Aggiungi un posto a tavola

Non capita tutti i giorni di poter mangiare alla stessa tavola del Papa. Stamattina è successo a operai e impiegati della Città del Vaticano che abitualmente pranzano alla mensa della zona industriale. La visita che nessuno poteva immaginare è avvenuta in una mattina di fine luglio, venerdì 25, quando molti dipendenti in servizio si stavano apprestando a consumare il pranzo quotidiano di mezzogiorno. Alcuni già seduti a tavola, altri in coda come ogni giorno davanti ai banconi del self-service, hanno visto entrare l’inatteso ospite, arrivato verso le 12.10.
 

Nel mondo centomila cristiani vittime di persecuzioni

ROMA, 25. Nel mondo sono tre le aree geopolitiche in cui si verificano le maggiori persecuzioni nei confronti dei cristiani. La prima è quella dei Paesi dove è sempre più crescente l’influenza islamica, dal Sudan, alla Nigeria, passando per l’Iraq, fino alla Siria. La seconda è definita invece dai Paesi ex comunisti, e la terza è quell’area che si sviluppa soprattutto in Africa, tra Congo e Repubblica Centroafricana, in cui i cristiani divengono vittime in quanto coinvolti in conflitti tribali per i quali rifiutano di imbracciare le armi.
 

Per dare forza alla pace

ROMA, 25. «La violenza si vince con la pace». È quanto ribadisce l’Azione cattolica (Ac) italiana che, guardando alla «situazione dolorosa e drammatica che vivono diversi Paesi in cui prevalgono la morte e l’odio», aderisce all’appello per la pace promosso dal Forum internazionale di Azione cattolica e alla Giornata di preghiera per la pace indetta dalle Ac del mondo. L’appuntamento è per il prossimo 6 agosto, festa della Trasfigurazione, nel ricordo del lancio della bomba atomica a Hiroshima (1945) e della morte di Papa Paolo VI (1978) nel cinquantesimo anniversario dell’Ecclesiam suam, l’enciclica del dialogo. «Iraq, Siria, Striscia di Gaza, Israele, Ucraina e altre parti del mondo oggi soffrono un dolore indescrivibile di fronte al quale non possiamo rimanere indifferenti. Dal profondo del nostro cuore imploriamo la comunità internazionale e i Governi e i gruppi coinvolti in questi conflitti a fermarsi, a lasciar prevalere la pietà per i deboli e il buon senso».
 

Il dolore del Papa per la sciagura aerea in Mali

Papa Francesco ha espresso la sua vicinanza ai familiari delle vittime della sciagura aerea verificatasi ieri nel nord del Mali. Un velivolo della compagnia spagnola Swiftair, noleggiato dall’Air Algerie, in volo da Ouagadougou, in Burkina Faso, ad Algeri, è precipitato 50 minuti dopo il decollo. 118 le persone a bordo, di cui una cinquantina francesi e circa 20 del Burkina. Non ci sono sopravvissuti.
 
“Ci siamo svegliati questa mattina con l’amaro in bocca: i provvedimenti presi ieri dalla Assemblea  capitolina con la delibera sul tariffone sono un vero e proprio schiaffo a tutte le famiglie romane che  usufruiscono dei servizi pubblici” ha detto la Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio Emma Ciccarelli appena appresa la notizia.
 

Il monaco e lo psicanalista

Riflessioni sulla virtù del perdonare
 

Il cordoglio del Papa per la sciagura aerea a Taiwan

Cordoglio per le vittime dell’incidente aereo a Taiwan e preghiera per le loro famiglie: è quanto scrive Papa Francesco in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, inviato all’arcivescovo di Taipei, mons. Shan-chuan. Il Pontefice, si legge nel testo, “ha appreso con tristezza la notizia dell’incidente” e su tutti “invoca la consolazione, la forza e la pace di Dio”. 48, fino ad ora, le vittime e 10 i superstiti della sciagura aerea avvenuta ieri, quando un volo della  compagnia Trans Asia, con a bordo 58 persone, si è schiantato al suolo in fase di atterraggio sull'isola di Penghu. A causare l’incidente, il tifone Matmo.
 
E’ finito l'incubo per Meriam: la giovane cristiana sudanese di 26 anni condannata a morte, all'ottavo mese di gravidanza, per apostasia, è libera ed è arrivata stamattina a Roma.  La donna, con il marito e i due figli - tra cui Maya nata due mesi fa in cella – è  giunta a Ciampino con un volo di stato italiano, dove l'ha attesa Matteo Renzi con la moglie Agnese ed il ministro degli Esteri Federica Mogherini: oggi "è un giorno di festa", ha detto il premier sottolineando il lavoro "straordinario" del viceministro degli Esteri Lapo Pistelli nella vicenda.
 

LA SPERANZA DELLA FAMIGLIA

MÜLLER: PERCHÉ LA FAMIGLIA CHIEDE UN AMORE «PER SEMPRE» FRA UN UOMO E UNA DONNA

 In vista dell’atteso Sinodo sulla Famiglia dell’ottobre 2014, fortemente voluto da Papa Francesco, parla il cardinale Müller, il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’autorevole organo della Santa Sede preposto al discernimento sulla corretta interpretazione delle Sacre Scritture, della Tradizione e delle verità di fede. 

Müller ha concesso una lunga intervista a Carlos Granados, direttore delle spagnole Edizioni BAC e che viene pubblicata (in libreria dal 25 luglio) contestualmente in Italia per le Edizioni Ares e nel mondo inglese per i tipi della prestigiosa Ignatius Press di San Francisco.

«Il principale problema, presente nella Chiesa a proposito della famiglia», scrive nella prefazione il cardinale Fernando Sebastián, «non è il piccolo numero dei divorziati risposati che desiderano accostarsi alla Comunione eucaristica. Il nostro problema più grave è il gran numero di battezzati che si sposano civilmente e degli sposati sacramentalmente che non vivono né il matrimonio né la vita matrimoniale in sintonia con la vita cristiana e gli insegnamenti della Chiesa, che li vorrebbe come icone viventi dell’amore di Cristo verso la sua Chiesa presente e operante nel mondo».

(Dalla Prefazione del cardinale Fernando Sebastián)

(Edizioni Ares – www.ares.mi.it)

La famiglia fondata sul Matrimonio tra uomo e donna di fronte all’emergenza di altre forme di convivenza, l’indissolubilità del sacramento, la possibilità o meno di dare la Comunione ai divorziati risposati…

Sono questi alcuni dei temi che il Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il primo collaboratore di Papa Francesco a sostegno della verità della Tradizione cristiana, offre in queste pagine come suo autorevole contributo in preparazione al Sinodo sulla Famiglia che si terrà in autunno in Vaticano.



NOTIZIA

Il cardinale Gerhard Ludwig Müller (Magonza, 1947) dal 2012 è Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, presidente della Pontificia commissione «Ecclesia Dei», della Commissione teologica internazionale e della Pontificia commissione biblica. Ha insegnato per sedici anni Teologia dogmatica nell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera. È il curatore delle Opere complete di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, previste in sedici volumi.

Carlos Granados (Madrid, 1974), è direttore delle prestigiose edizioni Bac (Biblioteca de Autores Cristianos). Teologo e biblista, insegna nella Facoltà di teologia San Damaso di Madrid e nel Pontificio Istituto Giovanni Paolo II.

 
Vicinanza nella preghiera e gratitudine sono state espresse da Papa Francesco ai fedeli e ai pellegrini che domenica prossima, 27 luglio, si raduneranno nel barrio di Mataderos, a Buenos Aires, per celebrare il cinquantesimo anniversario del santuario di San Pantaleone.

In un messaggio il Pontefice ricorda con nostalgia i tempi in cui, come arcivescovo di Buenos Aires, visitava personalmente la parrocchia dedicata al santo medico di Nicomedia. «Desidero stare accanto a voi — scrive — per poter rivivere in qualche modo le occasioni in cui il 27 luglio ho potuto recarmi al santuario per aiutare i sacerdoti nelle confessioni».
 

Accanto alle nuove povertà e fragilità

«Combattere la cultura della morte», proteggendo e amando la vita dal suo inizio alla sua fine naturale. Con questa esortazione Papa Francesco si rivolge ai cattolici del Regno Unito e dell’Irlanda che domenica prossima, 27 luglio, celebreranno l’annuale Giornata per la vita. In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice invita le comunità e in particolare i giovani dei Paesi coinvolti — inglesi, scozzesi, gallesi e irlandesi — a lavorare «per assicurare un’adeguata protezione legale per il diritto umano fondamentale alla vita».
 

Con il cuore che ascolta

TAIZÉ, 23. «Quando soffriamo, attendiamo la guarigione o l’aiuto materiale ma abbiamo anche bisogno di incontrare un cuore che ascolta e che comprende. Possiamo trovarvi speranza e a volte sollievo per la nostra sofferenza». Lo scrive fratel Alois, priore di Taizé, in una meditazione pubblicata sul sito in rete della comunità e intitolata Des visites pour entretenir une flamme d’espérance.
 

Un nuovo fronte per la difesa della libertà religiosa

WASHINGTON, 22. «Senza precedenti» ed «estremo». Firmato William Edward Lori, arcivescovo di Baltimora e presidente della commissione per la Libertà religiosa, e Richard Joseph Malone, vescovo di Buffalo e responsabile della commissione per Laicato, matrimonio, vita familiare e giovani, che aprono così una nuova pagina nel complesso confronto tra episcopato statunitense e amministrazione federale sul tema della libertà religiosa.
 

Genio e interprete del concilio

di LORIS FRANCESCO CAPOVILLA

L’esistenza di Giovanni Battista Montini, dall’avviamento di servizio in Vaticano sino alla morte di GiovanniXXIII, sarebbe stata, secondo l’opinione di alcuni, un lento avanzare verso le soglie della Basilica Vaticana, per ricevervi l’investitura di Successore di Pietro. Nessuno potrà asserire con assoluta certezza che le cose siano andate così. Tuttavia sappiamo che l’humanitasdi Montini, la sua fede, la sua religiosità, la sua cultura ed esperienza, la sua capacità di leggere la storia e di interpretarne gli eventi, lo qualificavano come il prelato tra i più eminenti, uno sul quale doveva convergere la designazione dei cardinali elettori.
 

La cultura dell’apparenza

di GUALTIERO BASSETTI

Schiacciati tra la leggerezza della stagione estiva e i fuochi di guerra che divampano in più luoghi del pianeta — in Ucraina come nella striscia di Gaza — alcuni drammatici fatti rischiano di passare in secondo piano, derubricati erroneamente soltanto a casi di cronaca nera. Ne cito alcuni, ma anche solo l’esemplificazione potrebbe essere tragicamente più vasta. In un piccolo borgo alla periferia di Perugia, un giovane padre ha sparato alla madre di suo figlio, al loro piccolo bambino di due anni e poi, disperato, ha rivolto contro di sé la pistola togliendosi la vita.
 

La luce dimorò in lei come in un occhio

Maria nelle pagine di Efrem il Siro e Severo di Antiochia

Pubblichiamo la prefazione scritta dagli autori al libro «In modo bello e ammirabile. Testi su Maria di Efrem il Siro e Severo di Antiochia» (Milano, Centro Ambrosiano, 2014, pagine 18, euro 9, 90)
 

La violenza si vince con la pace

Preoccupato dalle notizie che giungono dall’Iraq e da altri Paesi mediorientali, Papa Francesco ha lanciato un nuovo appello per i cristiani perseguitati, invitando i fedeli a «perseverare nella preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto che persistono in diverse zone del mondo, specialmente in Medio oriente e in Ucraina».
All’Angelus di domenica 20 luglio, in piazza San Pietro, dopo la riflessione dedicata alla parabola evangelica del grano e della zizzania, il Pontefice ha dato voce al grido di dolore dei cristiani, in particolare di quelli di Mossul, costretti a lasciare la città per sfuggire a intimidazioni e violenze. «I nostri fratelli — ha denunciato — sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro». Alle famiglie e alle singole persone Francesco ha assicurato vicinanza e costante preghiera: «Io so — ha detto — quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in colui che ha vinto il male». E alla preghiera il vescovo di Roma ha affidato anche il futuro dell’intera regione mediorientale e dell’Ucraina, ricordando che «la violenza non si vince con la violenza» ma «con la pace».

© Osservatore Romano - 22 luglio 2014

Angelus 20 luglio 2014
 

Benedicite

I monaci ci hanno insegnato molte cose. Una è proprio quella di "mangiar bene", Innanzitutto con educazione e ordine. Sono cose a cui siamo abituati, ma è bene che ci chiediamo da dove vengono queste abitudini, così da non lasciarle perdere con facilità. Sono abitudini rituali: mangiamo su tovaglia, con le posate disposte, in modo non casuale, attorno al piatto. Con a lato un tovagliolo. Sono disposizioni non arbitrarie, ordinate, come in una liturgia. Diciamo che facciamo "colazione". Ci siamo mai chiesti perché? Perché i monaci non mangiavano guardando la televisione o mandando messaggi con il telefonino... ma ascoltando una lettura spirituale che, per lo più, era tratta dalle "Collationes" di san Giovanni Cassiano.
 

A piccoli passi ma qualcosa si muove

di NICOLA GORI

Si cammina a piccoli passi, ma qualcosa si muove. Il progresso nel dialogo ecumenico spesso costa sacrificio e richiede pazienza. E a volte il prezzo più alto da pagare è il sangue versato dai martiri. Ne parla il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità tra i cristiani, in questa intervista al nostro giornale.