L’ora della ri-creazione

Per essere davvero «madre» la Chiesa deve «lasciarsi sorprendere dalle novità di Dio», che attraverso lo Spirito Santo può «fare nuove tutte le cose». Altrimenti rischia di diventare «sterile», afflitta dal «pelagianesimo», dall’«egoismo», dal «potere», dalla voglia di «impadronirsi delle coscienze» fino a diventare «imprenditrice».
 

Dal pulpito non si improvvisa

di ARTHURRO CHE

Che cosa è l’omelia? Quali attenzioni esige? Dove attingerne i contenuti? Come articolarla? A queste e altre domande intende dare risposte e orientamenti il D i re t t o r i o omiletico , redatto dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, e inviato in questi giorni alle Conferenze dei vescovi. Ventilato in vari modi in anni recenti, il progetto di un documento sull’omelia ha preso concretamente avvio a seguito dell’esortazione apostolica Verbum Domini di Benedetto XVI, che così ne parlava al n. 60: «Predicare in modo adeguato in riferimento al Lezionario è veramente un’arte che deve essere coltivata. Pertanto, in continuità con quanto richiesto nel precedente Sinodo, chiedo alle autorità competenti che (...) si pensi anche a strumenti e sussidi adeguati per aiutare i ministri a svolgere nel modo migliore il loro compito, come ad esempio un Direttorio sull’omelia, cosicché i predicatori possano trovare in esso un aiuto utile per prepararsi nell’esercizio del ministero».
 

Il rispetto dei diritti umani base per una buona economia

Pubblichiamo la traduzione italiana dell’intervento pronunciato il 3 dicembre a Ginevra dall’arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio delle Nazioni Unite e Istituzioni specializzate in occasione del terzo Forum su imprese e diritti umani, nel corso del Dibattito d’alto livello sul rafforzamento dei legami tra l’architettura economica globale e l’agenda delle imprese e dei diritti umani.
 
Per conservare la pace il “mezzo più efficace” sta nella “certezza di essere amati da Dio”. Lo ha affermato padre Raniero Cantalamessa nella terza predica di Avvento, temuta davanti al Papa e alla Curia Romana, dedicata al tema “la pace, frutto dello Spirito”. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Intuizioni mistiche folgoranti, dure pratiche ascetiche. Percorsi diversi con un unico obiettivo: arrivare a ottenere la pace interiore. Due millenni di storia cristiana hanno visto Santi e pensatori cimentarsi in questa scalata alla vetta della pace dello spirito e padre Raniero Cantalamessa ha ricordato alcune delle figure che più hanno inciso in questo ambito nella tradizione spirituale della Chiesa.
 

Civiltà mortificata

di LUCETTA SCARAFFIA

La sentenza della Corte europea che stabilisce la brevettabilità, ai fini della ricerca, di un ovulo attivato per partenogenesi, che abbia iniziato un processo di sviluppo pur non essendo stato fecondato, apre le porte a nuove frontiere e a nuove possibilità, non solo scientifiche, ma anche per il mercato farmaceutico.
 

La dignità della persona radice di ogni sviluppo

Pubblichiamo la traduzione italiana dell’intervento pronunciato il 2 dicembre a Ginevra dall’arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni specializzate in occasione dell’anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo.
 

La storia siamo noi

Negli inevitabili «momenti brutti» della vita bisogna «prendere su di sé» i problemi con coraggio, mettendosi nelle mani di un Dio che fa la storia anche attraverso di noi e la corregge se non capiamo e sbagliamo. È questo il suggerimento offerto da Papa Francesco nella messa celebrata giovedì 18 dicembre nella cappella della Casa Santa Marta. «Ieri la liturgia — ha fatto subito notare il Pontefice — ci ha fatto riflettere sulla genealogia di Gesù». E con il passo odierno del Vangelo di Matteo (1, 18-24) si conclude, appunto, questa riflessione, «per dirci che la salvezza è sempre nella storia: non c’è una salvezza senza storia».
 

Le scuole cattoliche: tagliati i fondi, rischio chiusura

Calano i contributi dello Stato alle scuole paritarie per il 2015. Una situazione che mette in pericolo l'offerta formativa e rischia di provocare un’emorragia di posti di lavoro. Le scuole paritarie sono frequentate da un milione di ragazzi, di cui più di 700mila vanno nelle strutture cattoliche. Alessandro Guarasci ha sentito il presidente della Fidae, la federazione che raggruppa le scuole cattoliche, don Francesco Macrì:
 

Francesco: siamo tutti contenti per avvicinamento Usa-Cuba

Papa Francesco ha espresso il suo “vivo compiacimento per la storica decisione” di Stati Uniti e Cuba, annunciata ieri, di stabilire relazioni diplomatiche interrotte dal 1961.
 
Non siano “taciute o tralasciate” questioni relative alla dignità dell’uomo “per non mettere a repentaglio il consenso ecumenico finora raggiunto”. E’ quanto ha sottolineato Papa Francesco ricevendo stamani, in Vaticano, una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca. Il Santo Padre, ricordando i progressi nel dialogo tra luterani e cattolici, ha anche espresso l’auspicio che siano compiuti “ulteriori passi verso l’unità”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
 

QUANDO NASCE LA SESSUOFOBIA?

di Bruto Maria Bruti 

La sessuofobia non è nata nella Chiesa Cattolica ma è opera di numerose sette eretiche che hanno influenzato negativamente la mentalità dei cristiani che hanno subito la loro violenza fisica e culturale.
 

Veronica, una madre. Prima di tutto e per sempre

di Antonello Iapicca © http://isegnideitempi.wordpress.com

Sotto la Tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio
Non respingere le preghiere che Ti innalziamo nelle necessità
Ma salvaci sempre da tutti i pericoli,
O Vergine Gloriosa e Benedetta

Quel volto e quello sguardo straziato, a me son bastati. Non mi interessano le carte processuali, le prove, i testimoni, i particolari, le accuse e la difesa. Men che meno i commenti e gli approfondimenti, quasi tutti stantii e rancidi di luoghi comuni. Non sanno e non possono andare oltre quel volto; scavano tra notizie intermittenti, spesso chiacchiere bisbigliate e truccate per l’occasione; la cronaca poi, è solo un bagliore tra mille notti, perché, comunque la si metta, il cuore di un uomo è un abisso e nessuno lo può comprendere. Mai. Ma distinguerne i battiti sì che si può, e poi seguirne le orme aritmiche nei suoi percorsi tortuosi tra i labirinti del dolore. Dolore, perché di questo parliamo, comunque sia andata. L’orrore e l’indignazione sono solo la carta stagnola con cui, di norma, si avvolge l’indifferenza per non scottarsi con la realtà. Il dolore, quello vero, se non lo conosci dal di dentro, sprecherai pensieri e parole, inutili per aiutare e consolare, pura stoltezza contrabbandata come ragione sapiente per spiegare l’inspiegabile. Di amore, in questi casi, nessuna traccia.
 

Persecuzione più forte che nei primi secoli

di JEAN-MICHEL DI FALCO

Venerdì 13 giugno 2014, sulla prima pagina del quotidiano di Barcellona «La Vanguardia», Papa Francesco ha espresso tutta la propria inquietudine: «I cristiani perseguitati sono una preoccupazione che mi tocca da vicino come pastore. So molte cose sulla persecuzione che non mi sembra prudente raccontare qui per non offendere nessuno. Ma ci sono dei luoghi dove è proibito avere una Bibbia o insegnare catechismo o portare una croce... C’è una cosa però che voglio mettere in chiaro: sono convinto che la persecuzione contro i cristiani oggi sia più forte che nei primi secoli della Chiesa. E non è una fantasia: lo dicono i numeri».
 

La crisi della Chiesa, il bisogno della santità

Luigi Negri (*) - © www.lanuovabq.it - 15 dicembre 2014

La Chiesa si vive. Dobbiamo partire da questa certezza per comprendere il momento che la Chiesa e la società stanno vivendo. Della Chiesa non si parla come di un oggetto a partire dalle proprie presupposizioni di carattere ideologico, culturale, filosofico o altro. La Chiesa si vive. Per la Chiesa si soffre, per la Chiesa si gioisce, soprattutto si tenta di dare il nostro apporto significativo e creativo.
 

Quelli che andranno prima

Un «cuore pentito» che sa riconoscere i propri peccati è la condizione fondamentale per incamminarsi sulla «strada della salvezza». Allora il «giudizio» del Signore non farà paura, ma darà «speranza». E le due letture del giorno, sulle quali si è soffermata la riflessione di Papa Francesco nella messa celebrata a Santa Marta martedì 16 dicembre, hanno proprio la «struttura di un giudizio». La prima, tratta dal Libro del profeta Sofonia (3, 1-2. 9-13) addirittura comincia «con una parola di minaccia: “Guai alla città ribelle e impura». Ecco già il giudizio: «alla città che opprime», la città che «non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione. Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio». Per costoro c’è la «condanna» che si esprime nel termine «guai».
 

Il diritto alla vita e la cultura del matrimonio

Il tasso di aborti continua a diminuire. Gli ultimi dati del CDC pubblicati la scorsa settimana mostrano che non era mai stato così basso dal 1973, l'anno in cui la Corte Suprema produsse una legge costituzionale in favore dell'aborto, con la contestata sentenza Roe contro Wade.

Sorgono due importanti questioni: qual è la causa del declino dell'aborto? Come possiamo trarre vantaggio da questo successo per difendere il diritto alla vita di centinaia di migliaia di bambini non nati che ogni anno sono vittime di questa pratica?
 

Cuori di tenebra

«Chiedo al Signore la grazia che il nostro cuore sia semplice, luminoso con la verità che lui ci dà, e così possiamo essere amabili, perdonatori, comprensivi con gli altri, di cuore ampio con la gente, misericordiosi». Con questa preghiera Papa Francesco ha concluso stamane, lunedì 15 dicembre, l’omelia della messa celebrata a Santa Marta.
 

La perfetta letizia secondo san Benedetto

di JOSEP M. SOLER *

Nella liturgia della terza domenica di Avvento risuonano le parole della Lettera ai Filippesi (4, 4-5): Gaudete in Domino, iterum dico gaudete (“Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rellegratevi”). Il motivo è chiaro: «il Signore è vicino». Questa vicinanza del Signore può essere considerata a tre livelli. Da un lato, si tratta della prossimità della festa del Natale, con la grazia che il Signore ci vuole donare; in secondo luogo, la prossimità — relativa, perché non conosciamo né il giorno né l’ora — del ritorno del Signore come salvatore alla fine della nostra vita e sul finire della storia. E in terzo luogo, la prossimità vuol fare riferimento alla venuta attuale del Signore nella nostra vita individuale e comunitaria; o, in altre parole, alla sua presenza ogni giorno in mezzo a noi.
 

Come si deve comunicare

Con parole libere, aperte e capaci di arrivare alla persona: ecco come si comunica secondo Papa Francesco. Ricevendo lunedì mattina, 15 dicembre, il personale dell’emittente televisiva italiana Tv2000, il Pontefice ha offerto una riflessione sulla missione dei media cattolici nei confronti della comunicazione sociale.
 
di MAURIZIO FONTANA

Nel segno del dialogo e dell’ascolto. Il traffico di via di Boccea non soffoca quella che sembra essere la nota caratteristica della parrocchia romana di San Giuseppe all’Aurelio, dove il Papa si reca in visita pastorale domenica pomeriggio. «Usando il linguaggio di Francesco — ci dice il parroco, l’oblato Giuseppe Lai — potremmo dire che la nostra ottica è quella della periferia.