Perché non venga meno l'umano dell'uomo

La prolusione del Cardinale Presidente ha aperto lunedì 22 settembre la sessione autunnale del Consiglio Permanente. Diversi i punti affrontati: da uno sguardo alla situazione internazionale – segnata da persecuzioni, conflitti e terrorismo – all’imminente Sinodo sulla famiglia e alla prossima Assemblea Generale di novembre; oltre a un’analisi del momento sociale vissuto dal Paese, un approfondimento sul totalitarismo culturale del pensiero unico.
 

Promulgate le modifiche a Statuto e Regolamento della CEI

Ottenuta la recognitio della Santa Sede sulla modifica – approvata dall’Assemblea Generale dello scorso maggio – dello Statuto della CEI riguardante la nomina del Presidente, il Card. Angelo Bagnasco ha promulgato con proprio decreto la delibera dei Vescovi italiani.
 

Una scarpa per battezzare

A Papa Francesco è stata presentata la sofferenza vissuta dalla Chiesa albanese la cui «identità di frontiera non l’abbiamo espressa con la produzione di un pensiero teologico ma con il sacrificio e il martirio, una costante della nostra vita dal primo secolo a oggi». Lo ha detto al Pontefice l’a rc i v e scovo di Tirana, monsignor Rrok Mirdita, introducendo le testimonianze di don Ernest Simoni e di suor Maria Kaleta. Il sacerdote fu condannato a morte dal regime comunista e poi, commutata la pena, passò 27 anni in vari campi di concentramento e di lavori forzati. Di seguito le sue parole.

Haec dies quam fecit Dominus exultemus et laetemur in ea.
Viva Cristo, viva la Chiesa. Sono don Ernest Simoni (Troshani). Sono un sacerdote di 84 anni. Nel dicembre del 1944 in Albania arrivò il partito comunista ateo, che aveva come principio l’eliminazione della fede e l’obbiettivo di eliminare il clero. Nella realizzazione di questo programma iniziarono subito gli arresti, le torture e le fucilazioni di centinaia di sacerdoti e laici, per sette anni di seguito, versando il sangue innocente di fedeli, alcuni dei quali, prima di essere fucilati, gridavano: «Viva Cristo Re». Nel 1952 il governo comunista, con una mossa politica, voluta da Mosca (Stalin), cercò di riunire i sacerdoti che erano ancora vivi, per permettergli di esercitare liberamente la fede, a condizione che la Chiesa si staccasse da Papa e dal Vaticano.
 

Ci avevano promesso il paradiso senza Dio

Nelle parole rivolte al Papa dall’arcivescovo Mirdita nel viaggio Apostolico del Santo Padre in Albania

La Chiesa cattolica ha sempre cercato, ieri come oggi, di stare accanto al popolo albanese. È quanto ha affermato, al termine della messa, l’arcivescovo di Tirana, monsignor Rrok Mirdita. Ricordando che la grande sofferenza della gente «non ha svilito ma ha nobilitato lo spirito del nostro popolo», il presule ha detto che proprio nel periodo della prova si sono sviluppati sentimenti di solidarietà e di accoglienza, di unità, insieme alla capacità di riconoscere che le differenze — anche religiose — sono una ricchezza e non un limite.
 

San Francesco e la famiglia

Come il Santo d’Assisi invoca lo Spirito Santo assieme al Papa

Sabato 4 ottobre, festa liturgica di san Francesco, il Papa invita alla preghiera per il prossimo Sinodo sulla famiglia. Tale gesto ben si radica in quanto Tommaso da Celano narra nel Memoriale (in Fonti Francescane, 623) circa l’efficacia delle parole e della preghiera dell’Assisiate nel ricomporre l’unità nelle famiglie.

Mentre il servo di Dio si recava alle Celle di Cortona, una nobildonna di Volusiano gli andò incontro in tutta fretta. Dopo lungo cammino, finalmente lo raggiunse ansimante, perché era persona molto delicata e gracile. Quando il padre santissimo la vide così sfinita e trafelata, ne ebbe compassione e le chiese: «Che cosa desideri, donna?». «Padre, che tu mi benedica». E il santo: «Sei sposata o no?». «Padre, – rispose – ho un marito molto crudele, che mi è di ostacolo nel servire Gesù Cristo. È questo il mio vero tormento: a causa sua non posso mantenere i buoni propositi che il Signore mi ispira. Perciò ti chiedo, o santo, di pregare per lui, affinché Dio nella sua misericordia gli muti il cuore».

Il padre rimase ammirato della donna dotata di un animo virile e così piena di senno, pur essendo di giovane età. E le rispose molto commosso: «Và, figlia benedetta, e sappi che tuo marito in futuro ti sarà di consolazione». E aggiunse: «Gli dirai, da parte di Dio e mia, che ora è tempo di salvezza, ma più tardi di giustizia». E la benedisse. La donna se ne tornò a casa e, incontrato il marito, riferì quanto le era stato ordinato. Lo Spirito Santo scese improvvisamente su di lui e, trasformatolo da vecchio in uomo nuovo, lo indusse a rispondere con tutta dolcezza: «Donna, serviamo il Signore e salviamo le nostre anime qui nella nostra casa».

«A me pare – soggiunse la moglie – che dovremmo porre come fondamento, per così dire, nella nostra anima la continenza, e poi edificarvi sopra le altre virtù». «Sì, piace anche a me, come precisamente a te», concluse il marito. Vissero molti anni in castità, e poi passarono da questa vita beatamente nello stesso giorno, uno come olocausto del mattino e l’altro sacrificio della sera.

Per un approfondimento cfr. C.-A. Acquadro, Sulle orme di Gesù povero, Assisi 2014, pp. 14,00, euro 12,00.

vd anche
http://www.cristianocattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/etica/pregare-per-il-sinodo-sulla-famiglia-con-chiara-d-assisi.html
 
In data 27 agosto 2014, il Santo Padre ha deciso l’Istituzione di una Commissione speciale di studio per la riforma del processo matrimoniale canonico. In merito a tale decisione si rende noto quanto segue.
 

Istituita per uscire da se stessa

di VÍCTOR MANUEL FERNÁNDEZ

 La chiave della conversione permanente, in tutti i suoi aspetti, per ogni individuo e per l’intera Chiesa, è l’autotrascendenza. «Uscire da se stessi» è una categoria chiave per comprendere il pensiero e la proposta di Papa Francesco, perché, come lui stesso dice, il Vangelo «ha sempre la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé» (Evangelii gaudium, n. 21). È il contrario dell’«autoreferenzialità» che tanto si critica. Si tratta di una categoria antropologica, teologica, spirituale e pastorale, che ha la propria origine nella Trinità stessa.
 

Paura di risorgere

L’identità cristiana si compie per noi solo con la risurrezione, che sarà «come un risveglio». Per questo Papa Francesco ha invitato a «stare con il Signore», a camminare con lui come discepoli, di modo che la risurrezione cominci già qui e ora. Ma «senza paura della trasformazione che avrà il nostro corpo alla fine del nostro percorso cristiano».
 
Siate vicini al popolo, testimoniando a tutti la gioia del Vangelo. E’ l’esortazione rivolta da Papa Francesco ai vescovi consacrati nell’ultimo anno. Un’udienza fraterna, nella quale il Vescovo di Roma ha chiesto ai nuovi presuli di non “essere spenti o pessimisti”, custodi di un “fortino” che si vede “assalito”. Il Papa ha inoltre ammonito i vescovi dal cadere nella tentazione di circondarsi di corti e cordate. Il servizio di Alessandro Gisotti:
 

Il profumo della peccatrice

Il Signore salva «solamente chi sa aprire il cuore e riconoscersi peccatore». È l’insegnamento che Papa Francesco ha tratto dal brano liturgico del Vangelo di Luca (7, 36-50) durante la messa celebrata giovedì mattina, 18 settembre, a Santa Marta. Si tratta del racconto della peccatrice che, durante un pranzo in casa di un fariseo, senza nemmeno essere invitata si avvicina a Cristo con «un vaso di profumo» e «stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo», comincia «a bagnarli di lacrime», poi li asciuga «con i suoi capelli», li bacia e li cosparge di profumo.
 
L’Arcivescovo di Milano: «Il problema non è il peccato ma la condizione di vita di chi ha stabilito un nuovo vincolo» Angelo scola*

Milano Nell’ambito del dibattito sul prossimo Sinodo sulla famiglia convocato da papa Francesco, pubblichiamo in esclusiva un articolo a firma dell’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Nella forma integrale apparirà sul prossimo numero (16/2014) della testata bolognese Il Regno, quindicinale edito dal Centro editoriale dehoniano di Bologna.  
 

Tutte le lingue della Chiesa

«La Parola di Dio oggi si legge in tutte le lingue, tutti hanno il Vangelo nella propria lingua, per leggerlo». È una sottolineatura non di poco conto quella aggiunta da Papa Francesco alla catechesi preparata per l’udienza generale di mercoledì 17 settembre. Arricchendo come di consueto di considerazioni personali la propria riflessione, il Pontefice ha raccomandato ancora una volta ai fedeli di leggere quotidianamente il Vangelo: «ci fa bene» ha assicurato, rinnovando il consiglio di portarne sempre con sé un piccolo esemplare «in tasca» o «nella borsa».
 
Con il documento, ''Esorcismi e preghiere di guarigione'', i vescovi toscani hanno aggiornato la Nota pastorale pubblicata 20 anni fa, dal titolo ''A proposito di magia e demonologia''. Il sociologo Massimo Introvigne: ''Per il Papa il demonio e il maligno sono una presenza reale, ma mai vittoriosa''. E mette in guardia dai pseudoesorcisti, spesso maghi a pagamento. Fondamentale la presenza del sacerdote.

M. Michela Nicolais
 

Laboratorio di annuncio

di NICOLA GORI

Un “laboratorio” dove confrontare le esperienze già in atto e individuare nuovi linguaggi e progetti pastorali per annunciare Cristo nell’era digitale. È questo, nelle intenzioni dei promotori, l’incontro internazionale in programma in Vaticano dal 18 al 20 settembre sul tema «Il progetto pastorale di Evangelii gaudium». Ce ne anticipa contenuti e obiettivi l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

Perché avete scelto la formula dell’incontro e non del convegno?
Il convegno dà l’idea di essere qualcosa di teorico. Desideriamo, invece, far diventare spirito e azione pastorale l’esortazione apostolica del Papa. Questo incontro è nato dalla lettura del documento, che sintetizza molti aspetti del dibattito del Sinodo dei vescovi del 2012 su nuova evangelizzazione e trasmissione della fede. Il Pontefice afferma che questa esortazione apostolica è il programma del suo pontificato.
 

Quando Dio visita

Con la sua testimonianza il cristiano deve mostrare agli altri gli stessi atteggiamenti di Dio che visita il suo popolo: la vicinanza, la compassione, la capacità di restituire la speranza. Lo ha affermato Papa Francesco durante la messa celebrata stamani, martedì 16 settembre, nella cappella della Casa Santa Marta. «Dio ha visitato il suo popolo» è una espressione «che si ripete nella Scrittura», ha fatto subito notare il Pontefice riferendola all’episo dio evangelico della risurrezione del figlio della vedova di Nain raccontato da Luca (7, 11-17).
 

Una vita di studio e di pratica del carisma

ROMA , 16. È morto, domenica scorsa a Roma, all’età di 65 anni, don Silvio Fausto Sassi, superiore generale della Società San Paolo. Nato nel 1949 a Vezzano sul Crostolo, dal 2004 era a capo dei paolini, che quest’anno, insieme a tutta la Famiglia paolina, celebrano il centenario della fondazione, avvenuta ad Alba il 20 agosto 1914 ad opera del beato don Giacomo Alberione. Don Sassi avrebbe guidato paolini e paoline all’udienza speciale che il Papa ha concesso loro per il prossimo 27 nov e m b re . I funerali si svolgeranno a Roma giovedì prossimo, alle ore 11, nella cripta del santuario Regina degli Apostoli.
 

Riflessioni in India sulla serietà delle conversioni

MUMBAI , 16. Il dialogo è l’unica strada per la costruzione della pace e della tolleranza. È quanto ha ribadito l’arcivescovo di Bombay, cardinale Oswald Gracias, in seguito ai casi di riconversione di cristiani alla religione induista avvenuti negli ultimi giorni in India. Casi che, per il porporato, sono «causa di preoccupazione e di introspezione pastorale, e rappresentano un rinnovato richiamo al dialogo nella nostra nazione. Ogni persona gode della libertà di coscienza».
 

La famiglia è una sola

Giuliano Guzzo

Ci siamo. Il progetto avviato mesi or sono, finalmente, è realtà:“La famiglia è una sola” (Edizioni Gondolin), il mio primo libro, è disponibile. Lo si può avere ordinandolo in qualsiasi libreria oppure contattando l’Editore (
 

L’ineludibile sfida della famiglia

ROMA, 15. Il coinvolgimento dei genitori è la «sfida ineludibile» da affrontare in ogni fase dell’iniziazione cristiana. Infatti, oggi più che mai, anche a Roma la famiglia è il «problema dei problemi pastorali». È quanto sottolinea il cardinale vicario Agostino Vallini nella relazione — presentata nella cattedrale di San Giovanni in Laterano questa mattina al clero e in serata ai catechisti e ai collaboratori pastorali — che costituisce l’atto conclusivo dell’annuale convegno diocesano sul tema «Un popolo che genera i suoi figli. Comunità e famiglia nelle grandi tappe dell’iniziazione cristiana». Appuntamento che, come si ricorderà, prima dell’estate — il 16 giugno scorso nell’aula Paolo VI in Vaticano — era stato aperto da Papa Francesco.