e dalla convinzione che il male lasciato in eredità al mondo di domani ha già conseguenze immediate per chi vive oggi senza rendersi conto della gravità della crisi ambientale e sociale.
 
"Ma quale comprati? Non usiamo parole offensive.." Così la Sen. Cirinnà a LA7 al Coffee Break.

Purtroppo, senza che ci giriamo intorno, il problema è proprio questo: il mercato dietro famiglie costruite in base ai desideri degli adulti senza riconoscere il diritto incoercibile del bambino o della bambina di avere entrambi i propri genitori biologici.
Gli adulti possono "macerarsi", elaborare tutte le "proprie" carte etiche che riescono, ma la realtà è che viene negato il diritto precedente, l'apriori: il diritto di un bambino o di una bambina di avere i propri genitori biologici e di crescere con loro.
Uno stato che nega questo e facilita i desideri degli adulti senza tenere conto di questo "diritto fondamentale" ha perso ogni sua valenza etica e formativa ed anche giurisdizionale.
E' uno stato che serve solo desideri, talvolta capricci, e riconosce "falsi diritti" in nome della prepotenza.
Che decide chi deve vivere e chi deve morire; chi è figlio di; quale vita è degna di essere vissuta.
Questo non è "bene comune" ma un "mostro dalla grande mano" pilotato dagli egoismi.
Una cosa, gli egoisimi strutturati e colorati di rosa, che a noi adulti riesce benissimo.
 
Questa mattina, alle 10 circa, il Papa Francesco si è recato alla residenza del Papa emerito Benedetto XVI (ex Convento Mater Ecclesiae) per salutarlo e augurargli una buona permanenza a Castelgandolfo dove si è trasferito questa mattina e si tratterrà nel corso delle prossime due settimane (rientro previsto il 14 luglio). Tutto l’incontro, compreso un breve colloquio, è durato circa mezzora.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 30 giugno 2015


 
Alla produzione meno nota di Gilbert Keith Chesterton appartiene La Resurrezione di Roma - riscoperta peraltro in anni recenti - quasi un reportage di viaggio dello scrittore inglese nella capitale italiana. Parafrasandone il titolo si può dire che questo sabato, a Roma, ci sarà invece la "risurrezione di Chesterton". Il merito di questo portentoso evento è senz'altro da ascriversi a "La Civiltà Cattolica", la rivista dei gesuiti che ospiterà un convegno internazionale sul creatore di Padre Brown, il primo di tale livello in Italia, dedicato al noto narratore.
Ospite d'onore sarà padre Ian Boyd, sacerdote della congregazione di San Basilio, esperto di Chesterton, fondatore e direttore della "Chesterton Review" nonché Presidente del Chesterton Institute for Faith & Culture della Università di Seton Hall nel New Jersey che insieme a "La Civiltà Cattolica", e all'associazione culturale BombaCarta, ha organizzato la manifestazione. Lo incontriamo al suo sbarco a Roma e ci dichiara subito di essere alquanto colpito dall'apprendere come in Italia Chesterton oggi sia poco conosciuto.
"Mi sembra che le notizie riguardo all'oblio di Chesterton siano esagerate. Negli Usa esiste di recente un grande revival di Chesterton:  molti suoi libri sono stati ristampati e i convegni attirano centinaia di persone ogni anno. Pochi anni fa il presidente Bush, nella sua visita in Cina, ha citato una famosa definizione dell'America di Chesterton:  "Una nazione con l'anima di una Chiesa". Ma anche in Europa direi che c'è lo stesso fenomeno:  il nostro istituto ha ospitato conferenze in tutta Europa - in posti diversi come l'Irlanda, l'Inghilterra, la Lituania e la Croazia - che hanno avuto enorme successo. Inoltre c'è da dire che l'Europa affronta oggi gravi sfide etiche e culturali e farebbe bene a guardare a Chesterton come guida in queste difficoltà. Dire anzi che un buon indice della forza di una cultura si trova nella misura della sua capacità di rispondere a una provocazione a un tempo saggia e immaginativa come quella offerta da Chesterton".

 
Non poteva mancare una visita alla mostra L’arte di Francesco. Capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo allestita presso la Galleria dell’Accademia di Firenze da parte di una istituzione culturale francescana come la Pontificia Università Antonianum di Roma. Così venerdì 26 giugno un numeroso gruppo di studenti, professori e personale amministrativo hanno visitato tale esposizione accompagnati dalla spiegazione del direttore dello stesso museo fiorentino, Angelo Tartuferi, e dal prof. Francesco D‘Arelli, direttore scientifico della Commissio sinica che ha offerto il supporto di ricerca a tale evento culturale.
 
“Quanto più profonda è la notte tanto più le stelle brillano”, è la scritta che si può trovare presso il monastero benedettino di Subiaco. Sono convinto che tra le tante stelle che brillano, una di queste è la bellissima intervista, che ho proposto qualche giorno fa, del settimanale Tempi a monsignor Caffarra, arcivescovo di Bologna. Monsignor Carlo Caffarra oltre ad essere un principe della Chiesa, è un eccellente uomo di cultura, studioso ed esperto di famiglia, matrimonio e temi bioetici, tanto che ha ricevuto da Giovanni Paolo II prima, e da papa Benedetto XVI dopo, diversi incarichi per guidare istituti, e corsi di preparazione in tutto il mondo. E’ autore di diverse pubblicazioni. E’ triste constatare come una figura così straordinaria abbia poco riscontro nel mondo della cultura italiana, e forse anche nel cosiddetto mondo cattolico.
 
Pubblichiamo di seguito i telegrammi inviati a nome del Santo Padre dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ai Rappresentanti della Santa Sede in Francia, Tunisia e Kuwait, con l'incarico di trasmetterli alle rispettive competenti autorità e alle persone interessate, in seguito agli attentati terroristici compiuti a Saint-Quentin Fallavier in Francia, a Sousse in Tunisia e a Kuwait City, nella giornata di venerdì 26 giugno:
 
Monsignor Joseph E . Kurtz, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha diffuso una nota: "Si danneggia il bene comune e i più vulnerabili tra noi, soprattutto i bambini". La società americana - articolata e complessa - appare divisa su questo, come su altri temi di valore etico e sociale. Contro la sentenza si stanno mobilitando varie confessioni cristiane e altre fedi Gianni Borsa
 

Unanime condanna del terrore globale

TUNISI, 27. È inquietante la valutazione che viene fatta da più parti degli attacchi jihadisti che ieri hanno seminato stragi, con diverse modalità, in tre continenti. Sembrerebbe infatti essersi tradotto in una concreta ferocia l’appello del cosiddetto Stato islamico (Is) a colpire nel mese del Ramadan quanti il gruppo indica come nemici, nella sua strategia di usare il fondamentalismo religioso per ritagliarsi potere all’interno del mondo islamico, anche esasperando i tradizionali contrasti tra sunnismo e sciitismo.
 

Sinodalità e servizio

Il raggiungimento della piena unità «rappresenta una delle mie principali preoccupazioni»: lo ha ribadito Papa Francesco ricevendo, sabato 27 giugno, una delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, a Roma in questi giorni per la solennità dei santi Pietro e Paolo. Accompagnati dai vertici del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, sono stati ricevuti dal Papa nella biblioteca privata del Palazzo apostolico il metropolita Giovanni di Pergamo, il metropolita Massimo di Selyvria e il protopresbitero Heikki Huttunen, latori di un messaggio del patriarca ecumenico. Bartolomeo ricorda, in particolare, «la visita personale» del Pontefice «e la sua partecipazione alla celebrazione della nostra festa del Trono lo scorso anno. Questa comunione da persona a persona ha lasciato una gioia indelebile». Da parte sua Francesco nel suo discorso ha auspicato «che possano moltiplicarsi le occasioni di incontro, di scambio e di collaborazione, in modo che si riesca a superare ogni pregiudizio». Da qui il sostegno assicurato «al lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. L’attento esame di come si articolano nella vita della Chiesa il principio della sinodalità e il servizio di colui che presiede — ha detto in proposito — offrirà un contributo significativo al progresso delle relazioni tra le nostre Chiese».

© Osservatore Romano - 28 giugno 2015

Udienza alla Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo


 
Riportiamo di seguito il testo del Messaggio che il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, S.S. Bartolomeo I, ha inviato al Santo Padre Francesco in occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
 
Pubblichiamo il comunicato stampa di Si alla famiglia circa la sentenza della Corta Suprema americana che obbliga tutti gli Stati a introdurre il matrimonio gay.
 

Cocente delusione

La delusione è amplificata dal fatto che i senatori del gruppo di Area Popolare abbiano deciso di riconfermare l’appoggio all’esecutivo, approvando la citata proposta di legge che, com’è noto, rappresenta un micidiale “cavallo di Troia” – per usare la felice metafora coniata dal cardinal Angelo Bagnasco, Presidente della C.E.I. – finalizzato all’introduzione dell’ideologia gender nel sistema scolastico italiano.
 

Accorciamo le distanze

Avvicinarsi alle persone emarginate, accorciare le distanze fino a toccarle senza aver paura di sporcarsi: ecco la «vicinanza cristiana» che ci ha mostrato concretamente Gesù liberando il lebbroso dall’impurità della malattia e anche dall’esclusione sociale. A ogni cristiano, e alla Chiesa intera, il Papa ha chiesto di avere questo atteggiamento di «vicinanza» durante la messa di venerdì mattina, 26 giugno, nella cappella della Casa Santa Marta. La prossima celebrazione è prevista per martedì 1° settembre.
 

Via dalle moschee la propaganda estremista

IL CAIRO, 26. In tutte le librerie e le biblioteche delle moschee egiziane è in atto, ormai da un anno, un’op erazione di monitoraggio per ritirare i libri e i materiali di propaganda estremista e fondamentalista che erano stati capillarmente diffusi soprattutto all’epoca del precedente Governo. Lo rende noto l’agenzia Fides, che riferisce come, durante una trasmissione televisiva, Mohammed Abdel Razek, alto funzionario del ministero per le Dotazioni religiose, abbia spiegato che l’op erazione di “b onifica” viene condotta in collaborazione con le squadre governative per la sicurezza nazionale e confermato che il lavoro da fare «è ancora lungo». Razek ha sottolineato che gli imam delle singole moschee sono da considerare i responsabili ultimi per eventuali infiltrazioni della propaganda estremista nei luoghi di culto.
 

Una pianta nel deserto

Da bambino sono cresciuto a Hong Kong. Mia nonna era una buddista devota e io la sentivo recitare il nome di Buddha durante il giorno, girando i grani del rosario con la mano mentre ripeteva cantando: «Namu Amitabha». Quando la salutavo interrompeva la sua recitazione, scambiava qualche parola con me e poi riprendeva. Successivamente frequentai una scuola cattolica e divenni cattolico.
 
Su invito di Caritas italiana, riunite a Roma tutte le organizzazioni storiche. Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha ribadito alle comunità terapeutiche e d'accoglienza "la piena e totale vicinanza della Chiesa". Ha messo in guardia dagli "sciacalli che stanno intorno ai poveri, agli immigrati, a chi lavora per venire incontro ai bisogni di chi è in difficoltà" Patrizia Caiffa
 
Dopo l’imponente manifestazione delle famiglie in Piazza San Giovanni del 20 giugno scorso, i promotori dell’ideologia del gender hanno cambiato strategia: ora sono passati a negare e smentire tutto. Il servizio di Sergio Centofanti:
 

Medioevo Storia, Filosofia e Teologia 2015-2016

Francesco d'Assisi e la sua posterità sono considerati un riferimento nell'attuale momento culturale. L'attenzione è accresciuta anche dalla recente enciclica Laudato si' di papa Francesco che prende il titolo proprio da una lauda del Santo d'Assisi. Tutto ciò può essere l'occasione per approfondire la storia, pensiero, arte e quant'altro è espressione del francescanesimo e proprio ciò si propone di fare la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani in continuità con l'opera compiuta ormai da diversi decenni.
 

È morto Nerses Bedros XIX Tarmouni

Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, patriarca di Cilicia degli armeni, è morto giovedì 25 giugno, a Beirut. Operato di recente a un ginocchio, ieri sera aveva celebrato la messa per l’ordine di Malta nella cattedrale della capitale libanese. Pierre Tarmouni (Taza) era nato al Cairo il 17 gennaio 1940 e aveva studiato al collegio dei Fratelli delle scuole cristiane. Nel 1958 era stato inviato al Pontificio collegio Leonino armeno a Roma, per gli studi filosofici e teologici alla Pontificia università Gregoriana. Ordinato sacerdote il 15 agosto 1965 nella sua città natale da monsignor Raphaël Bayan, fino al 1968 era stato vice-parroco nella cattedrale armeno-cattolica dell’Annunciazione al Cairo, assistendo Jean Kasparian, divenuto poi nel 1982 patriarca con il nome di Hovhannes Bedros XVIII.
 

Prima di tutto ascoltare

Come si riconosce un cristiano? Dal suo atteggiamento. Durante la messa celebrata a Santa Marta giovedì 25 giugno, Papa Francesco ha commentato il brano evangelico della liturgia del giorno, adattando l’immagine della casa costruita sulla roccia alla vita quotidiana dei fedeli. Innanzitutto, sottolineando come il brano di Matteo (7, 21-29) giunga al termine di «una sequela di catechesi che Gesù fa al popolo» e come il popolo segua «stupito» il Signore, perché egli insegna «come uno che ha autorità, e non come i loro scribi », il Pontefice ha subito tratto un insegnamento per tutti: «La gente — ha detto — sa quando un sacerdote, un vescovo, un catechista, un cristiano, ha quella coerenza che gli dà autorità, sa discernere bene». Del resto, lo stesso Gesù, in un passo precedente, «ammonisce i suoi discepoli, la gente, tutti: “Guardatevi dai falsi profeti”». La parola giusta — «b enché sia un neologismo, ha specificato Francesco — dovrebbe essere: «pseudoprofeti». Questi pseudoprofeti «sembrano pecorelle, pecore buone, ma sono lupi rapaci». E il vangelo riporta proprio il brano in cui Gesù spiega come discernere «dove sono i veri predicatori del Vangelo e dove sono quelli che predicano un vangelo che non è vangelo».
 

La liberazione del giudicare

di SILVIA GUIDI

«Noi diventiamo le parole che ascoltiamo»: è uno dei tweet con cui Francesco Occhetta ha ricordato Silvano Fausti — gesuita come lui, suo maestro e soprattutto amico — dopo la morte, avvenuta nella mattina del 24 giugno, festa della nascita di san Giovanni Battista, l’ultimo dei grandi profeti d’Israele. «Mi aveva fatto innamorare della Parola» continua Francesco Occhetta su twitter, e in tanti gli hanno fatto eco sui social network, la bacheca virtuale del nostro tempo, tanto iperconnesso e ricco dei contenuti più disparati quanto povero di voci davvero originali.
 
Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede ha luogo la Conferenza stampa in preparazione all’VIII Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Philadelphia dal 22 al 27 settembre prossimo, sul tema: “L’amore è la nostra missione. La famiglia pienamente viva”.
 

Uomini ponte

C’è l’Europa, bisognosa di svegliarsi; e l’Africa, assetata di riconciliazione; c’è l’America latina, affamata di nutrimento e interiorità, e quella del nord, intenta a riscoprire le radici di un’identità che non si definisce a partire dalla esclusione. E poi ci sono l’Asia e l’Oceania, sfidate dalla capacità di fermentare in diaspora e dialogare con la vastità di culture ancestrali. È una mappa delle sfide alla Chiesa nel mondo quella tracciata da Papa Francesco nel discorso alla comunità della Pontificia accademia ecclesiastica.
 
In questo dossier riportiamo una selezione dei principali progetti e iniziative, applicati nelle scuole italiane o comunque rivolti a studenti o docenti, che si ispirano alla teoria di genere, prodotto dei “gender studies”, o/e alle teorie omosessualiste delle associazioni LGBT. Queste teorie hanno infatti principi e conseguenze comuni e nella pratica spesso si presentano assieme. Il dossier riguarda principalmente gli anni 2014 – 2015 e non pretende di dare un elenco completo. Sono stati inclusi solo i progetti e le iniziative la cui applicazione poteva essere precisamente determinata quanto a data, luogo e contenuti. Spesso il progetto esaminato non si riferisce solo a un singolo “caso”, in quanto un progetto è suscettibile di applicazione in più istituti scolastici e in alcuni casi si tratta di progetti che hanno coinvolto gran parte del corpo docente, o molteplici scuole, di intere Regioni o Province.
I progetti e le iniziative di questo tipo, con il pretesto di educare all’uguaglianza e di combattere le discriminazioni, il bullismo, la violenza di genere o i cattivi stereotipi, spesso promuovono: l’equiparazione di ogni orientamento sessuale e di ogni tipo di “famiglia”; la prevalenza dell’ “identità di genere” sul sesso biologico; la decostruzione di ogni comportamento o ruolo tipicamente maschile o femminile insinuando che si tratterebbe sempre di arbitrarie imposizioni culturali; la sessualizzazione precoce dei giovani e dei bambini.
A cura di www.notizieprovita.it

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Un appello lungo otto secoli

Pubblichiamo in una nostra traduzione un articolo uscito su «Le Monde» del 19 giugno scorso.

di JACQUES DALARUN

La sera della sua elezione al soglio pontificio, quando il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio ha preso il nome di Francesco, era evidente che, con la scelta del nome del Poverello di Assisi (“patriarca dei p overi”) annunciava un programma. E da oltre due anni vi si attiene, con fermezza. Come è stato il primo ad adottare il nome del santo più popolare del cattolicesimo — una scelta che aveva un lieve sentore di trasgressione — così la sua enciclica appena uscita, ma già largamente conosciuta per una fuga di notizie alla stampa, è anche la prima a essere designata non dalle parole iniziali del testo (il suo incipit) in latino, ma da un incipit in dialetto umbro: Laudato si’. Le prime parole dell’enciclica «sulla cura della casa comune» sono quelle del Cantico delle creature o del Cantico di fratello Sole, con cui Francesco d’Assisi inaugurò nel 1225 la letteratura italiana.
 

Famiglie ferite

Alle «ferite che si aprono all’interno della convivenza famigliare» Papa Francesco ha dedicato la catechesi svolta durante l’udienza generale di mercoledì 24 giugno, in piazza San Pietro. «Quando queste ferite vengono trascurate — ha ammonito — si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo». E finiscono per diffondere «risentimento nelle relazioni», in particolare in quelle con i figli, sui quali spesso è destinata a “franare” la disgregazione delle famiglie.
 

Immenso capitale sociale

di GUALTIERO BASSETTI

A volte il discorso pubblico sulla famiglia sembra essere un po’ offuscato da stereotipi che non aiutano a comprenderne appieno la bellezza. A un ritratto retorico e superficiale, che per anni è stato proposto nelle pubblicità e nelle copertine patinate delle riviste, si sono affiancate nel tempo una serie di interpretazioni strumentali e ideologiche della famiglia che ne hanno messo in dubbio perfino l’essenza e il significato più profondo.