Da dove arriva la luce?

Nella vedova che getta le sue due monetine nel tesoro nel tempio possiamo vedere l’«immagine della Chiesa» che deve essere povera, umile e fedele. Parte dal vangelo del giorno, tratto dal capitolo 21 di Luca (1-4), la riflessione di Papa Francesco durante la messa a Santa Marta lunedì 24 novembre. Nell’omelia viene richiamato il passo in cui Gesù, «dopo lunghe discussioni» con i sad- ducei e con i discepoli riguardo ai farisei e agli scribi che «si compiacciono di avere i primi posti, i primi seggi nelle sinagoghe, nei banchetti, di essere salutati», alzato lo sguardo «vede la vedova». Il «contrasto» è immediato e «forte» rispetto ai «ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tem- pio». Ed è proprio la vedova «la persona più forte qui, in questo brano».
 

Ma la famiglia dov'è? È Rai3 bellezza...

"Questioni di famiglia", new entry del palinsesto della terza rete, costruisce un racconto televisivo che culmina, dopo una serie di "disastri familiari", nella "famiglia perfetta": quella con due papà e tre bambini (nati, si suppone, con l'utero in affitto). Lo straniamento è totale in questa tv fuori centro. Dove i bambini non hanno diritto ad avere una mamma e un papà.

 

Ulteriore tappa nel cammino della riforma della Curia

È stata una tappa ulteriore nel cammino della riforma della Curia romana la riunione di Papa Francesco con i capi dicastero svoltasi lunedì mattina, 24 novembre, nella sala Bologna, in Vaticano. Nel darne notizia il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha spiegato che l’incontro, durato circa tre ore, è stato introdotto dal vescovo Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei cardinali, l’organismo istituito lo scorso anno dal Pontefice per aiutarlo nel governo della Chiesa e per studiare un progetto di revisione della Pastor bonus .
 

Sul senso della vita si gioca la missione dei medici

(*) Mons. Luigi Negri - © www.lanuovabq.it - 16 novembre 2014

Il discorso di Papa Francesco ai partecipanti al convegno dell’associazione dei medici cattolici italiani acquista un valore straordinario in un momento come questo nella vita della Chiesa e della società.

Innanzitutto mi pare determinante la questione dell’attenzione alla vita, all’uomo, alla vita umana che – dice il Papa – «coinvolge profondamente la missione della Chiesa». Questo coinvolgimento si caratterizza come una concezione della vita fondata sul vangelo, quindi direttamente sull’avvenimento di Cristo e sulla sua presenza nel mondo attraverso la Chiesa. La vita è dunque questo mistero di gratuità che dipende da Dio, che è dono di Dio e che costituisce la ragione profonda del valore e della dignità della vita.

 
Da questa domenica, solennità di nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, la Chiesa ha sei nuovi Santi: in Piazza San Pietro, infatti, Papa Francesco celebra la Santa Messa di Canonizzazione dei Beati italiani Giovanni Antonio Farina, Ludovico da Casoria, Nicola da Longobardi, Amato Ronconi e dei Beati indiani Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia ed Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore. Il servizio di Giada Aquilino:

 

La "rivoluzione" di Bergoglio con le lenti dell'Ue

Una lettura, articolata ma attraversata da alcune parzialità, del papato di Francesco, affidata a un testo preparato negli uffici della Direzione generale delle politiche esterne del Parlamento europeo. Il Pontefice è apprezzato per la sua vicinanza ai poveri e alle "periferie esistenziali". Le "riforme" in atto nella Chiesa. Sottolineati i punti di distanza tra Santa Sede e istituzioni comunitarie

 

Francesco: rompere isolamento per chi soffre di autismo

L’autismo è uno “stigma” sociale, che condanna molte famiglie a un isolamento che va spezzato. È l’appello che Papa Francesco ha rivolto a “istituzioni e governi” nell’accogliere in Aula Paolo VI diverse centinaia di persone, in maggioranza bambini, affette da questa patologia. L’udienza ha concluso la 29.ma Conferenza internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Il servizio di Alessandro De Carolis:

 

Progetto Europa

Pubblichiamo la trascrizione integrale dell’intervista al segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, realizzata dal Centro televisivo vaticano in occasione del viaggio del Pontefice a Strasburgo in programma martedì 25, per visitare il Parlamento europeo e il Consiglio d’Europa.

 

È morto il cardinale Fiorenzo Angelini

È morto nella notte a Roma — dov’era nato 98 anni fa — il cardinale Fiorenzo Angelini, presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari. Unico cardinale romano, era nato il 1° agosto 1916 nel rione Campo Marzio. Il 3 febbraio 1940 era stato ordinato sacerdote. Il 15 settembre 1955, con breve apostolico, Pio XII lo aveva nominato commendatore di Santo Spirito — un titolo onorifico legato all’assistenza degli ammalati a Roma — e il 27 giugno 1956 lo aveva eletto vescovo titolare di Messene. Il 29 luglio aveva ricevuto l’ordinazione episcopale. Il 6 gennaio 1977 era divenuto vescovo ausiliare per la pastorale della salute della diocesi di Roma. Il 16 febbraio 1985 Giovanni Paolo II lo aveva nominato arcivescovo e primo pro-presidente della Pontificia Commissione per la pastorale degli operatori sanitari. Il 1° marzo 1989, con l’entrata in vigore della costituzione apostolica Pastor Bonus, era divenuto presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale degli operatori sanitari, incarico al quale aveva rinunciato il 31 dicembre 1996. Nel concistoro del 28 giugno 1991 il Papa lo aveva creato cardinale diacono di Santo Spirito in Sassia e nel 2002 la diaconia era stata elevata pro hac vice a titolo presbiterale. Le esequie saranno celebrate lunedì 24 novembre, alle 15, nella basilica vaticana, dal cardinale decano Angelo Sodano.

Al termine Papa Francesco — che proprio questa mattina ha voluto ricordarlo durante l’udienza alla conferenza internazionale promossa dal Pontificio consiglio per gli operatori sanitari — presiederà il rito dell’ultima commendatio e della valedictio.

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Le Chiese non diventino mai case di affari, la redenzione di Gesù è sempre gratuita: è quanto ha detto il Papa nella Messa mattutina a Santa Marta nel giorno in cui la Chiesa celebra la Presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria. Il servizio di Sergio Centofanti:

La liturgia del giorno propone il Vangelo in cui Gesù caccia i mercanti dal Tempio, perché hanno trasformato la casa di preghiera in un covo di ladri. Quello di Gesù – ha spiegato il Papa - è un gesto di purificazione: “il Tempio era stato profanato” e con il Tempio, il popolo di Dio. Profanato con il peccato tanto grave che è lo scandalo”.
 

L’autismo questo sconosciuto

L’autismo, questo sconosciuto. Ascoltando le relazioni che si susseguono in questi giorni nell’Aula del Sinodo in Vaticano, dove proseguono i lavori della trentanovesima conferenza internazionale organizzata dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari sulle persone con disturbi dello spettro autistico, viene proprio da pensare al libro di Alexil Carrel, lo scienziato biologo francese, con tendenze filosofiche, il quale, nello scorso secolo, investigando sull’uomo, titolò un suo studio proprio «L’uomo questo sconosciuto». Viene alla mente perché in lingue diverse, a secondo delle esperienze maturate nei vari Paesi del mondo rappresentati nella conferenza, si continua a ripetere che, nonostante le sempre più approfondite ricerche, non si è ancora in grado di conoscere le cause di una malattia solo recentemente assurta ai vertici dell’interesse della comunità scientifica internazionale.
 

Paura delle sorprese

Anche oggi Gesù piange «tante volte» per la sua Chiesa, così come ha fatto di fronte alle porte chiuse di Gerusalemme. Celebrando la messa a Santa Marta giovedì mattina, 20 novembre, Papa Francesco ha richiamato il brano evangelico della liturgia — tratto dal capitolo 19 di Luca (41-44) — per ricordare che i cristiani continuano a chiudere le porte al Signore per paura delle sue «sorprese» che sovvertono certezze e sicurezze consolidate. In realtà, ha spiegato, «abbiamo paura della conversione, perché convertirsi significa lasciare che il Signore ci conduca».
 
2014-11-20 L’Osservatore Romano

La ricerca della “piena unità dei cristiani” è una priorità della Chiesa e “una delle principali preoccupazioni” di Papa Francesco, che l’ha rilanciata in una lettera consegnata ai partecipanti alla plenaria del dicastero vaticano per l’ecumenismo, apertasi giovedì 20 novembre. 


Ricordando che l'incontro coincide con il cinquantesimo anniversario del decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, il Pontefice ha sottolineato il “cambiamento di mentalità” nei rapporti tra i cristiani realizzato dopo il Vaticano II. Anche se, ha osservato, “dobbiamo riconoscere che siamo ancora divisi, e che divergenze su nuovi temi antropologici ed etici rendono più complicato il nostro cammino verso l’unità”. Tuttavia, ha aggiunto, “non possiamo cedere allo sconforto e alla rassegnazione, ma continuare a confidare in Dio” per affrontare “con slancio rinnovato le sfide ecumeniche di oggi”, coltivando la preghiera – che diffonde nella Chiesa “l’ossigeno del genuino spirito ecumenico” – e valorizzando l'“ecumenismo del sangue”, oggi testimoniato drammaticamente dai cristiani perseguitati.

© Osservatore Romano - 20 novembre 2014


 

Non stanchiamoci di imparare da Maria

“Non stanchiamoci di imparare da Maria, di ammirare e contemplare la sua bellezza, di lasciarci guidare da lei”. Lo scrive Francesco nel messaggio inviato al cardinale Gianfranco Ravasi in occasione della diciannovesima seduta pubblica delle pontificie accademie, svoltasi nel pomeriggio di giovedì 20 novembre, nell’Aula San Pio X in via della Conciliazione.
 
Il Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi si è riunito nei giorni 18 e 19 novembre 2014 per riflettere sull’esito della III Assemblea Generale Straordinaria, celebrata dal 5 al 19 di ottobre 2014, e per preparare la XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo, che avrà luogo dal 4 al 25 ottobre 2015.
 
Il messaggio di Papa Francesco è ancora una volta chiaro, senza ambiguità o fraintendimenti: l’uomo affamato ha bisogno di dignità, non di elemosina. E ai partecipanti alla seconda conferenza internazionale sulla nutrizione in corso a Roma nella sede della Fao, dove si è recato giovedì mattina, 20 novembre, il Pontefice ha rivolto un forte monito: non ci si può più nascondere dietro sofismi, manipolazioni di dati, presunte strategie di sicurezza nazionale, crisi economiche. «L’affamato — ha ricordato — è lì, all’angolo della strada , e chiede diritto di cittadinanza, chiede di essere considerato nella sua condiziona, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina».

 

Terapia in famiglia

Ancora di famiglia si parla da questa mattina, giovedì 20 novembre, nell’Aula del sinodo in Vaticano. Se ne parla anche se in riferimento a un aspetto molto particolare, colto nell’orizzonte infinito che si apre dinanzi alla primordiale istituzione umana. Se ne parla come comunità “terap eutica” fondamentale e insostituibile, soprattutto quando anche la scienza fatica a venire a capo di una delle tante gravi malattie che flagellano indistintamente tutti i popoli della terra: l’autismo.
 

Gigante della carità

di CRESCENZIO SEPE *

La santità è possibile. E non è sol- tanto di uomini eletti, ma anche e soprattutto delle persone semplici, di quelle che sanno mettere da par- te il proprio io, il proprio interesse e le proprie ambizioni, facendo esclusivamente la volontà di Dio, ponendosi alla sequela di Cristo, ascoltando la sua parola, osservan- do i suoi insegnamenti, amando il prossimo. In Ludovico da Casoria, (1814- 1885) francescano dell’ordine dei frati minori, fondatore delle suore francescane elisabettine — che do- menica mattina, 23 novembre, sarà canonizzato da Papa Francesco — trovano sintesi tutti questi presup- posti della santità. Nasce da una famiglia modesta e in un paesino agricolo, Casoria, che poi assume le dimensioni tipiche di una città.
 

Il filo della ragnatela

di GIANLUCA BICCINI

La pace con Dio è il filo dall’alto che regge tutta la ragnatela dei rapporti umani. Ha scelto questa efficace immagine il predicatore della Casa pontificia Raniero Cantalamessa per spiegare al nostro giornale il tema delle meditazioni che terrà — alla presenza di Papa Francesco — nei venerdì della prima settimana di Avvento, 5 dicembre, della seconda, 12 dicembre, e della terza, 19 dicembre, nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico. Il tema generale della predicazione è tratto dal vangelo di Luca 2, 14: «Pace in terra agli uomini che Dio ama» ed è stato voluto — spiega il cappuccino — «per la dolorosa attualità del tema della pace, unita alla necessità di ridare a questa parola la ricchezza di significato che essa riveste nella Bibbia».