Porte aperte ai migranti

papa francesco udienza generale 2Dinanzi al dramma dei tanti «migranti di oggi che soffrono il freddo, senza cibo e non possono entrare», perché in alcune zone di confine vengono chiuse loro le porte in faccia, a Papa Francesco «piace tanto sentire» notizie di nazioni e governanti «che aprono il cuore e aprono le porte».
È quanto ha rivelato egli stesso ai fedeli presenti in piazza San Pietro per l’udienza generale di mercoledì 16 marzo. Proseguendo le riflessioni bibliche sul tema giubilare, il Pontefice ha commentato il brano tratto dal libro di Geremia (31, 10.12a.13b), che parla del rapporto tra misericordia e consolazione. E poiché il profeta descrive il dramma dell’esilio del popolo d’Israele, per il Papa è stato naturale accostare tali esperienze a quelle di tanti «nostri fratelli» che «stanno vivendo lontani dalla loro patria, con negli occhi ancora le macerie delle loro case, nel cuore la paura e spesso, purtroppo, il dolore per la perdita di persone care». In questi casi — ha fatto notare Francesco — p ro p r i o com’era successo per gli israeliti, viene quasi naturale domandarsi «dov’è Dio? Come è possibile che tanta sofferenza possa abbattersi su uomini, donne e bambini innocenti?». Del resto, ha commentato, sono persone in cerca di una vita migliore, ammassate alle frontiere «perché tante porte e tanti cuori sono chiusi». Eppure non bisogna disperare, la parola di Dio, la storia e la cronaca testimoniano continuamente che il Signore «non è assente neppure oggi in queste drammatiche situazioni», come dimostrano proprio quei governanti e quei Paesi «che aprono il cuore e aprono le porte». Si tratta, ha spiegato, di un «grande annuncio di consolazione», perché «Dio è vicino e fa opere grandi di salvezza per chi confida in Lui». Come? Il Pontefice lo ha detto chiaramente: senza «cedere alla disperazione», ma «continuando a essere sicuri che il bene vince il male». E a conferma ha portato un esempio concreto. «Mi viene il pensiero della vicina Albania» ha aggiunto a braccio al testo preparato, e di «come dopo tanta persecuzione e distruzione è riuscita ad alzarsi nella dignità e nella fede».

© Osservatore Romano - 17 marzo 2016

Udienza generale 16 marzo 2016