Così stanotte il Santo Padre nella Veglia di Preghiera a Krakow: "Noi adesso non ci metteremo a gridare contro qualcuno, non ci metteremo a litigare, non vogliamo distruggere, non vogliamo insultare. Noi non vogliamo vincere l’odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il terrore con più terrore.
 
di SABATINO MAJORANO
Quest’anno la memoria liturgica di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, fondatore dei redentoristi e dottore della Chiesa, acquista un particolare significato. Il 16 settembre di 200 anni fa, infatti, Pio VII lo proclamava beato, proponendolo al popolo di Dio come modello e maestro di santità.
 

Grandezza della libertà e della verità

di RINO FISICHELLA

«Dopo i primi minuti che ascolto una relazione incomincio ad arricciare il naso e penso dove il conferenziere vuole andare a parare. Con lei non è successo, sono rimasto in ascolto per tutto il tempo e condivido tutto quanto ha detto. Grazie!».
 
In Francia, è stato rinviato a giudizio uno dei tre fermati per presunti coinvolgimenti nell’attentato di Rouen, in cui è stato ucciso l’86 enne padre Hamal. Aveva nel suo telefono il video in cui i due attentatori giuravano fedeltà al cosiddetto Stato islamico. Intanto, ha raggiunto anche l’Italia l’annuncio del Consiglio francese del culto musulmano di invitare i fedeli islamici di recarsi in Chiesa a seguire la messa domani. “Un segno molto bello, enorme, lo aspettavamo”, ha commentato mons. Bruno Forte, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, mentre un’iniziativa analoga si svolgerà domani nelle Chiesa di Notre Dame de Sion di Trieste. “Un gesto che mette fuori gioco chi vuole dividere, chi vuole una strategia del terrore”, ha affermato il  portavoce della Cei, don Ivan Maffeis, che è stato raggiunto telefonicamente a Cracovia da Michele Raviart:
 

Prodigi della misericordia

La presentazione del Pontefice a un dizionario teologico e pastorale

La pubblicazione del Dizionario Teologico-Pastorale Peccato — Misericordia — Riconciliazione, sapientemente curato dalla Penitenzieria Apostolica, è un contributo importante proprio in questo Giubileo della Misericordia. Questa opera consente al lettore di compiere un itinerario di approfondimento circa il cammino dell’uomo, il quale sperimenta il conforto della benevolenza divina, che lo rigenera dopo l’esperienza dello smarrimento e del pentimento.
 

La quinta catechesi

Nell’Arcivescovado di Kraków il Santo Padre Francesco ha pranzato oggi con il Card. Stanisław Dziwisz e 12 giovani volontari della GMG di varie nazionalità: un ragazzo e una ragazza per ciascun continente più un ragazzo e una ragazza di nazionalità polacca, in rappresentanza di tutti i partecipanti alla XXXI Giornata Mondiale della Gioventù.

«Una vera e propria catechesi»: è unanime il giudizio dei dodici giovani — un ragazzo e una ragazza da ciascun continente, più due polacchi — che hanno pranzato con Francesco al suo rientro in arcivescovado, nella tarda mattinata di sabato 30 luglio.
 
La recrudescenza di terrore islamista rischia di vanificare gli sforzi per la coabitazione pacifica

di Mirko De Carli

Itragici attentati di Francia e Germania hanno prodotto in Europa due atteggia menti: uno guerriero e uno sentimen- - tale. I terroristi che hanno compiuto gli attentati erano conosciutissimi dalla polizia, dai servizi segreti, eppure hanno fatto quello che hanno voluto. La nostra gente allora è diventata “guerriera”: attuare un sistema di sicurezza preciso, controllare i confini, rifiutare tutti i migranti, maledire tutte le proposte di integrazione.
 

SE L’ARTISTA SI VANTA DEI SUOI TRE ABORTI

di Gianfranco Amato

Marina Abramovic, giunta alla veneranda età di settant’anni, si è autodefinita la «nonna - della performance art». Sì, in inglese suona un po’ più elegante – “grandmother of permormance art” – ma il concetto è sempre quello.
 

Pietà, Signore, per tanta crudeltà

La visita dei pontefici al campo di sterminio per antonomasia sta diventando una tappa obbligata dei pontificati, da Giovanni Paolo II in qua. Non solo il bilancio dell’operato della Chiesa in quel frangente storico, ma la più vasta e radicale questione di Dio di fronte al dolore innocente si pone in quel luogo. Papa Francesco ha scelto di vivere la sua visita nel silenzio

di Claudia Cirami

L’orrore era inondato della luce cal da del mattino. Non solo le tenebre della notte ma anche la luce del - giorno ha assistito muta, più di settant’anni fa, alla tragedia dell’Olocausto. Il sole splende anche quando Papa Francesco muove i suoi passi affaticati lungo la via dolorosa che passa attraverso i regni dell’odio e della morte. Auschwitz, Birkenau: nomi che, da soli, ormai comunicano tutto quello che per pochi anni hanno celato e poi hanno rivelato e rivelano ancora. Papa Francesco è stato lì, pellegrino della memoria, ed ha voluto entrare ed uscire a piedi da quel cancello, che apre le porte di Auschwitz, su cui continuerà a mentire la scritta “Il lavoro rende liberi”.
 

Saluto e augurio verso il #Perdono di Assisi

 È ben noto come nacque la pia consuetudine del “perdono di Assisi”, quando Onorio III concesse al Poverello «ampio e
generoso perdono». Mentre ci avviciniamo al 2 agosto, vogliamo offrire uno spunto di riflessione che permetta di cercare nella propria vita le tracce di quanto ci allontana dalla Grazia. Sono le tracce della “philautía”, che ha molte e molte declinazioni


Filautia, l’origine dei mali, ed i bisogni fondamentali – prima parte

“Voglio mandarvi tutti in Paradiso” non c’è affermazione più identificativa di San Francesco e, nel contempo, non c’è vetta mistica più grande della preghiera dell’Absorbeat.Vero antidoto alla Filautia.
 

Abbiamo bisogno di un’Europa più cristiana

Il presidente della Cei e Arcivescovo di Genova invita a ritrovare le radici: «Serve un Continente più umanistico, non penso alla rinascita del confessionalismo»

di Paolo Conti  © www.corriere.it - 27 luglio 2016

Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana: cosa ha provato sapendo del barbaro omicidio di Padre Jacques Hamel mentre celebrava la Messa?
«Direi cosa si prova anche di fronte a ciò che sta accadendo a ripetizione… C’è, preoccupante ed evidente, il progetto di un salto di qualità del terrorismo per far credere che ci sia una guerra tra religioni. Questo conflitto tra fedi non c’è, non esiste. Resta il pericolo che in tanti possano crederlo. A mio avviso occorre reagire su un duplice livello. Il primo, immediato, è chiedere un aiuto significativo al mondo musulmano».
 

Dove inizia il traffico di esseri umani

di FAUSTA SPERANZA

«Siamo solo all’inizio e devono aprirsi tanti occhi che ancora non vogliono vedere». Con queste parole suor Eugenia Bonetti, responsabile del settore “Tratta donne e minori” dell’Unione superiore maggiori d’Italia e fondatrice dell’associazione Slaves No More, spiega che c’è tanto e tanto lavoro da fare contro lo sfruttamento a fini sessuali o di lavoro forzato, perché i trafficanti sono «abilissimi ed espertissimi nel cambiare le strategie » ma soprattutto perché «ci sono falle nella cultura dominante che aiutano proprio chi fa affari con la tratta».
 
Sodoma e Gomorra sono distrutte non tanto per punire i peccatori, perché il salario del peccato è la morte, ma per dire no, deciso, al peccato.
Chiamare il peccato per nome, ed aiutare così, veramente, i fratelli. Questo è creare ponti e vera Misericordia. Questa è vera attenzione al fratello. Cercare fino all'ultimo germi di bene ma chiamare il male come tale. Purtroppo in Sodoma e Gomorra questi germi di bene non si sono trovati. E' la drammatica ineluttabilità e il rischio di alcune scelte della libertà umana.
Ma ascoltiamo Papa Benedetto XVI in una sua udienza del 2011 e poi il Santo Padre, papa Francesco:

 
Commozione, intensità. Sono i sentimenti con i quali gli ebrei italiani hanno vissuto i momenti di Papa Francesco nel campo di Auschwitz, immagini che hanno colpito per la forza del silenzio. Francesca Sabatinelli ha intervistato Noemi Di Segni, presente dell’Ucei, Unione delle comunità ebraiche italiane:
 
“Ora che in Europa le Chiese vengono colpite e i sacerdoti trucidati esattamente come accade in Medio Oriente, non è più possibile distogliere lo sguardo dalla persecuzione cristiana. Ora che la jihad bussa alle nostre porte, la mancata conoscenza del dramma vissuto dai nostri fratelli nella fede in tutto il mondo, non può essere più perdonata”. Lo afferma la Fondazione di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs), all’indomani dell’uccisione di padre Jacques Hamel nella chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray in Francia, annunciando la propria presenza dal 19 al 25 agosto al meeting di Rimini con una rassegna di 400 metri quadri sulla persecuzione anticristiana dal titolo:
 

Senso e significato del #martirio cristiano

Per i martiri non si prega, per i martiri si rende grazie, e si supplica che il loro olocausto cruento sia sufficiente a “completare ciò che manca ai patimenti di Cristo”. Il paradosso nel paradosso: forse più della conversione, il martirio è “il caso serio” del cristianesimo, e nel suo raffigurare al massimo livello “la follia della croce” diventa incomprensibile a ogni sapienza e a ogni prudenza umana. E le svela, in ultima analisi, per un calcolo miope e meschino

di Claudia Cirami

Ancora una volta un anziano uomo di Dio si è accasciato a terra, lambito dal suo stesso sangue. Ancora una volta una vita lunga, ormai quasi al tramonto, è stata brutalmente strappata. Ancora una volta quella parola, “martirio”, che è sangue e luce, dolore e vita, è risuonata sulle labbra dei cristiani di tutto il mondo, prima ancora che giunga la conferma della Chiesa.
 

Il sangue e la carità

di INOS BIFFI

La pietà ecclesiastica popolare assegna in modo particolare il mese di luglio alla memoria e al culto del sangue di Gesù. Vi dedichiamo alcuni p ensieri. Sia l’antica sia la nuova alleanza vennero sancite nel sangue: la prima alleanza nel sangue «di tori e di capri » (Ebrei, 10, 4), ripetutamente offerto perché inidoneo a eliminare i peccati; la seconda «una volta per tutte» (Ebrei, 9, 28: 10, 10) con l’effusione del sangue di Cristo, mediatore della nuova alleanza, capace di cancellare i peccati di tutto il mondo e di santificarlo in modo definitivo. Ogni tempo e ogni età hanno bisogno di quel sangue, a cui soltanto si può attingere la salvezza.
 

Dal sangue del giusto Abele

Pubblichiamo un articolo uscito su «La Croix» del 23-24 luglio.

di FRÉDERIC BOYER

Bossuet scrive che la morte di Abele per mano di suo fratello Caino costituisce la “prima azione tragica” dell’umanità. Prima morte, primo omicidio, prima tragedia. Come è potuta l’umanità degli esordi giungere così rapidamente a un simile disastro? si chiedeva già il Midrash. Il racconto biblico dell’assassinio è particolarmente ellittico: «Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise» (Genesi, 4, 8). Non si sa né esattamente perché né come.
 
Ripartire dall’altro. Il cardinale Jean-Louis Tauran, dopo la barbara uccisione di padre Hamel in Francia, indica la strada per superare follie ed estremismi che stanno seminando violenza, odio e divisioni nel mondo. Ascoltiamo il presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso al microfono di Manuella Affejee:
 
Un popolo con una fede ancora radicata: il 92% dei polacchi si dichiara cattolico, il 40% va a Messa tutte le domeniche. Sono 153 i vescovi, 30 mila i sacerdoti e più di 20 mila le suore. Questi alcuni numeri della Chiesa in Polonia che si appresta ad abbracciare Francesco, terzo Papa a visitare il Paese dell'Est europeo. (© Radio Vaticana)

Seguono tutti i discorsi in ordine di emissione:
 

Le due parole censurate a #Letizia Leviti

Il videomessaggio di addio della giornalista di Sky è quello che ci si aspetterebbe da una collega che fosse in procinto di lasciare questo mondo e volesse salutare con “i ferri del mestiere”; d’altro canto non si può frenare la meraviglia quando si vede che questi saluti diventano occasione per un messaggio profondo e intimo. Dispiace quindi che dappertutto lo ritaglino

di Davide Vairani

Tutti ci siamo commossi guardando il video della giornalista Letizia Leviti su Skytg24. andato in onda il giorno della sua morte. Solo audio registrato da lei stessa poco prima di spegnersi a soli 45 anni dopo una malattia che l’ha tormentata negli ultimi anni.
 
Da una parte la civiltà che vola sulle frontiere e unisce i popoli, dall’altra l’odio che semina morte

di Giovanni Marcotullio

Ieri mattina due eventi hanno mostrato le vette e gli abissi dell’anima umana, entrambi sono stati caratterizzati dalla comunicazione in lingua francese e da un nesso col mondo arabo. Il primo è stato l’atterraggio, ad Abu Dhabi (Emirati Arabi), di Solar impulse 2, l’aereo che ha fatto il giro del mondo alimentato unicamente dalla luce del sole: era ancora buio e quel gioiello di tecnologie e di energie rinnovabili (che ha pure imparato a conservare sufficiente energia da restare in volo l’intera notte anche in assenza del sole), pilotato dai due padrini del progetto, planava come una piuma sulla pista d’atterraggio.
 

#Armenia, 101 anni dopo il 'grande male'

Quando si parla di “genocidio armeno”, poco si dice su quelle che in un certo senso furono le prove generali, avvenute in anni precedenti: una serie di massacri che mostrano come l’ostilità nei confronti degli armeni non fosse piovuta dal cielo nel 1915. Parte del tema storiografico odierno è: quanta consapevolezza ebbe del genocidio la comunità internazionale dell’epoca? E cosa significa l’ostinato negazionismo del governo turco a proposito?

di Claudia Cirami

Chi incontra sulla sua strada il genoci dio armeno non lo dimentica più. Chi tocca, annusa, sprofonda nel ricordo - dell’orrore, e con i testimoni, le foto, le storie, gli approfondimenti si immerge in quel mare di odio per un popolo finisce per domandarsi come abbia potuto fino ad ora lasciare che le due parole – “genocidio armeno” – fossero soltanto occasione di generica condanna, contribuendo blandamente con un’adesione formale, priva di una partecipazione reale.
 
Le caselle della “finestra di Overton” si dischiudono una dopo l’altra: la pedofilia diventa “tendenza”

di Giuseppe Brienza

Il ruolo manipolatorio dei professionisti della psiche che sta emergendo dal bu siness statunitense dell’utero in affitto, - tollerato dall’American psychological Association (APA), ha già imposto di rivolgere, in chiave “preventiva”, un paio di domande all’Ordine degli Psicologi italiano. In particolare, senza ricevere finora rispoosta, il direttore di questo giornale ha domandato: «come descrivereste il comportamento degli psicologi americani che a pagamento accompagnano una donna che ha affittato l’utero cercando quotidianamente di convincerla che il suo rapporto con il bambino è solo il rapporto che si deve avere con una merce che deve essere prodotta e consegnata agli acquirenti? Più in generale, quale posizione ha l’Ordine degli Psicologi rispetto alla pratica disumana ed illegale in Italia dell’utero in affitto?» (Mario Adinolfi, Psicologi, due domande all’Ordine, in “La Croce quotidiano”, 22 luglio 2016, p. 1).
 

Il silenzio di Auschwitz

di ABRAHAM SKORKA

Nella nostra ultima conversazione Papa Francesco mi ha spiegato che nella sua visita ad Auschwitz ha scelto di esprimersi attraverso il silenzio. Forse perché tutto quello che aveva da dire lo ha già detto nel suo messaggio allo Yad Vashem, a Gerusalemme, e nelle parole che ci siamo scambiati nel nostro incontro a Buenos Aires, poi riprese nel libro Il cielo e la terra (2010).
 

Ritorno all’inizio

di STANISŁAW DZIWISZ*

Tre anni fa, il 28 luglio 2013, alla fine della celebrazione eucaristica che coronava la giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro, con grandissima commozione abbiamo ascoltato le parole di Papa Francesco: «Cari giovani, abbiamo l’appuntamento per la prossima giornata mondiale della gioventù, nel 2016, a Cracovia, in Polonia. Per l’intercessione materna di Maria, chiediamo la luce dello Spirito Santo sul cammino che ci porterà a questa nuova tappa di gioiosa celebrazione della fede e dell’amore di Cristo». Da quel momento la Chiesa polacca, e in particolare la Chiesa di Cracovia, ha cominciato a vivere intensamente l’evento, che fa parte della missione della Chiesa universale dei nostri tempi. E io, nell’ascoltare le parole del Pontefice in terra brasiliana, mi sono reso conto che in certo senso si tornava al punto di partenza.
 
PARIGI, 26. Dolore e orrore per la «violenza assurda», condanna radicale «di ogni forma di odio», preghiera per le persone colpite. Sono questi i primi sentimenti espressi da Papa Francesco, tramite il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, di fronte all’ennesimo episodio di terrore jihadista che ha colpito la Francia a meno di due settimane dalla strage di Nizza del 14 luglio. Due uomini armati di coltelli hanno fatto irruzione questa mattina in una chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, nei pressi di Rouen, mentre si stava celebrando la messa, e hanno ucciso un vecchio sacerdote, sgozzandolo, dopo averlo preso in ostaggio insieme a due suore e tre fedeli.
 
Sono stati uccisi dalle teste di cuoio i due uomini che stamattina, in Francia, in una chiesa nei pressi di Rouen, in Normandia, avevano preso in ostaggio alcune persone, due delle quali sgozzate, l'anziano parroco, morto subito, e un fedele. Francesca Sabatinelli
 
"Esprimiamo soddisfazione per l'iniziativa di Regione Lombardia. Finalmente il soggetto sociale più importante e più maltrattato del nostro Paese, la famiglia, avrà un luogo di ascolto e di sostegno concreto". Così Massimo Gandolfini, Presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli commenta l'istituzione dello Sportello Famiglia istituzionale che entrerà in funzione a settembre.
 

Con Pietro e imitando Maria

di PAOLO MARTINELLI

La recente lettera della Congregazione per la dottrina della fede Iuvenescit ecclesia, indirizzata ai vescovi della Chiesa cattolica sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa, costituisce un intervento magisteriale di grande rilievo teologico ed ecclesiale. Infatti, dalla buona relazione tra i doni gerarchici e carismatici dipende l’effettiva dinamicità della comunità ecclesiale e la sua incisività missionaria.