Storia non è nostalgia

di GRAZIA LOPARCO

Nelle società occidentali l’attenzione verso l’azione delle congregazioni religiose è scarsa, anche perché la loro presenza si riduce per diminuzione di vocazioni e mezzi. E questo disinteresse per l’oggi coinvolge anche la loro storia, anche se bisogna ammettere che le congregazioni di vita attiva, per tanto tempo, non hanno curato la propria documentazione e rappresentazione narrativa perché i membri erano molto intenti a una carità operosa verso le persone, che non lasciava campo a interessi più sofisticati.
 

Il luogo della misericordia

L’assemblea eucaristica è il luogo della misericordia: essa dovrebbe essere dunque «un luogo dove tutti si sentano a casa»: migranti, fedeli in situazione matrimoniale irregolare, persone disabili, malati, poveri, anziani, bambini. È l’esortazione, in estrema sintesi, contenuta in un lungo intervento che il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), ha pronunciato mercoledì a Orvieto in occasione della 65ª Settimana liturgica nazionale organizzata dal Cal (Centro azione liturgica).
 

Il dovere di fermare l’aggresore

Dichiarazione dei Vescovi tedeschi sulla situazione in Iraq

BERLINO, 27. «Il terrore in Iraq deve essere fermato e agli sfollati deve essere data la possibilità di rientrare al più presto nelle proprie case»: lo scrive in una dichiarazione il Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca, che si sofferma anche sulla fornitura di armi ai peshmerga curdi per contrastare l’avanzata dei jihadisti dell’Is. Se un’azione militare, compresa la fornitura di armi, non è automaticamente un mezzo per garantire la pace e la sicurezza — afferma in sostanza la nota — in alcune circostanze, quando sono in gioco «lo sterminio di interi gruppi etnici e gravi violazioni dei diritti umani», la comunità internazionale ha il dovere di fermare in qualche modo l’aggressore ingiusto «per scongiurare crimini peggiori».
 
Oltre 10mila pellegrini ha partecipato stamani in Piazza San Pietro all’Udienza generale nel giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Monica, madre di Sant'Agostino. “Ogni volta che rinnoviamo la nostra professione di fede recitando il ‘Credo’ – ha esordito Papa Francesco - noi affermiamo che la Chiesa è «una» e «santa». È una, perché ha la sua origine in Dio Trinità, mistero di unità e di comunione piena. La Chiesa poi è santa, in quanto è fondata su Gesù Cristo, animata dal suo Santo Spirito, ricolmata del suo amore e della sua salvezza. Allo stesso tempo, però, è santa ma composta di peccatori, tutti noi, peccatori, che facciamo esperienza ogni giorno delle proprie fragilità e delle proprie miserie. Allora, questa fede che professiamo ci spinge alla conversione, ad avere il coraggio di vivere quotidianamente l’unità e la santità e se noi non siamo uniti, se non siamo santi, è perché non siamo fedeli a Gesù. Ma Lui, Gesù, non ci lascia soli, non abbandona la sua Chiesa! Lui cammina con noi, Lui ci capisce. Capisce le nostre debolezze, i nostri peccati, ci perdona, sempre che noi ci lasciamo perdonare, no? Ma Lui è sempre con noi, aiutandoci a diventare meno peccatori, più santi, più uniti”.

© www.radiovaticana.org - 27 agosto 2014

Qui il testo completo dell'Udienza
Udienza generale 27 agosto 2014
 
"Custodire l'umano. Il bene della famiglia”: è il tema del Convegno di tre giorni, promosso della Cooperativa Frate Jacopa, al via oggi a Bellamonte in Val di Fiemme. Ad inaugurare l'evento, mons. Mario Toso, segretario del dicastero vaticano “Giustizia e Pace”. Al convegno interviene anche mons. Sergio Nicolli, parroco a Rovereto e già direttore dell’ufficio Cei per la famiglia, sul tema “La fragilità della famiglia, luogo di grazia”. Al microfono di Alessandro Gisotti, mons. Nicolli illustra i punti salienti del suo intervento:
 
Con la presente segnaliamo l'opera già terminata dei Ritornelli Salmodici per la S. Messa anno B
un sussidio per tutti gli operatori della liturgia e i singoli fedeli che desiderano vivere meglio questa parte della Mensa della Parola.

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qui il preview
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segue estratto del testo dell'introduzione in accompagnamento all'intera opera:

"... Pertanto – e veniamo a noi – questo percorso sui ritornelli salmodici della S. Messa della domenica e delle feste e solennità ha proprio questa funzione:
fare lode, adorazione e memoria. Fornire all’assemblea e ai singoli un tema di lode che ritmi la domenica e la settimana.

... Non solo rispondiamo con la preghiera cantata e/o recitata alla Parola di Dio ascoltata nella prima lettura, ma impariamo a pregare...
Il salmo responsoriale è dunque una scuola di preghiera.
Ci aiuta, durante la giornata e la settimana, nel fare memoria che Dio è Dio, che Dio ci ama, che Dio ci salva. E suscita in noi – cosa fondamentale – la preghiera con la Parola di Dio. Ci educa e forma la preghiera personale.
San Francesco, riflettendo nell’incarnazione, ricordava che il seno di Maria fu reso capace di contenere l’incontenibile grazie allo Spirito Santo. Pertanto ricordava che Dio in noi riceve Dio nell’Eucarestia. (FF. 143-144)
Allo stesso modo potremmo dire che la preghiera infallibile è quella che facciamo a Dio con la Sua Parola. La parola dei salmi appunto.
La sapienza della Chiesa ha utilizzato questo criterio giornaliero nella preghiera della Liturgia delle Ore, dell’Ufficio Divino.
La stessa sapienza della Chiesa propone il criterio nella Santa Messa con il Salmo responsoriale.
Potremmo senza alcun dubbio ribadire che il salmo responsoriale è un laboratorio di preghiera."

Il testo dell'introduzione completo è presente qui
http://www.cristianocattolico.it/catechesi/liturgia/ritornelli-salmodici-per-la-santa-messa-anno-b.html


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Riprendiamo i nostri temi “caldi” degli avvenimenti storici attraverso i quali tanti pseudo storici e gazzettieri per troppo tempo hanno infangato la Sposa di Nostro Signore, cioè la Chiesa. Leggendo e commentando l’ottimo testo-sintesi di Hasemann, “Contro la Chiesa”, edizioni San Paolo (2009), ci siamo lasciati con il fenomeno cataro, dove uomini e donne rifiutavano tutto ciò che era mondano e materiale e viveva nella povertà e sobrietà. Questa gente era ammirata perché sembrava più coerente dei preti intemperanti e corrotti della Chiesa romana. “In alcune regioni il catarismo, nonostante la radicalità della sua dottrina (o forse proprio per questo), si trasformò in un vero e proprio movimento popolare e assunse la fisionomia di un’autentica psicosi di massa”. Peraltro, l’estremismo rituale dei catari, in particolare quello del suicidio, fu apprezzato dai nazisti, da Himmler e da Otto Rahn, che ne sottolinea i modi preferiti dei catari per darsi la morte. Infatti per Hasemann, “il catarismo era una religione della morte, del disprezzo per la vita, e fu proprio questo aspetto a renderla così attraente agli occhi degli ideologi del Terzo Reich”.
 

San Francesco e la sua rete social

di EGIDIO PICUCCI

«Francesco ha inventato una rete ampia quanto il mondo, una vera e propria web, usando i suoi frati per raggiungere la gente del suo tempo. Essi divennero una cassa di risonanza moltiplicativa delle sue parole, affinché potessero ancora camminare tra la gente annunciando agli uomini la buona notizia e regalando loro il buon profumo della Parola di Dio».
 

Dietro Agostino

di INOS BIFFI

«Mi partorì con la carne a questa vita temporale — dichiara Agostino parlando di sua madre — e col cuore alla vita eterna». Non si comprende la vita di Agostino disgiunta da quella di Monica. Anzitutto troviamo Monica, nel cui cuore si avvertiva la presenza del Signore, come sposa fedele di un marito infedele, sopportato con pazienza e alla fine portato a conversione. Governava santamente la sua casa, allevando i suoi figli partorendoli tante volte, quante li vedeva allontanarsi dal Signore (Confessioni, 9, 9, 22).
 

A proposito dell'ex nunzio mons. Wesolowski

Mons.  Wesolowski ha proposto recentemente appello - entro il termine prescritto di due mesi -  alla sentenza canonica di primo grado di condanna alla dimissione dallo stato clericale. Il relativo giudizio presso la Congregazione della Dottrina della Fede è previsto in tempi brevi, nel corso delle prossime settimane (probabilmente in ottobre).
 
A cura di Cristina Carturan

Nell'onda ideologica che colpisce i paesi occidentali e anche la nostra Italia segnaliamo il disegno di legge sull’omofobia, in discussione alla Provincia di Trento (primo firmatario: Mattia Civico); al seguente indirizzo il testo e tutti gli aggiornamenti
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attivita/atti-politici/archivio/Pages/Disegno%20di%20legge%20n.%2011XV%20di%20iniziativa%20consiliare_367115.aspx?zid=f1bb77e5-038f-4f24-99a0-1fee2b9bc01a

Si invita alla presa di coscienza di questo recente atto ideologico su una definizione totalmente creata a tavolino, quella di "omofobia", per bypassare, come secondo step, come legittimi, alcune visioni antropologiche illeggittime per diritto quali il "matrimonio" tra persone omo-affettive e l'adozione in una "coppia" omo-affettiva.

 

Cuore grande e mente aperta

CUNEO, 25. Era il 20 agosto 1914 quando don Giacomo Alberione, insieme a due adolescenti, dava inizio alla Scuola Tipografica Piccolo Operaio. Si gettava allora il primo seme di quel grande albero che sarebbe diventata la Società San Paolo e l’intera famiglia paolina. L’episodio è stato ricordato, nel giorno del centenario, dal vescovo di Alba, Giacomo Lanzetti, che, presso la casa madre dei paolini, ha presieduto la messa in ricordo del beato Alberione. Si è trattato di un’o ccassione per esprimere «riconoscenza», a nome della Chiesa tutta — ha detto il presule — «per l’opera della famiglia paolina, per la fedeltà alla sua vocazione e ai carismi del fondatore, declinata con coraggio e inventiva in cento anni spesso non facili».
 

Supplemento d’anima

di VINCENZO BERTOLONE

Sono bastati trentatré giorni ad Albino Luciani, eletto vescovo di Roma il 26 agosto 1978, per lasciare la sua impronta nella Chiesa e additare lo stesso cammino tracciato dai Papi del concilio, GiovanniXXIIIe Paolo VI, dei quali aveva scelto di portare con il nome lo stile. E con la morte improvvisa di Giovanni Paolo I la sera del 28 settembre si chiudeva un ventennio che si potrebbe definire trittico dell’umiltà, formato da Angelo Giuseppe Roncalli, che divenne Papa il 28 ottobre 1958, da Giovanni Battista Montini, eletto il 21 giugno 1963, e infine, per poco più di un mese, quasi un supplemento d’anima, da Luciani. Davvero un inno all’umiltà, che resta.
 

La neuro-teologia limita lo scientismo

La psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro: "Oggi possiamo distinguere anche sul piano neurologico l'esperienza religiosa da qualunque altro tipo di esperienza, come la conoscenza sensoriale, o quella logico-razionale. Naturalmente, l'interpretazione dei dati diventa oggetto di dibattito". Perché la psicanalisi freudiana sbaglia quando parla di religione come "errore del cervello"

 

Se frammentiamo la maternità

di ADRIANO PESSINA

Fin dal 1987, attraverso il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della fede — Donum vitae — la Chiesa si era pronunciata contro ogni forma di fecondazione extracorporea, omologa ed eterologa. Quel documento si faceva, e si fa, interprete anche di molte annotazioni filosofiche, e antropologiche, che individuavano nelle tecniche riproduttive, al di là delle buone intenzioni degli aspiranti genitori, un vero e proprio stravolgimento della generazione umana. Di quelle riflessioni c’è ancora memoria?
 
Ieri sera, Papa Francesco ha telefonato ai genitori del reporter americano James Foley, ucciso barbaramente dai militanti dello Stato Islamico in Iraq, per esprimere il suo dolore e la sua vicinanza. Secondo quanto riferito dal padre gesuita americano James Martin, i genitori di Foley, che vivono a Richmond nel New Hampshire, sono “commossi e grati” per l’interesse del Papa.

James Foley, 40 anni, cattolico, aveva studiato alla "Marquette University" dei Gesuiti nello Stato americano del Wisconsin: con loro era sempre rimasto in contatto, informandoli dei suoi spostamenti in zone di guerra, delle missioni umanitarie a cui prendeva parte, ma soprattutto chiedeva di essere accompagnato dalla preghiera. Proprio il Rosario – come ebbe a confessare in una lettera - lo aveva salvato nei mesi di prigionia prima in Libia, poi in Siria dove era stato rapito nel 2012.

La madre di Foley ha affermato di essere orgogliosa del figlio e del coraggio che ha dimostrato sacrificando la sua vita per mostrare al mondo la sofferenza di quei popoli e ha lanciato un accorato appello ai sequestratori affinché risparmino la vita degli altri ostaggi. 

L’Università dei Gesuiti ha organizzato per il prossimo 26 agosto una cerimonia religiosa in sua memoria. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Lombardi ha sottolineato l’evidente significato di conforto spirituale alla famiglia.

© www.radiovaticana.org - 22 agosto 2014
 
Prima dell’estate è nata una querelle tra monsignor Luigi Negri e don Federico Pichetto che sul quotidiano online “IlSussidiario.net”, scriveva che le Crociate sono un tradimento del cristianesimo e pertanto i cristiani dovrebbero vergognarsi. Monsignor Negri risponde al sacerdote con un fondo apparso sul quotidiano online, “LaNuovaBussolaquotidiana.it”. Il vescovo rimprovera al don di parlare di Crociate che non sono mai esistite, ormai c’è una storiografia anche non cattolica che ha chiarito bene che cosa sono state in effetti il fenomeno Crociate; sostanzialmente direbbe Franco Cardini, un “pellegrinaggio armato”, “protagonista del quale fu, nei secoli, il popolo cristiano nel suo complesso. Una avanguardia di santi, una massa di cristiani comuni e, nella retroguardia, qualche delinquente”.
 
Un altro libro che si presta ad essere letto in estate è “Contro la Chiesa”. Miti, leggende nere e bugie” dello storico e giornalista tedesco Michael Hesemann, Edizioni San Paolo (Milano, 2009). Per Hesemann, l’anticlericalismo «si è servito della tradizionale arma segreta dei perdenti: la diffamazione. Il tutto attraverso falsificazioni mirate, alterazioni grottesche e storie dell’orrore gonfiate ad hoc. Sembra che un pugno di autori si superino a vicenda nel rappresentare i Vangeli come storie di menzogna, i papi come criminali assettati di potere, la Chiesa come strumento di oppressione e Roma come baluardo dell’intolleranza» (pag. 5). Così la nascita delle famose leggende nere, che ripescano favole macabre inventate dai persecutori dei primi cristiani, dai riformatori, dai filosofi illuministi, dalla massoneria o dagli ideologi delle moderne dittature. Teorie cospiratorie risalenti a secoli fa diventano presto ingredienti per bestseller moderni e non è difficile trovare in alcune librerie un’area dedicata a questo tipo di romanzi (magari a fianco di quella Il Codice da Vinci riservata all’ufologia).

Nel “pugno di autori”, il giornalista tedesco annovera Corrado Augias, Pierluigi Odifreddi, Dan Brown, quelli che con toni colti scrivono spesso tomi “scandalistici”, e che mirano a distruggere la verità storica del cristianesimo. Raccontare “le leggende nere della Chiesa cattolica, le storie dei suoi ‘oscurantisti’, conviene, è quasi una garanzia di alte tirature, di successo”. In pratica, c’è una vera industria culturale contro la Chiesa, spesso si tratta di una vera e propria storia alternativa del cristianesimo. Cinema ed editoria, “entrambi partono dalla comune premessa, considerata di validità universale, che la Chiesa è capace di tutto quando si tratta di conservare il proprio potere. Di conseguenza, in caso di dubbio, la Chiesa è sempre colpevole, anche quando i fatti dicono esattamente il contrario. Il titolo più noto di questo genere, quello che ha raggiunto la più alta tiratura, è il bestseller planetario di Dan Brown, Il Codice da Vinci (2003), che nel 2006 è diventato un film con protagonista Tom Hanks, attore più volte premiato con l’Oscar”.
 

Nessuno può toglierci la gioia

La gioia di essere discepoli di Gesù diventa testimonianza, cioè apostolato, missionarietà. Lo ha detto Papa Francesco ai venticinque appartenenti all’Opera di Nazaret, ricevuti in udienza nella Casa Santa Marta mercoledì pomeriggio, 20 agosto. Rivolgendosi ai membri dell’associazione, il Pontefice ha rilevato che la storia dell’Opera è segnata da due aspetti. Il primo è la scoperta di Gesù come la via dell’uomo verso il Padre.
 

Quel regalo inutile

di HANS URS VON BALTHASAR

 La nostra opinione non è che Péguy qui debba essere innalzato a comparire come uno dei più grandi poeti o perfino teologi cristiani. Si vuole solo raccogliere da lui elementi di una estetica teologica che potrebbero essere difficili da trovare altrove in analoga ricchezza e altrettanto chiara connessione. Anch’egli in molti tratti anticipa splendide figure di tempi successivi — Charles de Foucauld, Konrad Weiss — e ha le carte in regola per prefigurarli.