Tutto nasce in famiglia

PRAGA, 7. «La famiglia, come Chiesa domestica, è il primo luogo dove avviene la trasmissione della fede. È lì che spesso si scopre e si sviluppa la vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Allo stesso tempo la famiglia può essere il luogo dove una nascente vocazione può essere soffocata, se non è adeguatamente accompagnata e sostenuta. Se si perde di vista l’idea che l’istituzione famigliare è essenzialmente una comunità di fede per il benessere della coppia e dei figli, questo ha un effetto diretto sulla naturale armonia della vita familiare, e con essa sulla quantità e la qualità delle vocazioni».
 

Il vino migliore

A tre mesi dal sinodo dei vescovi Papa Francesco ha tessuto un elogio della famiglia realistico e commovente. Spiegando a Guayaquil davanti a oltre un milione di persone il singolare e misterioso racconto evangelico delle nozze di Cana, il Pontefice ha ripercorso la narrazione giovannea da un punto di vista particolare: ha cioè insistito sulla preoccupazione di Maria, la madre di Gesù che durante la festa degli sposi si accorge della mancanza di vino, e ha in questo modo mostrato — nonostante interessate strumentalizzazioni — il motivo della sua insistenza, sin dall’inizio del pontificato, sul tema cruciale della famiglia, un argomento che tocca tutti, non solo i credenti.
 

Diritti costituzionali per la natura

«L’Ecuador ama la vita. La nostra costituzione obbliga a riconoscere e garantire la vita, inclusa la cura e la protezione dal concepimento». Lo ha ricordato il presidente ecuadoriano Rafael Correa nel saluto rivolto a Papa Francesco all’arrivo a Quito. La costituzione del Paese, ha fatto notare il presidente, stabilisce «di riconoscere e proteggere la famiglia come nucleo fondamentale della società» e impone «di occuparci della nostra casa comune ». Si tratta, infatti, della prima costituzione «nella storia dell’umanità a concedere diritti alla natura». Correa ha voluto ricordare in proposito che il 20 per cento del territorio è protetto con 44 riserve e parchi naturali.
 
È iniziato questa mattina il 9° Viaggio Apostolico internazionale del Santo Padre Francesco, che si reca in Ecuador, Bolivia e Paraguay.

Seguono i discorsi in ordine cronologico
 
MILANO, 3. Lo sfruttamento in Italia ha il volto di uno dei tanti migranti che lavorano nei campi e ha la forza delle organizzazioni malavitose più radicate nei territori. Come risultato ha, da un lato, una quota dei prodotti che arrivano sulle tavole, e dall’altro la miseria e le condizioni disumane di molti migranti. Si tratta però di un fenomeno difficile da rendere visibile: le statistiche ufficiali parlano di 5.400 vittime tra il 2010 e il 2013. Una cifra largamente sottostimata, come dimostrano adesso anche i dati del progetto “P re s i d i o ” della Caritas Italiana, presentato ieri, giovedì, nell’ambito dell’Expo di Milano. In meno di sei mesi, nel 2014, sono stati registrati 1.300 casi di sfruttamento tra i migranti al lavoro nei campi, diventati già 2.000 nei primi mesi del 2015.
 
Un’invocazione per “l’unità di tutti i cristiani”. L’ha levata Papa Francesco in Piazza San Pietro, intervenendo all’iniziativa “Vie di unità e di pace – Voci in preghiera per i martiri di oggi e per un ecumenismo spirituale”, che nel pomeriggio ha dato il via alla 38.ma convocazione di Rinnovamento nello Spirito. L’evento di preghiera, spiritualità ed evangelizzazione, alla presenza di rappresentanti delle comunità cristiane di tutto il mondo, proseguirà domani allo Stadio Olimpico di Roma e sarà seguito, nel 2017, da un altro appuntamento in Piazza San Pietro “per festeggiare – ha annunciato il Papa - questa corrente di grazia”. Il servizio di Giada Aquilino:
 
Non è bene che accada nella nostra vita che a furia di dire "no" - e sia ben chiaro ci vuole chiaramente, sovente, ad intra e ad extra - ci dimentichiamo di dire "Sì!".
Il "no" ha senso perché c'è un "sì".
Il "no" alla nostra parte malata ha senso perché diciamo "Sì" per la Grazia, alla Grazia e nella Grazia.
Il "no" a comportamenti immorali ha senso perché diciamo "sì" alla Bellezza, alla Misericordia ed alla Giustizia; alla Verità.
Il "no" a leggi mortifere lo diciamo perché diciamo "sì" all'uomo e alla sua sconfinata Bellezza illuminata da Cristo.
Bellezza nascosta nei secoli ed ora rivelata nel più bello tra i figli dell'uomo.
Il "no" a comportamenti omo-affettivi, tanto più se assurgono ad essere parificati al matrimonio,
lo diciamo perché diciamo "sì", ogni giorno ed ogni istante, amando la famiglia in cui il Signore ci ha posto.
Dando la vita per essa.
 
Papa Francesco all’omelia della messa celebrata lunedì 29 giugno per la solennità dei santi Pietro e Paolo ha affermato: «La Chiesa vi vuole uomini di testimonianza. Diceva san Francesco ai suoi frati: “Predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole!” (cfr. Fonti Francescane, 43)». La frase attribuita al Santo è posta tra virgolette, ossia come se fosse una citazione, ma l’indicazione bibliografica successiva è introdotta dalla abbreviazione «cfr.» di confer segnalando che in realtà si tratta di altro.
 
Nel segno dell’evangelizzazione e dell’ecumenismo spirituale. Sarà questa prospettiva a guidare decine di migliaia di appartenenti al Rinnovamento nello Spirito Santo verso l’incontro con Papa Francesco, che si tiene nel pomeriggio di venerdì 3 luglio, in piazza San Pietro, nell’ambito della trentottesima convocazione nazionale. Per il secondo anno consecutivo il movimento vive questo importante appuntamento insieme con il Pontefice, che anche nel 2014 volle salutare i partecipanti alla convocazione recandosi allo stadio Olimpico, dove domenica 1 giugno erano riunite oltre cinquantamila persone.
 
Le nuove direttive sulla Procreazione medicalmente assistita mettono l'accento sull'attenzione e la scrupolosità che gli operatori devono adottare nell'espletamento delle procedure tecniche. Resta il divieto di ogni diagnosi preimpianto a fini eugenetici. Autorizzata la fecondazione eterologa anche con entrambi i gameti da donatore. Impossibile comunque scegliere il donatore  
 

L’assoluto nell’istante

Anticipiamo uno stralcio dall’articolo «Universalità e cristianesimo in un’età secolarizzata » che uscirà sul numero 3/2015 di «Vita e Pensiero», il bimestrale culturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

di ADRIANO FABRIS

Per “salvare i fenomeni” dalla loro contingenza Platone ha l’universale. Lo ha posto in un mondo a parte, preliminare: il mondo delle idee. Si tratta del mondo vero, cioè del mondo assoluto ed eterno, a cui si deve commisurare il mondo dell'esperienza.
 
Prima la dignità delle persone, poi il resto. Papa Francesco interviene nel febbrile negoziato in corso tra la Grecia e l’Unione Europea, teso a evitare il “default” del Paese ellenico, per esprimere solidarietà alla gente e ricordare l’ordine delle priorità.
 

La risposta al terrorismo non può essere militare

GINEVRA, 1. «Il terrorismo è una terribile realtà che colpisce tutte le parti del globo, distrugge innumerevoli vite, terrorizza le società e annienta le culture e le loro storie». Purtroppo «dobbiamo ammettere che la comunità internazionale non è sempre stata capace di prevenire e di frenare il terrorismo, specialmente in Medio oriente e in diverse zone dell’Africa». Questo il punto nodale della dichiarazione resa ieri a Ginevra dall’a rc i v e s c o v o Silvano M. Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, alla 29ª sessione del Consiglio dei diritti umani (il testo originale è disponibile sul sito internet del nostro giornale: osservatoreromano.va).
 

Con gli occhi di un bambino

La Laudato si’? È un enciclica da leggere con gli occhi di un bambino. E non solo per il linguaggio semplice, concreto, molto spesso immediato utilizzato da Papa Francesco, ma perché in essa si parla di futuro, futuro dell’umanità e del pianeta che è la sua casa. Un’enciclica caratterizzata dal senso di un’intima connessione tra le generazioni e dalla convinzione che il male lasciato in eredità al mondo di domani ha già conseguenze immediate per chi vive oggi senza rendersi conto della gravità della crisi ambientale e sociale.
 
"Ma quale comprati? Non usiamo parole offensive.." Così la Sen. Cirinnà a LA7 al Coffee Break.

Purtroppo, senza che ci giriamo intorno, il problema è proprio questo: il mercato dietro famiglie costruite in base ai desideri degli adulti senza riconoscere il diritto incoercibile del bambino o della bambina di avere entrambi i propri genitori biologici.
Gli adulti possono "macerarsi", elaborare tutte le "proprie" carte etiche che riescono, ma la realtà è che viene negato il diritto precedente, l'a priori: il diritto di un bambino o di una bambina di avere i propri genitori biologici e di crescere con loro.
Uno stato che nega questo e facilita i desideri degli adulti senza tenere conto di questo "diritto fondamentale" ha perso ogni sua valenza etica e formativa ed anche giurisdizionale.
E' uno stato che serve solo desideri, talvolta capricci, e riconosce "falsi diritti" in nome della prepotenza.
Che decide chi deve vivere e chi deve morire; chi è figlio di; quale vita è degna di essere vissuta.
Questo non è "bene comune" ma un "mostro dalla grande mano" pilotato dagli egoismi.
Una cosa, gli egoisimi strutturati e colorati di rosa, che a noi adulti riesce benissimo.
 
Questa mattina, alle 10 circa, il Papa Francesco si è recato alla residenza del Papa emerito Benedetto XVI (ex Convento Mater Ecclesiae) per salutarlo e augurargli una buona permanenza a Castelgandolfo dove si è trasferito questa mattina e si tratterrà nel corso delle prossime due settimane (rientro previsto il 14 luglio). Tutto l’incontro, compreso un breve colloquio, è durato circa mezzora.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 30 giugno 2015


 
Alla produzione meno nota di Gilbert Keith Chesterton appartiene La Resurrezione di Roma - riscoperta peraltro in anni recenti - quasi un reportage di viaggio dello scrittore inglese nella capitale italiana. Parafrasandone il titolo si può dire che questo sabato, a Roma, ci sarà invece la "risurrezione di Chesterton". Il merito di questo portentoso evento è senz'altro da ascriversi a "La Civiltà Cattolica", la rivista dei gesuiti che ospiterà un convegno internazionale sul creatore di Padre Brown, il primo di tale livello in Italia, dedicato al noto narratore.
Ospite d'onore sarà padre Ian Boyd, sacerdote della congregazione di San Basilio, esperto di Chesterton, fondatore e direttore della "Chesterton Review" nonché Presidente del Chesterton Institute for Faith & Culture della Università di Seton Hall nel New Jersey che insieme a "La Civiltà Cattolica", e all'associazione culturale BombaCarta, ha organizzato la manifestazione. Lo incontriamo al suo sbarco a Roma e ci dichiara subito di essere alquanto colpito dall'apprendere come in Italia Chesterton oggi sia poco conosciuto.
"Mi sembra che le notizie riguardo all'oblio di Chesterton siano esagerate. Negli Usa esiste di recente un grande revival di Chesterton:  molti suoi libri sono stati ristampati e i convegni attirano centinaia di persone ogni anno. Pochi anni fa il presidente Bush, nella sua visita in Cina, ha citato una famosa definizione dell'America di Chesterton:  "Una nazione con l'anima di una Chiesa". Ma anche in Europa direi che c'è lo stesso fenomeno:  il nostro istituto ha ospitato conferenze in tutta Europa - in posti diversi come l'Irlanda, l'Inghilterra, la Lituania e la Croazia - che hanno avuto enorme successo. Inoltre c'è da dire che l'Europa affronta oggi gravi sfide etiche e culturali e farebbe bene a guardare a Chesterton come guida in queste difficoltà. Dire anzi che un buon indice della forza di una cultura si trova nella misura della sua capacità di rispondere a una provocazione a un tempo saggia e immaginativa come quella offerta da Chesterton".

 
Non poteva mancare una visita alla mostra L’arte di Francesco. Capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo allestita presso la Galleria dell’Accademia di Firenze da parte di una istituzione culturale francescana come la Pontificia Università Antonianum di Roma. Così venerdì 26 giugno un numeroso gruppo di studenti, professori e personale amministrativo hanno visitato tale esposizione accompagnati dalla spiegazione del direttore dello stesso museo fiorentino, Angelo Tartuferi, e dal prof. Francesco D‘Arelli, direttore scientifico della Commissio sinica che ha offerto il supporto di ricerca a tale evento culturale.
 
“Quanto più profonda è la notte tanto più le stelle brillano”, è la scritta che si può trovare presso il monastero benedettino di Subiaco. Sono convinto che tra le tante stelle che brillano, una di queste è la bellissima intervista, che ho proposto qualche giorno fa, del settimanale Tempi a monsignor Caffarra, arcivescovo di Bologna. Monsignor Carlo Caffarra oltre ad essere un principe della Chiesa, è un eccellente uomo di cultura, studioso ed esperto di famiglia, matrimonio e temi bioetici, tanto che ha ricevuto da Giovanni Paolo II prima, e da papa Benedetto XVI dopo, diversi incarichi per guidare istituti, e corsi di preparazione in tutto il mondo. E’ autore di diverse pubblicazioni. E’ triste constatare come una figura così straordinaria abbia poco riscontro nel mondo della cultura italiana, e forse anche nel cosiddetto mondo cattolico.
 
Pubblichiamo di seguito i telegrammi inviati a nome del Santo Padre dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ai Rappresentanti della Santa Sede in Francia, Tunisia e Kuwait, con l'incarico di trasmetterli alle rispettive competenti autorità e alle persone interessate, in seguito agli attentati terroristici compiuti a Saint-Quentin Fallavier in Francia, a Sousse in Tunisia e a Kuwait City, nella giornata di venerdì 26 giugno:
 
Monsignor Joseph E . Kurtz, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha diffuso una nota: "Si danneggia il bene comune e i più vulnerabili tra noi, soprattutto i bambini". La società americana - articolata e complessa - appare divisa su questo, come su altri temi di valore etico e sociale. Contro la sentenza si stanno mobilitando varie confessioni cristiane e altre fedi Gianni Borsa
 

Unanime condanna del terrore globale

TUNISI, 27. È inquietante la valutazione che viene fatta da più parti degli attacchi jihadisti che ieri hanno seminato stragi, con diverse modalità, in tre continenti. Sembrerebbe infatti essersi tradotto in una concreta ferocia l’appello del cosiddetto Stato islamico (Is) a colpire nel mese del Ramadan quanti il gruppo indica come nemici, nella sua strategia di usare il fondamentalismo religioso per ritagliarsi potere all’interno del mondo islamico, anche esasperando i tradizionali contrasti tra sunnismo e sciitismo.
 

Sinodalità e servizio

Il raggiungimento della piena unità «rappresenta una delle mie principali preoccupazioni»: lo ha ribadito Papa Francesco ricevendo, sabato 27 giugno, una delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, a Roma in questi giorni per la solennità dei santi Pietro e Paolo. Accompagnati dai vertici del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, sono stati ricevuti dal Papa nella biblioteca privata del Palazzo apostolico il metropolita Giovanni di Pergamo, il metropolita Massimo di Selyvria e il protopresbitero Heikki Huttunen, latori di un messaggio del patriarca ecumenico. Bartolomeo ricorda, in particolare, «la visita personale» del Pontefice «e la sua partecipazione alla celebrazione della nostra festa del Trono lo scorso anno. Questa comunione da persona a persona ha lasciato una gioia indelebile». Da parte sua Francesco nel suo discorso ha auspicato «che possano moltiplicarsi le occasioni di incontro, di scambio e di collaborazione, in modo che si riesca a superare ogni pregiudizio». Da qui il sostegno assicurato «al lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. L’attento esame di come si articolano nella vita della Chiesa il principio della sinodalità e il servizio di colui che presiede — ha detto in proposito — offrirà un contributo significativo al progresso delle relazioni tra le nostre Chiese».

© Osservatore Romano - 28 giugno 2015

Udienza alla Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo


 
Riportiamo di seguito il testo del Messaggio che il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, S.S. Bartolomeo I, ha inviato al Santo Padre Francesco in occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
 
Pubblichiamo il comunicato stampa di Si alla famiglia circa la sentenza della Corta Suprema americana che obbliga tutti gli Stati a introdurre il matrimonio gay.
 

Cocente delusione

La delusione è amplificata dal fatto che i senatori del gruppo di Area Popolare abbiano deciso di riconfermare l’appoggio all’esecutivo, approvando la citata proposta di legge che, com’è noto, rappresenta un micidiale “cavallo di Troia” – per usare la felice metafora coniata dal cardinal Angelo Bagnasco, Presidente della C.E.I. – finalizzato all’introduzione dell’ideologia gender nel sistema scolastico italiano.
 

Accorciamo le distanze

Avvicinarsi alle persone emarginate, accorciare le distanze fino a toccarle senza aver paura di sporcarsi: ecco la «vicinanza cristiana» che ci ha mostrato concretamente Gesù liberando il lebbroso dall’impurità della malattia e anche dall’esclusione sociale. A ogni cristiano, e alla Chiesa intera, il Papa ha chiesto di avere questo atteggiamento di «vicinanza» durante la messa di venerdì mattina, 26 giugno, nella cappella della Casa Santa Marta. La prossima celebrazione è prevista per martedì 1° settembre.
 

Via dalle moschee la propaganda estremista

IL CAIRO, 26. In tutte le librerie e le biblioteche delle moschee egiziane è in atto, ormai da un anno, un’op erazione di monitoraggio per ritirare i libri e i materiali di propaganda estremista e fondamentalista che erano stati capillarmente diffusi soprattutto all’epoca del precedente Governo. Lo rende noto l’agenzia Fides, che riferisce come, durante una trasmissione televisiva, Mohammed Abdel Razek, alto funzionario del ministero per le Dotazioni religiose, abbia spiegato che l’op erazione di “b onifica” viene condotta in collaborazione con le squadre governative per la sicurezza nazionale e confermato che il lavoro da fare «è ancora lungo». Razek ha sottolineato che gli imam delle singole moschee sono da considerare i responsabili ultimi per eventuali infiltrazioni della propaganda estremista nei luoghi di culto.
 

Una pianta nel deserto

Da bambino sono cresciuto a Hong Kong. Mia nonna era una buddista devota e io la sentivo recitare il nome di Buddha durante il giorno, girando i grani del rosario con la mano mentre ripeteva cantando: «Namu Amitabha». Quando la salutavo interrompeva la sua recitazione, scambiava qualche parola con me e poi riprendeva. Successivamente frequentai una scuola cattolica e divenni cattolico.
 
Su invito di Caritas italiana, riunite a Roma tutte le organizzazioni storiche. Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha ribadito alle comunità terapeutiche e d'accoglienza "la piena e totale vicinanza della Chiesa". Ha messo in guardia dagli "sciacalli che stanno intorno ai poveri, agli immigrati, a chi lavora per venire incontro ai bisogni di chi è in difficoltà" Patrizia Caiffa