A un mese dalla visita che Papa Francesco farà alle istituzioni europee il 25 novembre, a Strasburgo c'è grande attesa. L’invito è partito dal parlamento dell’Unione Europea ma poi è stato fatto proprio anche dal Consiglio d’Europa e dunque il Papa si recherà a parlare a entrambi le Assemblee. Da pochi giorni è arrivato il nuovo Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, mons. Paolo Rudelli, che succede a mons. Aldo Giordano. Alla nostra inviata a Strasburgo, Fausta Speranza, che l’ha incontrato, mons. Rudelli ha innanzitutto sottolineato quanto la visita di Francesco rappresenti un dono particolare a inizio del suo mandato:
 

Attesa e speranza

I cristiani sono chiamati a essere uomini e donne di speranza, uniti dalla certezza di un Dio che non abbandona. Lo ha ricordato Papa Francesco nel corso della messa celebrata a Santa Marta martedì 21 ottobre . Commentando la liturgia del giorno e il Vangelo di Luca (12, 3538) nel quale Gesù invita i suoi discepoli a essere come i servi che attendono vigili il ritorno del padrone dalle nozze, il Pontefice ha chiesto: «Ma chi è questo signore, questo padrone, che viene da quella festa di nozze, che viene a notte alta?».
 

Francesco in Turchia dal 28 al 30 novembre

Papa Francesco si recherà in Turchia dal 28 al 30 novembre. Lo ha annunciato stamane, martedì 21 ottobre, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, spiegando che il Pontefice «accogliendo l’invito del presidente della Repubblica, di Sua Santità Bartolomeo I e del presidente della Conferenza episcopale», visiterà Ankara e Istanbul.
 

Per la prima volta la memoria di san Giovanni Paolo II

Mercoledì 22 ottobre la Chiesa celebra per la prima volta la memoria liturgica di san Giovanni Paolo II . Il decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, che ha iscritto nel calendario liturgico la data dell’insediamento di Papa Wojtyła, è stato emanato il 2 aprile 2011 in vista della beatificazione del successivo 1° maggio.
 

Il test della moralità cristiana

di HUMBERTO MIGUEL YÁÑEZ

La teologia morale preconciliare distingueva — basandosi su un’esegesi parziale del testo di Matteo, 19, 16-22 — tra la morale dei laici e la morale dei religiosi: la prima consisteva nell’osservare i comandamenti; la seconda includeva anche i cosiddetti “consigli” evangelici, tra cui c’era la povertà. Una proposta di questo tipo abbassava il livello della moralità dei laici a un’etica minima, e i religiosi vivevano la povertà in un certo senso fuori del mondo, senza un confronto critico, come una faccenda loro.
 

Per uno Stato di diritto basato sui principi della giustizia

Pubblichiamo la traduzione italiana dell’intervento pronunciato il 13 ottobre a New York dall’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, al sesto comitato della 69ª sessione dell’Assemblea generale.
 

Madri senza speranza

ROMA, 21. Ogni giorno nel mondo ottocento madri perdono la vita durante il parto, e di queste oltre la metà sono africane. Più di quattrocento neonati, di conseguenza, restano orfani nel continente. Scarsa prevenzione, distanze enormi da coprire per arrivare a un ospedale, mancanza di informazione, scarsità di operatori sanitari sono le cause principali che spiegano il divario tra l’Africa e i cosiddetti Paesi sviluppati.
 
Mercoledì 22 ottobre 2014 alle ore 18,30 presso la Chiesa di San Francesco a Ripa Grande di Roma vi sarà la chiusura del IV Centenariodella nascita di san Carlo da Sezze.

Monsignor Mario Crociata, vescovo di Latina-Sezze, presiederà la solenne celebrazione eucaristica al termine della quale il gruppo Vocalia Consort terrà il concerto La musica sacra ai tempi di san Carlo da Sezze.

In questo centenario si è approfondito soprattutto il legame tra san Carlo da Sezze la vicenda di san Giovanni XXIII.
 
Riceviamo da S. Ecc. za mons. A. Marchetto e volentieri rilanciamo

(di Fausto Gasparroni) (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT - Ma quale Papa indeciso, tormentato, lacerato dai dubbi? Questi sono "cliches, pregiudizi, impressioni superficiali, modi di dire che si tramandano senza approfondimento".
Insomma, "un falso". L'arcivescovo Agostino Marchetto, uno dei massimo studiosi del Concilio Vaticano II - secondo papa Francesco ne è "il miglior ermeneuta" -, parlerebbe per ore di Paolo VI. E in un colloquio con l'ANSA, alla vigilia della beatificazione (domani mattina in piazza San Pietro), spiega che "dimostrazione ne fu la lettera inviata alle Brigate Rosse e la celebrazione in morte di Aldo Moro, a San Giovanni in Laterano, che fecero scoprire l'umanità di Giovanni Battista Montini, mai veramente conosciuta dal gran pubblico, velata com'era dalle polemiche e dalla scarsa comunicatività del Papa con le masse".
 

Il matrimonio in cui crediamo

ROMA , 20. «Il matrimonio in cui crediamo» è il titolo del documento che l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana ha pubblicato in seguito alla trascrizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso, avvenuta sabato scorso in Campidoglio. «La notizia ci sorprende — si legge nella nota — perché oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico, suggerisce un’equivalenza tra il matrimonio e altre forme che a esso vengono impropriamente collegate. Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma, non è accettabile.
 

L’obbligo morale di dire basta

Il cardinale segretario di Stato al concistoro sul Medio oriente

Prima di tutto vorrei ringraziare vostra Santità per l’opportunità che mi è stata concessa di parlare in questo concistoro dedicato al Medio oriente, all’indomani della chiusura della III assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi. Come è noto, dal 2 al 4 ottobre scorso sono stati convocati in Vaticano, per desiderio del Santo Padre, i rappresentanti pontifici presenti nel Medio oriente per riflettere sulla drammatica situazione che da tempo si vive nella regione. Attraverso questo incontro, il Santo Padre ha voluto manifestare la sua vicinanza e la solidarietà di tutta la Chiesa verso le persone che soffrono le conseguenze dei conflitti in atto. Particolare attenzione è stata dedicata ai cristiani e agli altri gruppi che sono perseguitati a causa del loro credo religioso, specialmente in alcune zone dell’Iraq e della Siria, da parte del cosiddetto “Stato islamico”.
 

La signoria di Dio

Ha certamente meditato e pregato a lungo Papa Francesco nel preparare l’omelia della grande concelebrazione con la quale si è conclusa la terza assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi. Messa che si è aperta con la beatificazione di Giovanni Battista Montini, «coraggioso cristiano» che dal 1963 al 1978 è stato vescovo di Roma con il nome di Paolo VI , presenti — insieme a rappresentanti di altre confessioni cristiane e a una delegazione di credenti musulmani — n u m e ro s i s simi fedeli, i presidenti di tutti gli episcopati del mondo, metà del collegio cardinalizio e Benedetto XVI , l’amato predecessore che il Pontefice ha abbracciato con visibile affetto all’inizio e alla fine della messa.
 
Mons. Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, è intervenuto nuovamente alla 69.ma sessione dell’Assemblea generale dell’Onu. Diversi i temi in discussione dalla condizione dei bambini al clima e alla cooperazione internazionale. Ce ne parla Benedetta Capelli:
 
Due grandi eventi per la Chiesa universale sono stati suggellati dalla Messa celebrata stamane da Papa Francesco in Piazza San Pietro, affollata da 70 mila fedeli di ogni parte del mondo, presente sul sagrato il Papa emerito Benedetto XVI: la conclusione del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia e la Beatificazione del Servo di Dio, Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini. Per dono dello Spirito Santo - ha detto Francesco nell’omelia - si è lavorato nel Sinodo con “vera libertà e umile creatività”, per “riaccendere la speranza in tante gente senza speranza”. Poi un grazie ripetuto a Paolo VI, per il suo ministero coraggioso, saggio e lungimirante. All’Angelus il richiamo all’odierna Giornata missionaria mondiale. Il servizio di Roberta Gisotti:

 
Aprite il giornale ogni giorno e vedrete le orme del diavolo nel nostro mondo: disillusione, sfiducia, scoraggiamento, disonestà, indifferenza.

Per sconfiggere il nemico bisogna capirlo. Gli eserciti lo sanno bene; è per questo che inviano spie nelle linee nemiche. Scoprono quanti soldati ci sono, di quali armi dispongono, le loro debolezze e il loro piano d'attacco.
 
Il Santo Padre Francesco ha ricevuto oggi in udienza il Primo Ministro della Repubblica Socialista del Vietnam, Sua Eccellenza Nguyên Tân Dũng. Successivamente, il Primo Ministro si è incontrato con il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, accompagnato da S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
 

Card. Napier: abbiamo raggiunto visione comune

“Abbiamo raggiunto un punto importante, con questo documento finale”, “una visione comune”: è quanto afferma ai microfoni della Radio Vaticana il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban (Sud Africa), membro della Commissione che ha lavorato alla stesura della Relazione finale.
 

Marino registra nozze gay. Cei: "arbitraria presunzione"

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha ufficialmente aperto oggi i registri comunali alla registrazione delle unioni omosessuali celebrate fuori dell’Italia. Il ministro dell’Interno Alfano e il prefetto di Roma Pecoraro ne hanno chiesto la cancellazione perché, affermano, l’atto è illegale. Per la Cei "una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile. Anche il settimanale diocesano “Roma Sette” parla di “mistificazione” di sapore “demagogico”. Il servizio di Alessandro De Carolis:
 

La grande confusione delle "unioni civili"

Massimo Introvigne - www.lanuovabq.it

Il fatto che il Sinodo dei vescovi - anche nella relazione che riassume i lavori della prima settimana - insista sull'accoglienza delle persone omosessuali, menzionando pure che dal «prezioso» mutuo sostegno che due persone omosessuali si danno derivano diritti e doveri, ha portato alcuni vescovi italiani - da monsignor Mogavero al cardinale Scola, ognuno evidentemente con il suo stile e le sue idee - a intervenire con aperture di varia natura alle «unioni civili» tra persone dello stesso sesso, purché non le si chiami «matrimonio». Chi legge i giornali ha l'impressione che i vescovi, Renzi, Berlusconi ormai remino tutti nella stessa direzione. Ma non è proprio così, e un minimo di chiarezza è obbligatorio.
 
Certi giornalisti, scrittori, anche i cosiddetti vaticanisti, da troppo tempo continuano a contrapporre i vari pontefici, soprattutto quelli del dopo Concilio Vaticano II. Spesso si fanno passare per progressisti, poi per tradizionalisti, per conservatori, per innovatori, per reazionari o addirittura per rivoluzionari. Difficilmente cercano di sforzarsi di vederli si come riformatori ma anche soprattutto come continuatori che si passano il testimone per guidare al meglio la Chiesa che fu di Nostro Signore Gesù Cristo.