Salvati da un bambino

papa francesco bimbaAnche Dio «è stato un bambino ». È una riflessione natalizia quella offerta mercoledì 30 dicembre da Papa Francesco, che all’udienza generale ha invitato i fedeli riuniti in piazza San Pietro a guardare «alla vita dei bambini » per imparare ad accogliere e ad amare Gesù. In effetti, ha notato il Papa, «possiamo imparare molto da Lui se guardiamo alla vita dei bambini». E la prima cosa che si scopre è «che i bambini vogliono la nostra attenzione. Perché hanno bisogno di sentirsi protetti».
Perciò, ha aggiunto Francesco, «è necessario anche per noi porre al centro della nostra vita Gesù e sapere, anche se può sembrare paradossale, che abbiamo la responsabilità di proteggerlo». Un secondo aspetto riguarda il fatto che occorre «far sorridere Gesù Bambino per dimostrargli il nostro amore e la nostra gioia perché lui è in mezzo a noi». Infatti «il suo sorriso è segno dell’amore che ci dà certezza di essere amati». Infine, un ultimo aspetto riguarda l’amore dei bambini per il gioco. «Far giocare un bambino, però, significa — ha osservato il Pontefice — abbandonare la nostra logica per entrare nella sua. Se vogliamo che si diverta è necessario capire cosa piace a lui, e non essere egoisti e far fare loro le cose che piacciono a noi. È un insegnamento per noi. Davanti a Gesù siamo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia, per accogliere invece la vera forma di libertà, che consiste nel conoscere chi abbiamo dinanzi e servirlo». Da qui l’esortazione a stringere «tra le nostre braccia il Bambino Gesù» mettendoci «al suo servizio», perché — ha concluso — «lui è fonte di amore e di serenità». E sulla scia di quest’attenzione privilegiata ai più piccoli, con il pensiero rivolto alle calamità naturali che stanno affliggendo in questi giorni Stati Uniti, Gran Bretagna e Sud America, specialmente il Paraguay, il Pontefice al termine dell’udienza ha invitato a pregare per le vittime e gli sfollati. «Il Signore dia conforto a quelle popolazioni — ha auspicato — e la solidarietà fraterna li soccorra nelle loro necessità».

© Osservatore Romano - 31 dicembre 2015

Udienza generale 30 dicembre 2015