Le scuole cattoliche: tagliati i fondi, rischio chiusura

Calano i contributi dello Stato alle scuole paritarie per il 2015. Una situazione che mette in pericolo l'offerta formativa e rischia di provocare un’emorragia di posti di lavoro. Le scuole paritarie sono frequentate da un milione di ragazzi, di cui più di 700mila vanno nelle strutture cattoliche. Alessandro Guarasci ha sentito il presidente della Fidae, la federazione che raggruppa le scuole cattoliche, don Francesco Macrì:
 

Francesco: siamo tutti contenti per avvicinamento Usa-Cuba

Papa Francesco ha espresso il suo “vivo compiacimento per la storica decisione” di Stati Uniti e Cuba, annunciata ieri, di stabilire relazioni diplomatiche interrotte dal 1961.
 
Non siano “taciute o tralasciate” questioni relative alla dignità dell’uomo “per non mettere a repentaglio il consenso ecumenico finora raggiunto”. E’ quanto ha sottolineato Papa Francesco ricevendo stamani, in Vaticano, una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca. Il Santo Padre, ricordando i progressi nel dialogo tra luterani e cattolici, ha anche espresso l’auspicio che siano compiuti “ulteriori passi verso l’unità”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
 

QUANDO NASCE LA SESSUOFOBIA?

di Bruto Maria Bruti 

La sessuofobia non è nata nella Chiesa Cattolica ma è opera di numerose sette eretiche che hanno influenzato negativamente la mentalità dei cristiani che hanno subito la loro violenza fisica e culturale.
 

Veronica, una madre. Prima di tutto e per sempre

di Antonello Iapicca © http://isegnideitempi.wordpress.com

Sotto la Tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio
Non respingere le preghiere che Ti innalziamo nelle necessità
Ma salvaci sempre da tutti i pericoli,
O Vergine Gloriosa e Benedetta

Quel volto e quello sguardo straziato, a me son bastati. Non mi interessano le carte processuali, le prove, i testimoni, i particolari, le accuse e la difesa. Men che meno i commenti e gli approfondimenti, quasi tutti stantii e rancidi di luoghi comuni. Non sanno e non possono andare oltre quel volto; scavano tra notizie intermittenti, spesso chiacchiere bisbigliate e truccate per l’occasione; la cronaca poi, è solo un bagliore tra mille notti, perché, comunque la si metta, il cuore di un uomo è un abisso e nessuno lo può comprendere. Mai. Ma distinguerne i battiti sì che si può, e poi seguirne le orme aritmiche nei suoi percorsi tortuosi tra i labirinti del dolore. Dolore, perché di questo parliamo, comunque sia andata. L’orrore e l’indignazione sono solo la carta stagnola con cui, di norma, si avvolge l’indifferenza per non scottarsi con la realtà. Il dolore, quello vero, se non lo conosci dal di dentro, sprecherai pensieri e parole, inutili per aiutare e consolare, pura stoltezza contrabbandata come ragione sapiente per spiegare l’inspiegabile. Di amore, in questi casi, nessuna traccia.
 

Persecuzione più forte che nei primi secoli

di JEAN-MICHEL DI FALCO

Venerdì 13 giugno 2014, sulla prima pagina del quotidiano di Barcellona «La Vanguardia», Papa Francesco ha espresso tutta la propria inquietudine: «I cristiani perseguitati sono una preoccupazione che mi tocca da vicino come pastore. So molte cose sulla persecuzione che non mi sembra prudente raccontare qui per non offendere nessuno. Ma ci sono dei luoghi dove è proibito avere una Bibbia o insegnare catechismo o portare una croce... C’è una cosa però che voglio mettere in chiaro: sono convinto che la persecuzione contro i cristiani oggi sia più forte che nei primi secoli della Chiesa. E non è una fantasia: lo dicono i numeri».
 

La crisi della Chiesa, il bisogno della santità

Luigi Negri (*) - © www.lanuovabq.it - 15 dicembre 2014

La Chiesa si vive. Dobbiamo partire da questa certezza per comprendere il momento che la Chiesa e la società stanno vivendo. Della Chiesa non si parla come di un oggetto a partire dalle proprie presupposizioni di carattere ideologico, culturale, filosofico o altro. La Chiesa si vive. Per la Chiesa si soffre, per la Chiesa si gioisce, soprattutto si tenta di dare il nostro apporto significativo e creativo.
 

Quelli che andranno prima

Un «cuore pentito» che sa riconoscere i propri peccati è la condizione fondamentale per incamminarsi sulla «strada della salvezza». Allora il «giudizio» del Signore non farà paura, ma darà «speranza». E le due letture del giorno, sulle quali si è soffermata la riflessione di Papa Francesco nella messa celebrata a Santa Marta martedì 16 dicembre, hanno proprio la «struttura di un giudizio». La prima, tratta dal Libro del profeta Sofonia (3, 1-2. 9-13) addirittura comincia «con una parola di minaccia: “Guai alla città ribelle e impura». Ecco già il giudizio: «alla città che opprime», la città che «non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione. Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio». Per costoro c’è la «condanna» che si esprime nel termine «guai».
 

Il diritto alla vita e la cultura del matrimonio

Il tasso di aborti continua a diminuire. Gli ultimi dati del CDC pubblicati la scorsa settimana mostrano che non era mai stato così basso dal 1973, l'anno in cui la Corte Suprema produsse una legge costituzionale in favore dell'aborto, con la contestata sentenza Roe contro Wade.

Sorgono due importanti questioni: qual è la causa del declino dell'aborto? Come possiamo trarre vantaggio da questo successo per difendere il diritto alla vita di centinaia di migliaia di bambini non nati che ogni anno sono vittime di questa pratica?
 

Cuori di tenebra

«Chiedo al Signore la grazia che il nostro cuore sia semplice, luminoso con la verità che lui ci dà, e così possiamo essere amabili, perdonatori, comprensivi con gli altri, di cuore ampio con la gente, misericordiosi». Con questa preghiera Papa Francesco ha concluso stamane, lunedì 15 dicembre, l’omelia della messa celebrata a Santa Marta.
 

La perfetta letizia secondo san Benedetto

di JOSEP M. SOLER *

Nella liturgia della terza domenica di Avvento risuonano le parole della Lettera ai Filippesi (4, 4-5): Gaudete in Domino, iterum dico gaudete (“Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rellegratevi”). Il motivo è chiaro: «il Signore è vicino». Questa vicinanza del Signore può essere considerata a tre livelli. Da un lato, si tratta della prossimità della festa del Natale, con la grazia che il Signore ci vuole donare; in secondo luogo, la prossimità — relativa, perché non conosciamo né il giorno né l’ora — del ritorno del Signore come salvatore alla fine della nostra vita e sul finire della storia. E in terzo luogo, la prossimità vuol fare riferimento alla venuta attuale del Signore nella nostra vita individuale e comunitaria; o, in altre parole, alla sua presenza ogni giorno in mezzo a noi.
 

Come si deve comunicare

Con parole libere, aperte e capaci di arrivare alla persona: ecco come si comunica secondo Papa Francesco. Ricevendo lunedì mattina, 15 dicembre, il personale dell’emittente televisiva italiana Tv2000, il Pontefice ha offerto una riflessione sulla missione dei media cattolici nei confronti della comunicazione sociale.
 
di MAURIZIO FONTANA

Nel segno del dialogo e dell’ascolto. Il traffico di via di Boccea non soffoca quella che sembra essere la nota caratteristica della parrocchia romana di San Giuseppe all’Aurelio, dove il Papa si reca in visita pastorale domenica pomeriggio. «Usando il linguaggio di Francesco — ci dice il parroco, l’oblato Giuseppe Lai — potremmo dire che la nostra ottica è quella della periferia.
 

La controcultura del celibato

di JEAN MERCIER

Dopo un percorso allo stesso tempo storico, teologico e spirituale, è inevitabile una constatazione: il celibato sacerdotale si ritrova oggi nella posizione di accusato. Lo si ritiene responsabile di un certo numero di devianze sessuali tra i sacerdoti e causa principale della penuria di vocazioni. Tale processo viene sistematicamente istruito dai media, in particolare quando vengono alla luce scandali e quando un prete lascia il ministero perché ha deciso di sposarsi.
 
Questa mattina, 13 dicembre 2014, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in visita ufficiale S.E. il Sig. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

Dopo l’udienza pontificia, S.E. il Sig. Renzi ha incontrato l’Em.mo Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

I colloqui si sono svolti in un clima sereno e cordiale. L’attenzione si è soffermata, tra l’altro, sull’attuale contesto segnato da persistenti difficoltà di natura economica e sociale, con conseguenze negative soprattutto per l’occupazione dei giovani. Inoltre, si è convenuto sull’importanza dell’educazione per promuovere il futuro delle nuove generazioni.

Sono stati considerati, poi, alcuni temi di politica internazionale e si è condivisa la grave preoccupazione specialmente per il progressivo peggioramento dei conflitti nell’area mediorientale.

Con riferimento al semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea, si è ribadita l’importanza dei temi affrontati dal Santo Padre in occasione del suo recente intervento al Parlamento Europeo di Strasburgo. Essi risultano fondamentali per l’armonico sviluppo dei popoli europei.

Infine, si è rinnovato l’impegno delle Parti a proseguire nella mutua cooperazione per risolvere alcune problematiche di natura bilaterale.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino - Bollettino Santa Sede - 13 dicembre 2014

Papa Francesco ha ricevuto in visita ufficiale il premier italiano Matteo Renzi, che poi ha incontrato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati.

“I colloqui – riferisce la Sala Stampa vaticana - si sono svolti in un clima sereno e cordiale. L’attenzione si è soffermata, tra l’altro, sull’attuale contesto segnato da persistenti difficoltà di natura economica e sociale, con conseguenze negative soprattutto per l’occupazione dei giovani. Inoltre, si è convenuto sull’importanza dell’educazione per promuovere il futuro delle nuove generazioni”.

“Sono stati considerati, poi, alcuni temi di politica internazionale e si è condivisa la grave preoccupazione specialmente per il progressivo peggioramento dei conflitti nell’area mediorientale. Con riferimento al semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea, si è ribadita l’importanza dei temi affrontati dal Santo Padre in occasione del suo recente intervento al Parlamento Europeo di Strasburgo. Essi risultano fondamentali per l’armonico sviluppo dei popoli europei. Infine, si è rinnovato l’impegno delle Parti a proseguire nella mutua cooperazione per risolvere alcune problematiche di natura bilaterale”.

Il premier era accompagnato dalla moglie Agnese, e dai tre figli. Con lui anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il ministro degli Esteri Paolo Gentilioni accompagnati dalle rispettive consorti. Matteo Renzi ha regalato al Papa una cassa di vin santo dalla valle del Chianti, mentre Francesco ha donato la sua Esortazione apostolica Evangelii Gaudium e la consueta medaglia dell'Angelo della pace.

© http://it.radiovaticana.va/ - 13 dicembre 2014


 

La memoria dei cristiani nascosti

da Narushima
CRISTIAN MARTINI GRIMALDI

L’ ha battezzato col nome di Francesco in onore del Pontefice. Ha solo un anno di vita. Vanno sempre a pesca insieme. Ma Francesco non è suo figlio. Però è come se lo fosse. Francesco è il nome di un piccolo motoscafo, non un motoscafo qualunque: è quello di uno degli ultimi eredi dei cristiani nascosti giapponesi. Siamo in un porticciolo sull’isola di Narushima, dell’arcipelago delle isole Goto.
 
Il cardinale Scola, in dialogo con il filosofo Massimo Cacciari,
ha riflettuto sul senso del rapporto tra carità e cultura,
nella giornata che ha ricordato i dieci anni esatti dall’inaugurazione della”Casa della Carità”.






 

La ninnananna di Dio

Dio è per noi come la mamma che ci canta teneramente la ninnananna e non ha paura di sembrare persino «ridicolo» per quanto ci ama. Per questo Francesco ha messo in guardia dalla «tentazione di mercificare la grazia», con una certezza: «Se noi avessimo il coraggio di aprire il nostro cuore a questa tenerezza di Dio, ma quanta libertà spirituale avremmo!». E per vivere questa esperienza, durante la messa celebrata giovedì mattina, 11 dicembre, nella cappella della Casa Santa Marta, il Papa ha suggerito di aprire la Bibbia e leggere il passo del profeta Isaia proposto dalla liturgia del giorno: capitolo 41, versetti 13-20. «Il profeta Isaia — ha fatto subito notare il Pontefice — parla della salvezza, di come Dio salva il suo popolo, e torna su quell’immagine, su quella realtà che è proprio la vicinanza di Dio al suo popolo». Del resto «Dio salva facendosi vicino; non salva a distanza: si fa vicino e cammina con il suo popolo». E «questa è la salvezza di Dio». Così «nel libro del Deuteronomio lo ha detto chiaramente al popolo: dimmi, quale popolo ha un Dio così vicino come te? Nessuno!».
 

Parliamo del Natale

di GIOVANNI ZAVATTA

Noël a du sens, parlons-en!
Natale ha senso, parliamone. L’invito che campeggia in testa alla missione Parigi festeggia Natale — lanciata dall’a rc i diocesi il 30 novembre, prima domenica di Avvento — è rivolto soprattutto a quella fetta di francesi (la stragrande maggioranza a dar retta a un sondaggio realizzato per il quotidiano «Direct Matin») che non associa automaticamente al Natale la dimensione religiosa, preferendole le parole «famiglia», «regali», «pranzo», «spese». Solo il 15 per cento del campione — molto ristretto a dire il vero (appena 1.007 persone) — avrebbe infatti subito legato il termine «religione» o «festa religiosa» alla solennità del 25 dicembre. «I cristiani — spiegava giorni fa su “la Croix” il cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois — p ossono a volte patire una forma di malessere percependo, in occasione del Natale, una gioia reale che non è condivisa.
 
Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro Prolusione di S. Em. Rev.ma Sig. Card. Velasio DE PAOLIS, Presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
Premessa

Parliamo dei divorziati risposati, ma il discorso sostanzialmente vale per tutti coloro che vivono in situazioni familiari irregolari. La precisazione «risposati» sta a dire che il divorziato in quanto tale non è escluso dai sacramenti indicati nel titolo; lo è solo in quanto attenta un nuovo vincolo e comunque vive una situazione coniugale irregolare. Ed è precisamente questa situazione irregolare permanente che costituisce il motivo per la esclusione dai Sacramenti. In questo caso infatti colui che convive con una persona che non è coniuge è in aperta violazione della legge di Dio come la Chiesa la presenta. Il diritto della Chiesa da una parte precisa le condizioni per accedere ai Sacramenti, la cui verifica è affidata allo stesso fedele, dall’altra si rivolge al ministro sacro indicandogli il caso nel quale egli deve rifiutare l’Eucaristia al fedele stesso, per ragioni di scandalo. Noi limitiamo il nostro discorso alle condizioni necessarie che il fedele deve rispettare per accedere lecitamente e fruttuosamente ai Sacramenti.