Una Carta Costituzionale straordinaria che, certo può essere criticata e migliorata, ma che proprio nei suoi aspetti “antropologici” e poi “sociali”, è veramente feconda e, tutto sommato, poco compresa, poco “internalizzata”, malamente attualizzata.
 

Primato di Pietro e unità della Chiesa

Nell’anno in cui morì Pio XII avevo quattordici anni, ero un adolescente che stava crescendo in un ambiente cristiano compatto e tranquillo. La morte di Pio XII venne percepita nel Québec di quei tempi come una fine del mondo. La sua figura venerabile e ieratica era circondata da un’aurea di tale maestà da sembrare insostituibile. Da allora, con le età della vita, ho visto susseguirsi sei papi che hanno assunto il ministero petrino in modo assai diverso, al punto da suscitare ammirazione, certo, ma anche stupore, se non persino preoccupazione. Sotto il profilo storico, una cosa è certa: da quando il papato ha perso lo Stato Pontificio, la sua autorità morale e il suo prestigio universale non hanno cessato di crescere. Di ciò rendiamo grazie a Dio che conduce la storia della Chiesa e del mondo verso il suo compimento attraverso strade che spesso sconcertano e costringono alla conversione.
 
A conclusione del viaggio in Armenia, il Papa - com'è tradizione durante il volo di ritorno - si è intrattenuto a colloquio con i giornalisti rispondendo alle loro domande.
Qui l'intervento completo
 
Il 5 giugno scorso è entrata in vigore la legge n. 76 del 20 maggio 2016 “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” (Legge Cirinnà). I commi 2 e 3 dell’articolo unico della legge stabiliscono che “due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni”, e che “l’ufficiale di stato civile provvede alla registrazione degli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell’archivio dello stato civile”.
 

Adorazione Perpetua

Per l'Adorazione Perpetua online, grazie a questo servizio offerto dalla Parrocchia di S. Martino di Tours,
 
La nostra epoca ipersessualizzata è teatro di alcune flagranti contraddizioni, come il crollo del desiderio sessuale (e l’invenzione del viagra) e l’aumento di aggressioni passionali. Nell’esilio del pudore si offre una chiave di lettura nient’affatto battuta dai fautori di “corsi di educazione sessuale” spudorati

di Emiliano Fumaneri

Se c’è qualcosa che appare paurosa mente latitante negli innumerevoli progetti di “educazione all’affettività” - è il sempre più bistrattato senso del pudore, quel naturale, spontaneo sentimento di riservatezza che sorge in noi nel momento in cui viene svelata al pubblico la nostra intimità. Tutto in queste “lezioni” viene ridotto a tecnica di gestione della genitalità. E il pudore, anche qualora venisse menzionato, sarebbe banalizzato o assimilato ad anticaglia. Tecnica e spudoratezza: un binomio che non appare casuale, e vedremo perché. Il pudore anzitutto è una componente indispensabile nell’amore tra i sessi.
 

Bruxelles ora deve ragionare

Mirko De Carli
 
[…] Don Alberto José Gonzalez Chaves, autore di una biografia del cardinale Rafael Merry del Val (che fu Segretario di Stato di san Pio X), ha ricordato una particolare preghiera che il cardinale (in attesa di beatificazione) pronunciava nella sua messa quotidiana.
 
Non si ripetano mai più “orrori” come il “folle sterminio” subito un secolo fa dal popolo armeno. Il Papa ha rinnovato il suo appello a ricordare le ferite del popolo armeno, nel discorso pronunciato nella Piazza della Repubblica di Yerevan, nel corso dell’Incontro ecumenico con il Catholicos Karekin II. Accolto con calore da una folla di oltre 50mila persone, Francesco ha anche pregato perché “si riprenda il cammino di riconciliazione tra il popolo armeno e quello turco e la pace sorga anche nel Nagorno Karabakh”. Forte anche il suo auspicio a “correre verso la piena comunione”. Il servizio di Debora Donnini:
 
Dopo la visita alla Cattedrale armena apostolica di Gyumri, dove ha incontrato un gruppo di rifugiati siriani, e alla vicina Cattedrale cattolica, Papa Francesco è tornato a Yerevan: qui, nella Piazza della Repubblica, si è svolto l’incontro ecumenico con la preghiera per la pace. © http://it.radiovaticana.va - 25 giugno 2016

Viaggio Apostolico in Armenia - INCONTRO ECUMENICO E PREGHIERA PER LA PACE
 
Il Papa ha usato la parola 'genocidio' per ricordare le ferite e sanarle non per riaprirle e rinnovarle, è una memoria per costruire riconciliazione e pace nel futuro: è quanto ha detto ai nostri microfoni il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, commentando l’aggiunta a braccio da parte di Papa Francesco di questo termine durante il suo discorso in occasione dell’incontro con le autorità. Padre Lombardi si è soffermato anche sui buoni rapporti tra Chiesa cattolica e Chiesa apostolica armena, definendolo un ecumenismo ben collaudato. Ma ascoltiamo padre Lombardi al microfono del nostro inviato a Yerevan Giancarlo La Vella:
 
da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

Il Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa ha dedicato una parte dei suoi dibattiti del 22 e 23 giugno alla questione del digiuno, inclusa nell’agenda fin dall’inizio della sua preparazione. Nel 1961 si pensava di adattare le regole del digiuno, ispirate in gran parte dall’ideale monastico, alle condizio- ni di vita dei fedeli. Con il titolo «Adattamento del regolamento del digiuno alle esigenze della nostra epoca», le prime bozze dei documenti preconciliari sul tema proponevano regole generali abbreviando o rendendo meno rigidi alcuni digiuni. La terza conferenza panortodossa preconciliare del 1986 pubblicò per la prima volta il documento esami- nato in questi ultimi giorni dal concilio, con un titolo nuovo: L’im- portanza del digiuno e la sua osservanza oggi.
 

Dalla memoria il futuro

La melodia struggente dei flauti ha suggellato a Yerevan l’omaggio reso da Papa Francesco al memo- riale di Tzitzernakaberd, il monu- mento da cui si può vedere in lontananza il monte Ararat coperto di neve e che ricorda con le sue pietre grigie le innumerevoli vitti- me del “grande male” (Metz Ye- ghern) abbattutosi spietatamente un secolo fa sul popolo armeno. Uno sterminio spaventoso che po- che ore prima, nel palazzo presi- denziale, il Pontefice aveva definito «genocidio», scandendo con gravità la parola e ricordando che da questa tragedia le grandi po- tenze distolsero lo sguardo, come avvenne poi di fronte agli altri due principali stermini del secolo scorso, perpetrati dal nazismo e dal comunismo.
 
Hassakè (Agenzia Fides) - “Quello che il Papa ha detto sulla definizione di ‘genocidio’ applicata alle sofferenze dei cristiani in Medio Oriente è bello e utile, perchè ci riporta alla realtà e ci aiuta a non perdere lo sguardo cristiano sull'esperienza del martirio, che accompagna tutto il cammino della Chiesa in questo mondo”. Così l'Arcivescovo siriano Jacques Behnan Hindo, alla guida dell'Arcieparchia siro cattolica di Hassakè Nisibi, alla luce della sua esperienza personale nello scenario della guerra siriana conferma la sagacia delle considerazioni espresse da Papa Francesco lo scorso 18 giugno, nel corso del suo incontro con gli studenti del Collegio universitario Villa Nazareth.
 
Papa Francesco ha istituito “un tavolo di lavoro – coordinato dal Segretario Generale della CEI – per la definizione delle principali questioni interpretative e applicative di comune interesse”, relative alla riforma del processo matrimoniale introdotta dal Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus. Il Santo Padre esprime gratitudine al “Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, al Decano del Tribunale della Rota Romana e al Presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi” per il “contributo che offriranno, con la consueta fraternità e competenza, alla Segreteria Generale della CEI, affinché la stessa, avvalendosi del loro supporto nelle forme che riterrà più proficue, possa svolgere al meglio il proprio servizio di coordinamento”.
 
Da ieri e fino a domani, il vescovo di Roma si trova in visita apostolica presso il katholikos armeno Karekin II. È l’ecumenismo della fratellanza

di Raffaele Dicembrino

Prosegue il viaggio apostolico di Papa Francesco in Armenia. Il viaggio in aereo è stato caratterizzato da alcuni commenti del Vescovo di Roma sulla situazione europea e colombina delle ultime ore. La Brexit e lo storico accordo di pace in Colombia raggiunto 2 giorni fa a Cuba tra governo e guerriglieri delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie colombiane.
 
Maria Chiara Biagioni

Intervista a Sua Santità Karekin II, Supremo Patriarca e Catholicos di tutti gli Armeni, a poche ore dall’arrivo di Papa Francesco in Armenia. La sua amicizia con Bergoglio, la preoccupazione per la situazione in Nagorno-Karabakh, la gratitudine del popolo armeno per la celebrazione un anno fa del 100° anniversario del genocidio armeno in Vaticano. "Il nostro - dice - è un popolo martoriato, una nazione che ha vissuto il dolore e la sofferenza, che ha sempre risposto alla morte con la vita, vivendo con una fede inamovibile in Dio"
 
Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti in occasione della Giornata Mondiale del Turismo che, come di consueto, sarà celebrata il 27 settembre, quest’anno sul tema: “Turismo per tutti: promuovere l’accessibilità universale”:
 
Papa Francesco si appresta a partire per l'Armenia, 14.mo viaggio apostolico deol Pontificato. Alle 9 la partenza da Roma e dopo 4 ore di volo l’arrivo a Yerevan con la cerimonia di benvenuto in aeroporto e subito i primi incontri. L’attesa è grande, ce la racconta il nostro inviato Giancarlo La Vella:
 

Brexit al 52%, Londra fuori dall'Europa

Il Leave ha vinto con un margine di almeno un milione di voti. Sovvertito il pronostico. Londra e la Scozia non sono bastate a compensare la valanga dell'Inghilterra profonda e del Galles. Crolla la Borsa di Tokyo. Farange: il nostro Independence Day. (Avvenire)

 
Roma (Agenzia Fides) – All’avvicinarsi del 5 agosto, data di inizio delle Olimpiadi di Rio di Janeiro, sta crescendo l'impegno contro la tratta di persone in tutte le sue forme. Ancora una volta le Olimpiadi diventano un momento di crescita economica per il Paese che le ospita, ma si trasformano anche in occasione propizia per la criminalità, per i trafficanti di esseri umani per lo sfruttamento sessuale o lavorativo. Per questo la campagna “Play for Life" (Gioca a favore della vita) mira a informare e responsabilizzare i cittadini, la stampa e le agenzie di viaggio su un fenomeno che può essere prevenuto e contrastato. A sostenere la campagna è "Talitha Kum", la Rete internazionale della Vita Consacrata contro la tratta di persone, e l’Unione internazionale delle Superiore generali.
 
"Abbiamo bisogno di un segno chiaro che la firma dell'accordo di pace sia effettiva e non solo un atto simbolico", ha detto mons. Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo de Tunja e presidente della Conferenza episcopale della Colombia dopo che - riferisce l'agenzia Fides - è stata annunciata per oggi la firma dell'ultimo dei punti dei "Dialoghi di Pace" a Cuba da parte del governo colombiano e del gruppo guerrigliero delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane).
 
Il viaggio apostolico di Papa Francesco in Armenia si può configurare come un pellegrinaggio a uno dei luoghi sorgivi della fede cristiana, un atto di omaggio a una modalità di viverla — il martirio anche del sangue — e infine la testimonianza di una prossimità che sollecita i fratelli nell’unica fede in Cristo a scrivere un nuovo alfabeto della riconciliazione e della speranza per il futuro, professando fermamente che il tempo è nelle mani di Dio e non dei progetti umani.
 

La carta dell’economia sociale

PRISTINA, 23. Combattere la crisi economica nei Paesi del sud est europeo proponendo soluzioni economiche sostenibili e soprattutto socialmente eque. È questo il principale obiettivo di Emergenza lavoro nei Balcani (Elba) il progetto promosso da Caritas italiana che si propone si sostenere l’azione sociale della Chiesa in sette realtà dell’area balcanica (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Montenegro, Grecia, Kosovo e Serbia).
 

Patto fra scienza e conoscenza

di LLUÍS MARTÍNEZ SISTACH

È trascorso un anno dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. È stato un anno fecondo perché il documento è stato presentato e studiato in molti ambiti, specialmente in quello scientifico e tecnico, e ha inciso positiva mente sui risultati del vertice sul cambiamento climatico tenutosi a Parigi. La fondazione Antoni Gaudí para las grandes ciudades sta programmando un congresso internazionale in America del Sud sulla Laudato si’ e appunto le grandi città, incentrato sull’acqua, l’energia, l’inquinamento e gli sprechi. Constatiamo con soddisfazione che il documento del Papa ha suscitato grande consenso nella comunità scientifica mondiale.
 

Concilio panortodosso: nuovo cammino sinodale

“A prescindere dalle pur importanti assenze, il peso storico del Concilio panortodosso in svolgimento a Creta resta notevole e credo che le Chiese protagoniste, quelle che hanno deciso di parteciparvi dopo una preparazione durata 55 anni, ne siano consapevoli”. Ad affermarlo è Daniela Sala, giornalista della rivista Il Regno, inviata nell’isola greca per seguire il primo Concilio convocato per riunire tutte e 14 le chiese ortodosse autocefale dopo 12 secoli.
 
© www.lanuovabq.it - 22 giugno 2016
“Transumanesimo: lo spaventoso laboratorio del nuovo Adamo” è il titolo del fascicolo del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” ora in libreria. La rivista dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân», diretta da Stefano Fontana, ospita studi del Prof. José M. Galvan dell’Ateneo della Santa Croce, di don Samuele Cecotti, del prof. Giovanni Turco dell’Università di Udine, di Padre Giorgio Carbone dello Studio Domenicano di Bologna, di Ermanno Pavesi, segretario dell’Unione internazionale medici cattolici e di Jacque Bonnet da Parigi. Gli autori trattano i vari aspetti del progetto transumanista, mentre Fabio Trevisan, Alessandra Scarino e Paolo Gulisano riesaminano le riflessioni di Chesterton e i romanzi di Aldous Huxley e Mary Schelley con il suo Frankestein. Pubblichiamo qui l’editoriale dell’arcivescovo Giampaolo Crepaldi che apre il fascicolo monografico. ((Per ricevere copia della rivista e per abbonamenti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. // )
 
Oggi a Roma, presso il Pontificio Consiglio della Cultura, si tiene il seminario dal titolo “Living Fully, Vivere pienamente”, con il patrocinio anche di Jean Vanier e dell’Ordine Carmelitano, dedicato al tema della disabilità dal punto di vista teologico e antropologico. Al seminario seguirà da domani all’Università Lumsa una conferenza internazionale. I bisogni delle persone disabili nelle nostre comunità e la loro piena partecipazione, tra i temi in discussione. I motivi dell’iniziativa nell’intervista di Gabriella Ceraso, all’ideatrice, Cristina Gangemi:
 
In risposta alle richieste di notizie di diversi giornalisti sono in condizione di dire quanto segue: