Realisti ed esigenti

A Venezia il segretario di Stato ricorda la fine della seconda guerra mondiale in Italia

«Il ricordo della fine dell’ultimo conflitto mondiale ci spinga a rimanere vigili nei confronti dei pericoli che provengono da coloro che, strumentalizzando e manipolando un interesse di parte, un’ideologia o una religione, invece di portare liberazione e giustizia, arrecano all’umanità le ferite lancinanti della violenza e della sopraffazione». Lo ha auspicato il cardinale Pietro Parolin presiedendo nella cattedrale di Venezia sabato mattina, 25 aprile, la concelebrazione eucaristica per la festa di San Marco, patrono della Chiesa lagunare e delle genti venete. Sottolineando la coincidenza della festa «con il settantesimo anniversario dalla fine in Italia della Seconda guerra mondiale e delle lotte fratricide del drammatico biennio tra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945», il segretario di Stato ha attualizzato il discorso esprimendo preoccupazione per «le notizie di tante tragedie e conflitti nel mondo», così come per «le discriminazioni e le persecuzioni per motivi religiosi, etnici o ideologici», le quali «non sono solo un retaggio del passato, ma sono ancora purtroppo presenti nelle cronache dei nostri giorni».
 
«Un’amica delle missioni, che sostenne con la preghiera e una solidarietà efficace», e «una pioniera del mondo operaio, che si affacciava prepotentemente alla ribalta sociale» francese del diciannovesimo secolo. È il profilo di Pauline-Marie Jaricot (1799-1862), considerata insieme a san Francesco Saverio e a santa Teresina di Gesù il terzo elemento del “trip o de” su cui poggia l’opera missionaria della Chiesa.
 

Chi decide quanto vale un bimbo?

«Quando si sentono giudizi come questi sulla bocca di uno scienziato, il valore della scienza resta intatto, ma la fiducia in chi la pratica diminuisce» scrive a chiare lettere Alfonso Berardinelli su «Il Foglio» del 23 aprile. Nell’articolo — dedicato agli automatismi del pensiero e agli slogan diffusi su media e tv, recepiti spesso passivamente o in modo acritico — il saggista, che ama definirsi un “criticocritico”, commenta un’intervista recentemente rilasciata da Richard Dawkins.
 

Devastante terremoto in Nepal

KATHMANDU, 25. Un devastante terremoto di magnitudo 7,9 sulla scala Richter ha investito oggi il Nepal e il nord-est dell’India, provocando il crollo di molti edifici nella capitale nepalese, Kathmandu, e in altre località a cavallo della frontiera tra i due Paesi. Al momento in cui andiamo in stampa, il ministero dell’Interno nepalese riferisce di 711 morti accertati, ma si temono migliaia di vittime. Il sisma è il più violento nella zona dell’Himalaya degli ultimi ottant’anni anni, da quello che il 15 gennaio del 1934 devastò le città nepalesi di Kathmandu, Munger e Muzaffarpur e lo Stato indiano del Bihar, uccidendo 20.000 persone.
 

GUERRA CIVILE E ASSASSINI DI PRETI NEL REGGIANO

In occasione del 70esimo anniversario della Liberazione, il mensile di apologetica cattolica Il Timone propone ai suoi lettori, un dossier accurato e coraggioso dove si affronta la storia dei tanti preti uccisi dai partigiani comunisti in odio alla fede sul finire della seconda guerra mondiale. Partendo dalla storia del beato Rolando Rivi, il giovane seminarista ucciso dai partigiani, il mensile racconta la storia degli oltre 80 preti uccisi in odio politico e religioso. Il Timone propone già nel titolo la beatificazione  collettiva, “saranno i nostri martiri del triangolo della morte”.
 

Matrimonio, diritto positivo e diritto naturale

Dovendo provare a descrivere un quadro, è bene partire dalla cornice. L’articolo 12 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali stabilisce che “l’uomo e la donna hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia secondo le leggi nazionali che regolano l’esercizio di tale diritto”. Tre sono i principi fissati: il matrimonio presuppone la diversità biologica dei sessi; il matrimonio di un uomo e di una donna è il fondamento della famiglia; l’esercizio –non l’attribuzione- del diritto al matrimonio e a fondare una famiglia è materia riservata al legislatore nazionale.
 
Numerosi capi di Stato, tra cui il russo Vladimir Putin e il francese Francois Hollande, si sono uniti stamani ad Erevan per commemorare il 100.mo anniversario del martirio di un milione e mezzo di armeni. Ieri, il Catholicos di tutti gli armeni Karekin II ha celebrato – nella Cattedrale di Etchmiadzin, una Messa di canonizzazione di tutti gli armeni trucidati dall’impero ottomano tra il 1915 e il 1917. In Armenia, per la commemorazione, presente a nome del Papa anche il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani. Il servizio di Alessandro Gisotti:
 

A ognuno il suo incontro

Ogni uomo ha un incontro personale con il Signore. Un incontro vero, concreto, che può cambiare radicalmente la vita. Il segreto non sta solo nell’accorgersene, ma anche nel non perderne mai la memoria, per conservarne la freschezza e la bellezza. Lo ha affermato il Papa nella messa celebrata venerdì mattina, 24 aprile, nella cappella di Santa Marta. Con qualche «compito per casa» e due suggerimenti pratici: pregare per chiedere la grazia di ricordare e poi rileggere il Vangelo per riconoscersi nei tanti incontri di Gesù. La prima lettura (At t i , 9, 1-20), ha fatto subito notare Francesco, racconta proprio «la storia di Saulo-Paolo», del suo essere «convinto della sua dottrina, anche zelante».
 

Il cibo di Francesco. Anche di pane vive l’uomo

Nella selva di pubblicazioni che si stanno affollando sul tema dell’alimentazione (stimolate certamente dall’Expo di Milano, che propone appunto il tema del cibo) una, crediamo, si distacca per originalità. Stiamo parlando di Il cibo di Francesco. Anche di pane vive l’uomo, di cui sono autori fra Pietro Messa ofm e Giuseppe Cassio, professore di Storia del francescanesimo presso la Pontificia Università Antonianum di Roma il primo, storico dell’arte il secondo. Il volumetto (poco meno di 100 pagine, con un inserto di immagini in colore) ci introduce al rapporto di Francesco d’Assisi con il cibo. Nell’immaginario collettivo, Francesco avrebbe condotto una vita di stenti, quasi non avesse il primario bisogno di nutrirsi. Viceversa le fonti ci danno notizia di un Poverello «sano goloso», moderato estimatore del buon cibo, che sa apprezzare come dono e segno di letizia.
 
Don Zerai, fondatore e presidente dell’agenzia Habeshia, è noto per il suo impegno in difesa dei richiedenti asilo e dei migranti in fuga da guerre, dittature, terrorismo e persecuzione. Un impegno che nei mesi scorsi gli è valso la candidatura al premio Nobel per la Pace.
 
La Chiesa ricorda oggi San Giorgio, una ricorrenza che viene festeggiata in modo particolare dai fedeli perché è anche il giorno dell’onomastico del Papa, Jorge Mario Bergoglio. In tale occasione, Alessandro Gisotti ha intervistato il cerimoniere pontificio, mons. Guillermo Karcher, sacerdote argentino, tra i più stretti collaboratori di Francesco, al quale è legato da oltre vent’anni:

 
Papa Francesco, nell’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, ha proseguito la catechesi sulla famiglia sul tema “maschio e femmina li creò”, tratto dalla Genesi. “Oggi – ha detto - vorrei completare la riflessione con il secondo racconto, che troviamo nel secondo capitolo. Qui leggiamo che il Signore, dopo aver creato il cielo e la terra, «plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (2,7). E’ il culmine della creazione. Ma manca qualcosa. Poi Dio pone l’uomo in un bellissimo giardino perché lo coltivi e lo custodisca (cfr 2,15)”.
 

Agenzia mondiale contro la tratta

Occorre un’agenzia mondiale antitratta che abbia l’autorità di far applicare i protocolli firmati dai vari Stati. È una delle proposte elaborate nel corso della sessione plenaria della Pontificia Accademia delle scienze sociali e presentate durante la conferenza stampa svoltasi martedì mattina, 21 aprile, nella Sala stampa della Santa Sede. La presidente Margaret Archer ha ripercorso a grandi linee i temi trattati durante gli incontri, sottolineando la necessità di colpire non solo l’offerta di persone schiavizzate, ma anche la domanda, ossia gli imprenditori che sfruttano il lavoro forzato, e chi utilizza la prostituzione.
 

Chiesa di martiri

«Oggi la Chiesa è Chiesa di martiri». E tra questi ci sono «i nostri fratelli sgozzati sulla spiaggia della Libia; quel ragazzino bruciato vivo dai compagni perché cristiano; quei migranti che in alto mare sono buttati in mare perché cristiani; quegli etiopi, assassinati perché cristiani». Richiamando la storia del protomartire santo Stefano, Papa Francesco, nella messa celebrata martedì 21 aprile nella cappella della Casa Santa Marta, ha ricordato i tanti martiri di oggi: anche quelli di cui non conosciamo i nomi, che soffrono nelle carceri o vengono calunniati e perseguitati «da tanti sinedri moderni» o, ancora, vivono ogni giorno «la fedeltà nella propria famiglia».
 
ROMA, 21. I ventotto cristiani etiopi uccisi dai miliziani del sedicente Stato islamico in Libia sono dei «martiri»: lo ha sottolineato anche il cardinale prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, Leonardo Sandri, condannando fermamente l’ultimo agghiacciante episodio di violenza jihadista.
 

I campanili di Robespierre

di LUCETTA SCARAFFIA

L’ accenno che Papa Francesco ha fatto alla teoria del gender ha dato origine a reazioni di segno fortemente contrapposto. Che hanno in comune, però, una sostanziale ignoranza della questione, anche perché molti sono caduti nella tentazione di farne un oggetto di militanza polemica invece che tema di ponderata riflessione. Al termine gender vengono dati significati tra loro differenti, a seconda della prospettiva da cui lo si vuole interpretare.
 

Disunione europea

ROMA, 21. «Siamo di fronte a tragedie sconvolgenti: trafficanti di esseri umani che provocano stragi di innocenti. Sentiamo questa ferita lacerante». Ha usato parole forti il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, riferendosi al naufragio della notte di sabato scorso nel quale sono morti — stando al bilancio dell’Onu — almeno ottocento migranti. «È dovere nostro, dell’Europa, dell’intera comunità internazionale — ha aggiunto — fare di più per poter impedire queste stragi». Un richiamo, quello di Mattarella, che però non trova un riscontro adeguato in un’Europa che si sta rivelando impreparata e divisa. In proposito il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, ritiene che non «si debba dire che l’Europa non si è mossa, ma che i singoli Governi nazionali bloccano una soluzione ragionevole».
 

Papa Francesco e la “guerra di Dio”

Parole di conforto per momenti difficili
Con l’elezione a vescovo di Roma assumendo il nome pontificio di Francesco, sono stati pubblicati molti scritti precedenti di Jorge Mario Bergoglio. Tuttavia se essi non sono collocati nel contesto in cui furono composti, sfugge la comprensione di gran parte del loro significato. Ad esempio Silencio y palabra sono una serie di appunti «destinati a essere conforto a una comunità religiosa che attraversava momenti difficili» scritti allorquando fu rimosso dal collegio Máximo – dopo 25 anni di insegnamento – e inviato nella residenza dei gesuiti di Córdoba. Ecco come tutto ciò viene illustrato da quella che può essere definita quasi la prima biografia storica di papa Francesco, ossia dal libro di Austen Ivereigh, Tempo di misericordia. Vita di Jorge Mario Bergoglio" (Milano 2014).    
 
Unione Giuristi Cattolici Italiani

Con un fenomeno che ha raggiunto dimensioni preoccupanti, si fa strada l’idea che, nell’ambito più generale delle azioni a tutela della salute, debba darsi risalto a quella che con concetto ambiguo è definita “salute sessuale”, e ciò mediante attività preventive ed educative da attuarsi anche nel sistema d’istruzione scolastica.
In particolare, è invalso che nell’ambito della salute sessuale debba includersi la libertà di scelta del proprio orientamento sessuale con promozione di fatto nelle scuole delle c.d. teorie del gender, secondo le quali tale orientamento non costituirebbe un fatto naturale, ma culturale, oggetto di libera e variabile scelta individuale. Tanto è potuto avvenire a partire dalla pubblicazione nell’anno 2010, a cura dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’O.M.S., dello “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa”.
 

Dallo stupore al potere

Il cristiano deve guardarsi dalla «tentazione» di passare dallo «stupore religioso dell’incontro con il Signore» al calcolo per approfittarne a fini di potere, cedendo così allo spirito di mondanità. È la raccomandazione di Papa Francesco durante la messa celebrata lunedì 20 aprile nella cappella della Casa Santa Marta. La sua riflessione ha preso spunto dai testi proposti dalla liturgia. In particolare il passo evangelico di Giovanni (6, 22-29) che racconta come la folla, per interesse materiale, cercasse Gesù dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il Vangelo, ha ricordato il Papa, «dice che, dopo il digiuno e le tentazioni nel deserto, Gesù era pieno della forza dello Spirito e incominciò a predicare». Così «si recò a Nazaret, dov’era cresciuto». E «lì annuncia la sua missione con quel brano del profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me e mi ha consacrato con l’unzione per portare ai poveri il lieto annuncio, ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista, agli oppressi la libertà, e annunciare l’anno di grazia del Signore”».
 

La giornata di Gesù a Cafàrnao

Dal Vangelo di Marco [1,21-34]
 
La comunità internazionale agisca per evitare il ripetersi di simili tragedie. Al Regina Caeli, in Piazza San Pietro, Papa Francesco leva un accorato appello alla comunità internazionale dopo l’ennesima, immane, strage di migranti nel Canale di Sicilia. Prima delle parole sulla tragedia a largo delle coste libiche, il Pontefice aveva esortato i cristiani ad essere testimoni gioiosi e non egoisti e vanitosi. Quindi, ha ricordato l’inizio dell’Ostensione della Sindone a Torino, dove si recherà il prossimo 21 giugno. Il servizio di Alessandro Gisotti:
 

La Sindone e la beata Maria Cristina di Savoia

Domenica 19 aprile 2015 vi sarà l'ostensione della Sindone nel duomo di Torino; visto che la vicenda di essa si intreccia con quella della famiglia Savoia non meraviglia che vi sia un legame anche con la beata Maria Cristina. Ma tale collegamento tra la beata Maria Cristina di Savoia e la Sindone è accresciuto anche dal fatto che quest'ultima fu portata durante gli anni della seconda Guerra mondiale presso il Monastero di Montevergine e non l'ultimo motivo fu proprio che uno degli abati di tale cenobio fu anche il postulatore e primo biografo della Reginella santa che da Torino andò a Napoli, come ebbe a scrivere Giovanni Preziosi nell'articolo Quando la Sindone andò ad Avellino su L'Osservatore Romano.
 

I funerali del cardinale Tucci

Papa Francesco ha presieduto nel pomeriggio di venerdì 17 aprile, all’altare della cattedra della basilica vaticana, il rito dell’ultima commendatio e della valedictio al termine delle esequie del cardinale Roberto Tucci, morto a Roma la sera di martedì 14. La messa funebre è stata celebrata dal cardinale decano, il quale ha tenuto l’omelia che pubblichiamo di seguito. Hanno concelebrato ventitré cardinali, fra i quali il segretario di Stato, Pietro Parolin, e alcuni presuli e prelati. Hanno assistito, tra gli altri, il cardinale protodiacono, Martino, i cardinali Harvey, Monsengwo Pasinya e Coppa; gli arcivescovi Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, e Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati; i monsignori Wells, assessore, Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, e Bettencourt, capo del Protocollo. Al ri- to, diretto dall’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, erano presenti numerosi religiosi della Compagnia di Gesù, fra i quali il preposito generale, Adolfo Nicolás Pachón, con alcuni membri del consiglio generale, il direttore della Sala stampa della Santa Sede e della Radio vaticana, Federico Lombardi, con diversi responsabili e dipendenti dell’emittente, il direttore della «Civiltà Cattolica», Antonio Spadaro, con gli scrittori della rivista, e Bartolomeo Sorge. Erano presenti anche un gruppo di suore del Cenacolo Cuore immacolato e addolorato di Maria, che prestano servizio presso la «Civiltà Cattolica» e con le quali il cardinale Tucci celebrava la messa. Le spoglie del porporato saranno tumulate nella cappella dei prepositi generali dei gesuiti nel cimitero romano del Verano.

 

Rapporto speciale

Questo il testo del discorso del presidente Sergio Mattarella.

Santità, desidero in primo luogo esprimerLe la profonda gratitudine per avermi ricevuto in Visita di Stato, a poco più di due mesi dalla mia elezione e per le cortesi parole che, in quell’occasione, ha voluto rivolgermi.
 
L’Italia attinga al suo patrimonio cristiano per “progredire e prosperare nella concordia”. E’ uno dei passaggi forti del discorso rivolto da Papa Francesco al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricevuto per la prima volta in Vaticano dopo la sua elezione il 31 gennaio scorso. Nel suo intervento, dopo il colloquio privato, il Pontefice ha esortato le istituzioni italiane ad ascoltare il “grido di dolore” di tanti giovani a cui manca il lavoro. Quindi, ha auspicato che l’Expo di Milano sia un’occasione per adottare decisioni efficaci in favore dell’ambiente. (© http://it.radiovaticana.va - 18 aprile 2015)
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Visita di Stato a Sua Santità il Papa Francesco di S.E. il Signor Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, 18.04.2015


 

Collegialità e dottrina

di LUIS F. LADARIA FERRER*

In seguito alla costituzione delle conferenze episcopali dopo il concilio Vaticano II, con l’istruzione del 23 febbraio 1967 la Congregazione per la dottrina della fede chiedeva a dette conferenze di istituire al loro interno, nella misura del possibile, una commissione dottrinale. Tale commissione costituisce un organo consultivo di aiuto alle conferenze episcopali e ai singoli vescovi nella loro sollecitudine per la promozione e la custodia della dottrina. Sembra evidente l’utilità di una commissione di questo genere per sostenere l’e s e rc i zio collegiale della responsabilità, propria dei vescovi in quanto maestri della fede, in un tempo di cambiamenti rapidi e di una complessità crescente delle problematiche.
 
E’ difficile pensare che qualcuno viva ad Aleppo, nell’occhio del ciclone della Guerra Civile Siriana. La città martire, devastata da quattro anni di conflitto, di cui due sotto assedio, è completamente distrutta. Il bombardamento del quartiere di Suleimaniya, nella notte della Pasqua ortodossa, è stato subito soprattutto dalla comunità armena e cristiana della città. Accolta mentre era in fuga dal genocidio turco del 1915-16, questa comunità rivive gli orrori della persecuzione. E’ come una nemesi storica: ora stanno morendo proprio nella città che li salvò.
 
La Chiesa è attonita per l’uccisione dei 12 immigrati cristiani, gettati in mare durante il viaggio dalla Libia verso l’Italia. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, parla di “imbarbarimento”. Queste le sue parole al microfono di Alessandro Guarasci:
 
La sua vicenda ha commosso tantissimi, ben oltre i confini della Chiesa: Salvatore Mellone, 38 anni di Barletta, affetto da un male incurabile ora allo stadio terminale, è stato ordinato ieri sacerdote, il più grande desiderio della sua vita. L’ordinazione è stata possibile in tempi estremamente rapidi, per volere dell’arcivescovo locale, mons. Giovanni Battista Pichierri, che ha ottenuto il beneplacito dalla Congregazione del Clero. Nei giorni scorsi, Papa Francesco aveva chiamato il seminarista barlettano chiedendogli di benedirlo nella Messa della sua ordinazione. Alessandro Gisotti ha raccolto la straordinaria testimonianza di don Salvatore Mellone, proprio poco prima della sua prima Messa da sacerdote, celebrata stamani nella sua casa a Barletta: