Non si può separare il cittadino dalla sua fede

cattedrale-manilaMANILA, 21. La Chiesa cattolica nelle Filippine si schiera contro la proposta di legge (House Bill 6330) che vuole bandire lo svolgimento di cerimonie religiose e l’esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici con il pretesto del rispetto della libertà religiosa. «Il disegno di legge — ha spiegato padre Melvin Castro, segretario esecutivo della commissione episcopale sulla famiglia e la vita — contrasta una disposizione costituzionale che consente il libero esercizio del culto religioso per tutti. Non ci dovrebbe essere nessuna legge né tantomeno un’istituzione che proibisca il libero esercizio della religione».
Giustificando la presentazione della House Bill 6330, il rappresentante del partito Kabataan, Raymond Palatino, ha affermato che «esporre simboli religiosi e tenere cerimonie religiose all’interno o vicino agli uffici pubblici può dare una cattiva impressione del Governo a causa di una percepita mancanza di neutralità. La Religious freedom in Government Offices Act, che è stata definita da alcuni come la «legge che bandisce Dio» (Ban God Bill) proibisce l’esposizione di simboli religiosi e lo svolgimento delle cerimonie religiose all’interno dei locali e nel perimetro degli uffici governativi, dei dipartimenti, compresi gli spazi pubblici. Essa impone ai responsabili dei dipartimenti di applicare rigorosamente le disposizioni costituzionali sulla libertà religiosa negli uffici governativi. «Deve essere rispettata anche la religione delle minoranze. In una democrazia — ha detto Palatino — i diritti delle minoranze devono essere tutelati. Le persone si recano negli uffici non per affermare le proprie convinzioni spirituali, ma per affari. Non tutte le icone religiose sono accettabili. Ecco perché il Governo deve essere neutrale». Ma padre Castro ha sottolineato che «i leader non impongono l’esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici, sono i singoli dipendenti che decidono su questo. È contraddittorio fare riferimento al disegno di legge come una promozione della libertà religiosa, dal momento che è la limitazione della libertà di espressione religiosa che fa la differenza. La pratica della fede è l’espressione degli individui e la pietà è parte integrante della nostra umanità. In questo disegno di legge proposto — ha aggiunto Castro — stiamo allontanando via Dio. È impossibile dividere una persona in due parti, quella nella quale è un fedele praticante della sua religione e quella nella quale è un cittadino. È come se cercassimo di dividere la sua umanità». A organizzare le celebrazioni religiose o a esporre simboli religiosi nelle loro postazioni di lavoro sono, ha ribadito padre Castro, i singoli dipendenti, che scelgono liberamente. Palatino, nel difendere la HB 6330, ha spiegato che il provvedimento «non si riferisce a una religione particolare. Quello che è chiaro è che all’interno degli uffici governativi non ci dovrebbe essere alcun motivo di fraintendimento che faccia pensare che si favorisca una religione in particolare ». La Chiesa ribadisce però la sua posizione: «Noi — ha concluso padre Castro — non vediamo la necessità di emanare una legge. La costituzione delle Filippine prevede che nessuna legge può essere varata per il riconoscimento ufficiale della religione o per proibire il libero esercizio della stessa. Nessun test religioso è necessario per l’esercizio dei diritti civili o politici».

© Osservatore romano - 22 giugno 2012

Share

Who's Online

Abbiamo 497 visitatori e nessun utente online

Statistics

Visite agli articoli
32290404