Non dimentichiamo quanti soffrono in Siria e in Iraq, a causa di una “intollerabile brutalità”. Preghiamo per le vittime in Venezuela, dove si stanno vivendo momenti di acuta tensione. Sono le esortazioni rivolte da Papa Francesco all’Angelus incentrato sulla trasfigurazione di Gesù. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 
L’Apostolato della preghiera (Adp) è in piena fase di riforma, attraverso un ritorno alle origini, ai principi ispiratori, che hanno portato l’associazione nei 170 anni di vita a raggiungere più di quaranta milioni di fedeli in tutto il mondo. Si tratta di adattare alle società contemporanee, utilizzando le nuove tecnologie, un modo di comunicare e di fare comunione attraverso la preghiera.

Lo scopo è formare quella rete universale a cui il Papa ogni anno affida le intenzioni che gli stanno a cuore. Ne abbiamo parlato con il direttore generale delegato dell’Adp e del Movimento eucaristico giovanile (Meg), il gesuita francese Frédéric Fornos, in questa intervista al nostro giornale.

 

NO ALL'IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE!

Il gender, essendo una ideologia, cioè un mero prodotto culturale e modaiolo, assume, per qualcuno in cerca di consensi umani, politici, narcisistici,
connotati "affascinanti" e pertanto si cerca di introdurre questa ideologia disumana nelle scuole e nell'humus sociale.
Come cosa "naturale", acquisita. Lo si fa anche tramite la televisione, il cinema, i giornali.

Si faccia attenzione e la si contrasti con l'evidenza della ragione e del reale e anche con l'amore cristiano verso chi - senza sapere ciò che fa nella maggior parte dei casi - la propone costantemente.




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Convertirsi credendo

Per vivere «la gioia del Vangelo» occorre «convertirsi credendo» e respirare lo Spirito Santo a pieni polmoni. Sono le immagini scelte dal cappuccino Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nella prima predica di quaresima, tenuta nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico la mattina di venerdì 27 febbraio. A fare da filo conduttore alla riflessione è stata l’esortazione Evangelii gaudium di Papa Francesco, con i suoi «tre poli di interesse» intrecciati tra loro: «il soggetto, l’oggetto e il metodo della evangelizzazione». Insomma, «chi deve evangelizzare, cosa si deve evangelizzare, come si deve evangelizzare».
 
Conclusi ad Ariccia gli esercizi spirituali della Curia romana

«Tradizione è conservare il fuoco, non adorare le ceneri»: non attinge alla Bibbia, ma a una frase del compositore Gustav Mahler la conclusione degli esercizi spirituali per il Papa e la Curia romana guidati ad Ariccia da padre Bruno Secondin. Il predicatore carmelitano ha voluto così — richiamando l’immagine del fuoco tanto vicina alla figura del profeta Elia — invitare tutti, tornando ai normali impegni quotidiani, a essere «esploratori di sentieri di novità per sé e per gli altri», a raccogliere il mantello di Elia, la sua eredità, e a «uscire verso le frontiere» diventando «profeti di fraternità». La meditazione di padre Secondin si è tenuta nella mattina di venerdì 27 febbraio.
 
Quando nell’800, Carlo Magno ricevette a pochi passi dalla Tomba di Pietro un terreno dal Papa per dare sepoltura ai pellegrini tedeschi non avrebbe potuto immaginare che 12 secoli dopo, tra le tombe di principi e cavalieri, avrebbero trovato posto anche le spoglie di un senza tetto. E’ invece successo il 9 gennaio scorso – ma la notizia è trapelata solo ieri – quando l’anziano clochard di origine fiamminga, Willy Herteleer, morto a metà dicembre a causa del freddo, è stato sepolto nel Campo Santo Teutonico in Vaticano. Per molti, nella zona di Piazza San Pietro, Willy era una figura familiare che colpiva per la sua dignità e bontà. Tra i suoi amici, anche mons. Americo Ciani, canonico della Basilica vaticana, che – in questa intervista di Alessandro Gisotti – si sofferma sulla figura di Willy e sul significato che assume la sua sepoltura all’interno delle Mura vaticane:
 

50 anni fa la prima Messa in lingua italiana

Giacomo Gambassi - © www.avvenire.it - 26 febbraio 2015

Accanto a riflessioni ed esperienze proficue, si sono registrate diverse forzature. Come se la partecipazione volesse dire muoversi sempre o fare comunque qualcosa. Queste ingenuità hanno nuociuto all’importanza del concetto.
Oggi è possibile affermare che è venuta a mancare una dimensione dell’actuosa participatio: è la possibilità che la liturgia crei un senso di adorazione per il mistero. Ciò significa che rientrano nella partecipazione anche il silenzio, la sosta, la quiete e addirittura la passività giusta per essere toccati da Cristo e non solo metterci le mani sopra. Il resto è una questione di animazione».

«Si inaugura oggi la nuova forma della liturgia in tutte le parrocchie e chiese del mondo». Era il 7 marzo 1965 quando, in occasione dei 25 anni della morte di san Luigi Orione, Paolo VI presiedeva la prima Messa in italiano nella parrocchia di Ognissanti a Roma. Un «avvenimento», come lo definì Montini nell’omelia, che era la traduzione nel concreto della riforma liturgica scaturita dal Vaticano II con la Costituzione Sacrosanctum Concilium.
 

Un ponte per famiglie in difficoltà

Presentata a Roma la terza fase del Prestito della Speranza, che a tutt’oggi,  con 26 milioni di credito erogato a 4.500 famiglie, rappresenta la più importante esperienza italiana di microcredito. 
“Insieme al credito sociale rivolto alle persone e alle famiglie – ha spiegato il card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI – ora l’iniziativa si aprirà anche al finanziamento verso le microimprese o le nuove iniziative imprenditoriali, capaci di creare opportunità d’investimento e nuovi posti di lavoro.
“L’emergenza lavoro e la nuova occupazione – ha proseguito – rappresentano gli obiettivi veri del Prestito della Speranza che, con Intesa Sanpaolo per il biennio 2015-2016, auspichiamo di poter ottenere erogando più credito e a tassi molto contenuti a famiglie e persone in temporanea difficoltà.
“Fare Impresa – ha concluso il Presidente – sarà la proposta rivolta a enti o aziende all’inizio del loro progetto o in fase di ristrutturazione, in grado quindi di attivare investimenti privati e nuovi posti di lavoro. La Banca erogherà quadruplicato il fondo di garanzia da 25 milioni di euro messo a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana”.
 
Nota della segreteria di Stato all’ambasciatore del Messico dopo le polemiche seguite ad una frase di Bergoglio in una mail privata all’amico Gustavo Vera
 

Consacrata la prima chiesa nella penisola del Sinai

Dopo dieci anni dalla posa della prima pietra nel 2005, la penisola del Sinai, in Egitto, ha finalmente la sua prima chiesa cattolica. La chiesa, che sorge a Sharm el-Sheikh, è emblematicamente dedicata a “Nostra Signora della Pace” ed è stata consacrata il 15 febbraio. A presiedere la solenne celebrazione in rito alessandrino è stato il Patriarca dei Copti cattolici di Alessandria, Ibrahim I Sidrak. Alla liturgia era presente anche il governatore della regione.
 

Gender, i cinque punti per fare chiarezza

© www.avvenire.it - 25 febbraio 2015

Cosa dice la scienza? Cosa dice l’antropologia cristiana?  Cosa dicono le associazioni Lgbtq? Il nostro contributo alla verità su una questione che rischia di deflagrare in una battaglia ideologica e rendere la convivenza sociale peggiore per tutti. A cominciare dall’impegno educativo delle famiglie
1) GENDER, COS’È?
Un insieme di teorie fatte proprie dall’attivismo gay e femminista radicale per cui il sesso sarebbe solo una costruzione sociale. Vivere “da maschio” o “da femmina” non corrisponderebbe più a un dato biologico ma ad usa costrizione culturale. L’identità sessuata, cioè essere uomini e donne, viene sostituita dall’identità di genere (“sentirsi”  tali, a prescindere dal dato biologico). E si può variare a piacimento, anche mantenendo immutato il dato biologico

2)  GENERI SECONDO IL GENDER? 7, O FORSE 56…
Non più solo maschile e femminile. Ai generi (non corrispondenti ai sessi) esistenti in natura, andrebbero aggiunti quelli previsti dall’acronimo LGBTQ (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer, cioè chi rifiuta un orientamento sessuale definito e si ritiene libero di variare a suo piacimento o di rimanere “indefinibile”). Ma il governo australiano ne ha riconosciuti ufficialmente 23. E Facebook USA permette di scegliere il proprio “genere” tra 56 diverse opzioni. Sembra comico ma è tragico.

3) COSA DICE LA SCIENZA?
La scienza ci dice che la differenza tra maschile e il femminile caratterizzano ogni singola cellula, fin dal concepimento con i cromosomi XX per le femmine e XY per i maschi. Queste differenze si esprimono in differenze peculiari fisiche, cerebrali, ormonali e relazionali prima di  qualsiasi influenza sociale o ambientale. La “varietà” pretesa dalle associazioni LGBTQ non ha alcun fondamento scientifico e anzi confonde patologie (i cosiddetti stati intersessuali) con la fisiologia (normalità).

4) COS’È L’OMOFOBIA?
Un neologismo inventato dai media per definire gli atti di violenza, fisica o verbale, contro gli omosessuali – che vanno sempre e comunque condannati, come ogni altra violenza -  e contro chi, come le associazioni LGBTQ, promuove la teoria del gender. Oggi l’accusa di omofobia è diventata però un vero e proprio strumento di repressione nei confronti di chi sostiene un’antropologia diversa rispetto a quella del gender.

5) PERCHÈ IL GENDER È PERICOLOSO?
Perché pretende non solo di influire sul modo di pensare, di educare, mediante scelte politiche  ma anche di vincolare sotto il profilo penale chi non si adegua (decreto legge Scalfarotto);  impone atti amministrativi (alcuni Comuni e alcuni enti hanno sostituito i termini “padre” e “madre” con “genitore 1” e “genitore 2”); educativi (la cosiddetta “strategia nazionale” di cui parliamo a pagina XX per introdurre nelle scuole testi e programmi “aperti” alla ricezione della teoria del gender e cioè l’eliminazione del maschile e del femminile, quindi dei modelli familiari normali): è un vero e proprio attentato alla libertà di pensiero e di educazione da parte di una minoranza (gendercrazia).


 

Ritorna sui tuoi passi

Che fai qui? Cosa cerchi? Ti lasci sorprendere da Dio? E ancora: vuoi capire dove vuoi andare? Allora «ritorna sui tuoi passi». Si è aperta all’insegna di domande e inviti rivolti dritti al cuore dei presenti la quarta giornata degli esercizi spirituali quaresimali per il Papa e la Curia romana, in corso nella casa Divin Maestro dei religiosi paolini ad Ariccia. Il carmelitano Bruno Secondin ha disseminato queste sollecitazioni nella prima meditazione di mercoledì 25 febbraio che, dopo le riflessioni dedicate a recuperare la propria verità interiore e la libertà di adesione alla proposta di Dio, ha aperto al cammino verso quella proposta.
 

La religione secondo gli europarlamentari

BRUXELLES, 25. Nel Parlamento europeo «la religione non è né una matrice che definisce le preferenze individuali o collettive, né una base sufficiente per mobilitare. Rimane una significativa risorsa simbolica di distinzione per costruire un profilo politico e pubblico e per differenziarsi nella competizione»: questo in sintesi il risultato di un’indagine coordinata da François Foret, direttore di ricerche politiche all’Istituto di Studi europei (Bruxelles) e presentata durante una riunione dell’intergruppo del Parlamento europeo su libertà di religione o credenza e tolleranza religiosa.
 

Vorrei che il mondo vi invidiasse

L’arcivescovo Montini e le religiose

di FEDERICA MAVERI

Tra i primi gesti legati al magistero episcopale, il 21 gennaio 1955, Montini convocò a Milano in duomo tutte le religiose, per intraprendere con loro un percorso, scandito da quello che sarebbe divenuto un appuntamento annuale. Attraverso questi significativi incontri in duomo l’arcivescovo sviluppava, come nota Giselda Adornato, una «catechesi sistematica vera e propria sulla vita consacrata». Significativamente gli incontri (a parte il primo) si svolgevano l’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes: Montini indicava in Maria il modello femminile e accostava la vocazione e la stessa figura della Madre di Dio a quella delle religiose, chiamandole le «Madonne di oggi». Le religiose della diocesi, invitate annualmente dall’arcivescovo a uscire dal proprio convento per recarsi nella cattedrale, erano chiamate a esprimere — spiegava Montini — anche fisicamente l’originaria appartenenza alla «madre Chiesa», quale «comune denominatore» che le rendeva tutte «sorelle». Infatti tra le prime preoccupazioni dell’arcivescovo vi era quella di combattere il rischio dell’isolamento, dell’autoreferenzialità, degli ordini religiosi femminili.
 
© www.uccronline.it - 24 febbraio 2015

“Sono cresciuto odiando Pio XII, poi ho scoperto che era un eroe”. A parlare così è l’ebreo Gary Krupp, fondatore della “Pave the Way Fondation”. Lo studioso ha infatti raccontato di come considerasse il pontefice un “collaboratore di Hitler”, ma poi dopo aver appreso la notizia che il Fuhrer era intenzionato ad invadere il Vaticano e a fare prigioniero Pio XII, cominciò a consultare diversi archivi scoprendo come gli ebrei dell’epoca nutrissero verso la Chiesa profonda gratitudine nei confronti della sua azione contro le politiche razziali. Grazie allo studio di molti storici (Michael Hesemann, William Doino, Ronald Rychlak…), infatti, si sono scoperte molte attività di Pio XII a favore degli ebrei come l’invio di denaro a favore dei perseguitati o l’aiuto a nascondersi all’interno delle stesse mura vaticane. Uno di questi interventi lo si può vedere durante la razzia del ghetto di Roma nell’ottobre del ’43: in quell’occasione il pontefice inviò suo nipote, Carlo Pacelli, dal vescovo Alois Hudal, prelato malvisto nella curia per le sue simpatie tedesche e che nel dopoguerra aiuterà a far scappare alcuni criminali nazisti, affinché facesse pressioni al generale Reiner Stahel per fare fermare le deportazioni.
 

Giù la maschera

Per intraprendere un corretto cammino quaresimale di conversione occorre innanzitutto riscoprire la «verità più profonda di noi stessi, uscire allo scoperto» e «toglierci ogni maschera, ogni ambiguità». Con questo forte richiamo a riprendere con sincerità in mano la propria storia il carmelitano Bruno Secondin ha concluso, nella meditazione pomeridiana di lunedì 23 febbraio, la riflessione della seconda giornata degli esercizi spirituali quaresimali in corso ad Ariccia per il Papa e la Curia romana. Seguendo l’esperienza di Elia descritta dalle Scritture, il predicatore ha messo a confronto la «clandestinità» dalla quale il profeta venne chiamato dal Signore a uscire, con quella clandestinità nella quale spesso ci si nasconde e che molte volte viene mascherata da una religiosità solo esteriore, priva del coraggio della verità. Base della riflessione del predicatore è stato il capitolo 18 del primo libro dei Re, con il popolo d’Israele e il re Acab fiaccati dalla lunga carestia provocata dal culto idolatrico a Baal e con Elia chiamato dal Signore a presentarsi ad Acab per ricondurlo sulla retta via. Non è stata una lettura continuativa ma un richiamare scene, personaggi che possono illuminare la meditazione personale e diventare per ognuno provocazioni, richiami, suggerimenti. Filo conduttore è stato l’«uscire allo scoperto», il liberarsi dalle «ambiguità» e avere il «coraggio» di una vita autenticamente cristiana.
 

Per poter salire a vederlo in cielo

di MANUEL NIN

Il corpus innografico di sant’E f re m il Siro contiene numerose strofe con riferimenti al profeta Elia, a partire dalla sua vita e dagli eventi miracolosi che l’hanno segnata fino alla sua ascensione in cielo. Efrem presenta Elia come uomo dell’ascesi, del digiuno, della preghiera, profeta che prefigura Cristo stesso dalla sua incarnazione, e la sua ascensione in cielo. Lungo la sua vita Elia diventa il prototipo di Cristo: «Il Signore fece dell’aria come il proprio carro, e il suo corpo fu per esso come il cocchiere. Come un carro l’aria farà volare i giusti incontro al suo Signore. Discese un carro su Elia: si librava scendendo senza cocchiere.
 

Gender 4 dummies – un compendio sul “gender”

Fonte: http://comitatoarticolo26.it/gender-4-dummies-un-compendio-sul-gender/#prettyPhoto

Gender studies, teoria di genere, queer theory… il gender, termine oramai super-inflazionato, che per alcuni rappresenta uno spauracchio, per altri addirittura neppure esiste. Allora, niente paura, ecco a voi gender 4 dummies: per chi non avesse ancora le idee ben chiare e volesse provare a fare un po’ ordine, proponiamo un piccolo compendio sul tema.

 

No gender a scuola: già raccolte 50 mila firme

Ha già raccolto oltre 50 mila firme la petizione online di varie associazioni al governo per una sana educazione sessuale e contro l’introduzione dell’ideologia del gender nelle scuole. Ieri al Senato la presentazione da parte delle Associazioni promotrici. Pro Vita Onlus, Associazione Genitori Scuole Cattoliche, Giuristi per la Vita e Movimento per la Vita chiedono alle istituzioni il coinvolgimento delle famiglie su temi etici e sensibili come educazione alla sessualità e all’affettività. Lanciato su Twitter l’hashtag #Nogender. Il servizio di Paolo Ondarza:
Un Family Day 3.0. Le associazioni definiscono così, alla luce del consenso raccolto, la petizione da loro lanciata contro il gender a scuola. Spesso in modo subdolo, sotto l’etichetta della giusta lotta al bullismo e al femminicidio, tale ideologia omosessualista –  denunciano – viene introdotta fin dall’asilo nido attraverso un’educazione sessuale priva di riferimenti morali e affidata esclusivamente a esponenti del mondo Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisex, Transgender). Toni Brandi, presidente di Pro Vita Onlus:
 

Come si diventa coraggiosi

di CORRADO MAGGIONI

«Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi». Ecco il programma tracciato da Papa Francesco sulla prima pagina del tascabile donato ai fedeli raccolti in piazza San Pietro per l’Angelus nella prima domenica di Quaresima. Sì, ma come si diventa coraggiosi? Partendo dal cuore. Infatti l’etimologia insegna che coraggio viene dal latino c o r , il cuore appunto. È dunque un’azione del cuore il coraggio. Non a caso le trenta pagine del tascabile hanno per titolo «Custodisci il cuore».
 
San Gregorio di Narek Dottore della Chiesa Universale Sabato, 21 febbraio 2015, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

 
Secondo voi come si deve sentire uno che ha appena finito di leggere il documentato pamphlet di Mario Giordano, “Tutti a casa”, col sottotitolo: “Noi paghiamo il mutuo loro si prendono i palazzi”, edito da Mondadori(2013) e poi legge il giornale di oggi, il mio quotidiano: LaCrocequotidiano che ha provocatoriamente messo in prima pagina il titolo: “L’Italia lascia sola la famiglia”. Un editoriale con annessa la fotografia straziante della famigliola siciliana che ha in mano la piccola bara bianca della povera Nicole, la bambina morta subito dopo la nascita in Sicilia.

Il giornale commenta i dati dell’Istat dove si certifica che una famiglia su quattro vive un profondo disagio economico, mentre un italiano su tre è a rischio povertà. Numeri altamente preoccupanti. “Nella foto c’è lo Stato italiano – scrive Adinolfi – è l’Italia che lascia sola la famiglia, la isola, l’impoverisce, la sfotte quando numerosa sale sul palco del festival di Sanremo a parlare di Provvidenza e di Cristo, quando solo Cristo ormai presta orecchio e ascolto alle preghiere che si levano”.(M. Adinolfi, La politica che scambia le priorità, 20.2.15, LaCrocequotidiano)
 

L'avvenimento della Bellezza

Il nucleo del Cristianesimo è l'avvenimento della presenza.
La grande arte della Chiesa è dalla teologia del cosmo alla teologia della storia. Dal reperire la presenza di Dio nei segni del creato al riconoscer che in Gesù di Nazareth, Signore e Cristo, c'è ed abita la pienezza della Divinità.
Oggi talune realizzazioni moderne non tengono conto né della teologia della storia né della teologia del cosmo. Ma sembrano mere traduzioni urbanistiche.

"In Gesù, come soleva dire san Bonaventura, contempliamo la bellezza e il fulgore delle origini.(106) Tale attributo cui facciamo riferimento non è mero estetismo, ma modalità con cui la verità dell'amore di Dio in Cristo ci raggiunge, ci affascina e ci rapisce, facendoci uscire da noi stessi e attraendoci così verso la nostra vera vocazione: l'amore.(107) Già nella creazione Dio si lascia intravedere nella bellezza e nell'armonia del cosmo (cfr Sap 13,5; Rm 1,19-20). Nell'Antico Testamento poi troviamo ampi segni del fulgore della potenza di Dio, che si manifesta con la sua gloria attraverso i prodigi operati in mezzo al popolo eletto (cfr Es 14; 16,10; 24,12-18; Nm 14,20-23). Nel Nuovo Testamento si compie definitivamente questa epifania di bellezza nella rivelazione di Dio in Gesù Cristo: (108) Egli è la piena manifestazione della gloria divina. Nella glorificazione del Figlio risplende e si comunica la gloria del Padre (cfr Gv 1,14; 8,54; 12,28; 17,1). Tuttavia, questa bellezza non è una semplice armonia di forme; « il più bello tra i figli dell'uomo » (Sal 45 [44],3) è anche misteriosamente colui che « non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi » (Is 53,2). Gesù Cristo ci mostra come la verità dell'amore sa trasfigurare anche l'oscuro mistero della morte nella luce irradiante della risurrezione. Qui il fulgore della gloria di Dio supera ogni bellezza intramondana. La vera bellezza è l'amore di Dio che si è definitivamente a noi rivelato nel Mistero pasquale." (Sacramentum Caritatis 35)

 
Durante il periodo di dichiarazione dei redditi puntualmente prendono vita le crociate e le campagne anticlericali sull’8×1000. La critica si divide convenzionalmente in tre voci: 1) L’8X100 E’ UN OBBLIGO?  
L’8 per mille, come anche il 5 per mille, è la destinazione di una quota delle tasse già dovute, cioè non significa una maggiorazione delle imposte come molte voci anticlericali dicono. E’ ovvio anche che non esprimerla non fa risparmiare sulle tasse (anzi, avvantaggia l’ente che ha preso più voti, come diremo dopo). E’ una scelta volontaria, nessuno obbliga a firmare per lo Stato, per la Chiesa cattolica, per quella valdese, per quella luterana, per le comunità ebraiche e così via.

 

Digiuno dall’ingiustizia

«Usare Dio per coprire l’ingiustizia è un peccato gravissimo». Il severo monito contro le iniquità sociali, soprattutto quelle provocate da quanti sfruttano i lavoratori, è stato pronunciato da Papa Francesco durante la messa celebrata venerdì mattina, 20 febbraio, nella cappella di Santa Marta. Il Pontefice ha preso spunto dalla preghiera con cui all’inizio del rito è stata elevata al Signore la richiesta «di accompagnarci in questo cammino quaresimale, perché l’osservanza esteriore corrisponda a un profondo rinnovamento dello Spirito».
 

Come al tempo di Noè

di SANTO MARCIANÒ *

C’è un tempo della storia in cui, dice la Bibbia, Dio «si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra» ( Genesi 6, 6). Forse conosciamo poco queste parole della Genesi ma conosciamo certamente l’episodio a esse legato: il cosiddetto “diluvio universale”. È davvero terribile: Dio, il Creatore! Lui, spinto da un amore irrefrenabile a creare ogni creatura; Lui, Onnipotente eppure povero d’amore davanti all’uomo; Lui che non sa stare senza gli uomini, senza ciascuno di noi. Lui si pente di aver creato l’uomo! Cosa può essere successo di tanto irreparabile? «Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre» ( Genesi 6, 5).
 
Inizio con una lettera pubblicata questa mattina da “LaCrocequotidiano”, una interessante riflessione sul significato del Carnevale. In un Occidente sazio e disperato, è Carnevale tutto l’anno, pertanto a cosa serve “folleggiare, trasgredire, se la trasgressione è diventata la più comune e banale delle consuetudine?” E se per ingozzarsi a piacimento si aspettava il periodo del carnevale, adesso si mangia con avidità ogni giorno, basta osservare i banchi alimentari dei vari ipermercati. L’astinenza cristiana l’abbiamo ceduta ai musulmani, ai buddisti, ai cultori del new age o alle cliniche salutiste.
 

Il dono delle lacrime da chiedere e coltivare

«Ci farà bene a tutti, ma specialmente a noi sacerdoti, chiedere il dono delle lacrime, così da rendere la nostra preghiera e il nostro cammino di conversione sempre più autentici e senza ipocrisia». Nel mercoledì delle Ceneri il Papa ha tracciato le coordinate dell’itinerario quaresimale.
 

Fermarsi e scegliere

2015-02-19 L’Osservatore Romano

Nella fretta della vita bisogna avere il coraggio di fermarsi e di scegliere. E il tempo quaresimale serve proprio a questo. Nella messa celebrata a stamattina, 19 febbraio, a Santa Marta, Papa Francesco ha posto l’accento sulla necessità di porsi quelle domande che sono importanti per la vita dei cristiani e di saper fare le scelte giuste.
 

Poco e bene

di JORGE MARIO BERGOGLIO

Nella Chiesa odierna molti vescovi, sacerdoti e laici sentono l’esigenza che sia data una maggiore attenzione all’aspetto per così dire contemplativo della celebrazione liturgica, cioè a quella dimensione di interiorità che aprirebbe la mente e il cuore al mistero celebrato, che è Cristo nostra Pasqua. Questa sensibilità si esprime in diverse maniere secondo le circostanze, i luoghi, le generazioni e i gusti. C’è chi sostiene che bisognerebbe insistere sul ripristino di una celebrazione realizzata secondo il modello ideale dei secoli addietro; e chi parla, invece, di inculturazione della liturgia nei differenti contesti sociali.