Come carezza sul mondo

consacrazione1 middleChiamati a essere «un lembo di tenerezza su questa piccola parte di mondo, una carezza sul mondo»: è l’impegno che scaturisce dal messaggio letto a Papa Francesco, a nome dei consacrati di tutto il mondo, al termine dell’udienza.
L’arcivescovo José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, a conclusione del convegno internazionale che in questi giorni ha segnato la chiusura dell’anno della vita consacrata, ha presentato al Pontefice la bozza di un documento finale. In esso viene evidenziato come questo tempo speciale — che si concluderà ufficialmente il 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, con la celebrazione della ventesima giornata della vita consacrata — abbia «aperto cammini di speranza e desiderio di dire al mondo che seguire Gesù è una gioia che porta a pienezza la vita». Un anno, si legge ancora nel messaggio, nel quale è emersa la necessità di una «uscita missionaria, come segno di un amore non rassegnato ma intriso di zelo e condivisione con i poveri e gli ultimi ». In particolare, le difficoltà e le diminuzioni numeriche che si registrano nella vita consacrata non inficiano la fiducia «nella forza insita nel piccolo seme quando accetta di essere messo nel solco della terra e morire, per poter dare frutti di vita». L’impegno di tutti, sostenuto anche dalla «grazia rigenerativa» che viene dalle nuove generazioni, è quello di «svegliare il mondo» e di essere «audaci rispetto alle mozioni dello Spirito». Di fiducia e di nuova speranza ha parlato anche il cardinale prefetto del dicastero João Braz de Aviz, il quale nel registrare l’attuale mancanza di vocazioni, ha anche evidenziato la nuova linfa che è giunta proprio da questo anno dedicato alla vita consacrata. In esso sono emerse «nuove strade di comunione concreta per la vita fraterna, per la formazione continua, per rinnovare lo spirito del servizio dell’autorità e dell’obbedienza e per l’uso del denaro e dei beni». Un anno nel quale, ha detto il porporato al Papa, sono state approfondite le varie vocazioni consacrate anche alla luce delle indicazioni date dallo stesso Pontefice nella lettera apostolica del 23 novembre 2014. L’udienza con Francesco ha segnato la conclusione del convegno internazionale che, come ha ricordato lo stesso cardinale Braz de Aviz, ha radunato nei giorni scorsi a Roma circa cinquemila consacrati provenienti dai cinque continenti. Molto articolato il programma degli incontri che, inaugurati in Vaticano, si sono svolti in tre sedi (Antonianum, Augustinianum, Casa Enrico de Ossò e le università pontificie Urbaniana e Lateranense) per approfondire con relazioni, forum e testimonianze le varie vocazioni alla vita consacrata: Ordo virginum, vita monastica claustrale, istituti religiosi di vita apostolica, di vita monastica e conventuale maschile, istituti secolari e nuovi istituti e nuove forme di vita consacrata. «Quest’anno — ha detto il cardinale prefetto durante uno degli incontri — ci invita a tornare al primo amore», perché «non siamo fatti per le strutture né per le opere» che sono importanti, «ma non essenziali».

© Osservatore Romano - 1-2 febbraio 2016

Udienza ai partecipanti al Giubileo della Vita Consacrata


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