Il dovere di fermare l’aggresore

Dichiarazione dei Vescovi tedeschi sulla situazione in Iraq

BERLINO, 27. «Il terrore in Iraq deve essere fermato e agli sfollati deve essere data la possibilità di rientrare al più presto nelle proprie case»: lo scrive in una dichiarazione il Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca, che si sofferma anche sulla fornitura di armi ai peshmerga curdi per contrastare l’avanzata dei jihadisti dell’Is. Se un’azione militare, compresa la fornitura di armi, non è automaticamente un mezzo per garantire la pace e la sicurezza — afferma in sostanza la nota — in alcune circostanze, quando sono in gioco «lo sterminio di interi gruppi etnici e gravi violazioni dei diritti umani», la comunità internazionale ha il dovere di fermare in qualche modo l’aggressore ingiusto «per scongiurare crimini peggiori».
 
"Custodire l'umano. Il bene della famiglia”: è il tema del Convegno di tre giorni, promosso della Cooperativa Frate Jacopa, al via oggi a Bellamonte in Val di Fiemme. Ad inaugurare l'evento, mons. Mario Toso, segretario del dicastero vaticano “Giustizia e Pace”. Al convegno interviene anche mons. Sergio Nicolli, parroco a Rovereto e già direttore dell’ufficio Cei per la famiglia, sul tema “La fragilità della famiglia, luogo di grazia”. Al microfono di Alessandro Gisotti, mons. Nicolli illustra i punti salienti del suo intervento:
 
A cura di Cristina Carturan

Nell'onda ideologica che colpisce i paesi occidentali e anche la nostra Italia segnaliamo il disegno di legge sull’omofobia, in discussione alla Provincia di Trento (primo firmatario: Mattia Civico); al seguente indirizzo il testo e tutti gli aggiornamenti
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attivita/atti-politici/archivio/Pages/Disegno%20di%20legge%20n.%2011XV%20di%20iniziativa%20consiliare_367115.aspx?zid=f1bb77e5-038f-4f24-99a0-1fee2b9bc01a

Si invita alla presa di coscienza di questo recente atto ideologico su una definizione totalmente creata a tavolino, quella di "omofobia", per bypassare, come secondo step, come legittimi, alcune visioni antropologiche illeggittime per diritto quali il "matrimonio" tra persone omo-affettive e l'adozione in una "coppia" omo-affettiva.

 

Se frammentiamo la maternità

di ADRIANO PESSINA

Fin dal 1987, attraverso il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della fede — Donum vitae — la Chiesa si era pronunciata contro ogni forma di fecondazione extracorporea, omologa ed eterologa. Quel documento si faceva, e si fa, interprete anche di molte annotazioni filosofiche, e antropologiche, che individuavano nelle tecniche riproduttive, al di là delle buone intenzioni degli aspiranti genitori, un vero e proprio stravolgimento della generazione umana. Di quelle riflessioni c’è ancora memoria?
 
Riceviamo e rigiriamo il documento dei Rover e delle Scolte dell'Agesci. In fondo pagina, segue nostro commento.

Anzitutto bisogna dire che non è un documento ufficiale dell'AGESCI, né dei Capi, ma appunto delle Scolte e dei Rover.

Tanto entusiasmo traspare ma anche tanta povertà antropologica che, come dice il titolo è la pochezza dei nostri tempi.
Questa povertà antropologica e sui principi fondanti dell'essere umano comporta diverse pennellate di carattere politicamente corretto che, cariche di autentico entusiasmo, sembrano dare colore ad un mondo grigio, con la voglia del nuovo e del giovanile "ora arriviamo noi"... L'entusiasmo e la voglia di fare il bene è una cosa buona, ottima. Guai a mortificarla.
Ma non ci si deve ingannare, il mondo de-colorato, grigio, insapore, è quello che si rivela se non si rispettano i fondamenti antropologici e le autentiche questioni di senso che sono preambula al Vangelo.
L'entusiasmo è una verniciatura che non cambia necessariamente il motore.
E qui parte buona del motore è dato dal politicamente corretto.
Occorre dunque recuperare l'entusiasmo e gli aspetti positivi e correggere, vigorosamente, quelli dubbi, errati e anti-evangelici e vagamente da minestrone new-age.

Ad esempio:

"Essere credenti,  essere scout.." dicotomia impossibile, su questo occorre chiarirsi.
Infatti si è credenti e si vive la sottochiamata scout. Come sarebbe assurdo dire "cattolici politici". Niente di più errato, si è infatti cattolici in politica, cioè cattolici che vivono la seconda chiamata alla vita politica.
La seconda è subordinata alla prima. E si è cristiani se si crede e si segue Gesù e se si rispetta il minimo, secondo ragione, dei principi di morale naturale e Diritto naturale.
La verità dell'etica non è decisa dal soggetto o valutata democraticamente, ma è presente nell'uomo e va scoperta alla Luce di Cristo.
E ancora...

"chiediamo... all'Agesci di allargare i propri orizzonti affinché tutte le persone - indipendentemente dall'orientamento sessuale - possano vivere l’esperienza scout e il ruolo educativo con serenità senza sentirsi emarginati. Chiediamo inoltre all’Agesci che dimostri maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza, attraverso occasioni di confronto e di dialogo, diventando così portavoce presso le istituzioni civili ed ecclesiastiche di una generazione che vuole essere protagonista di un cambiamento nella società. A questo proposito, chiediamo alla Chiesa di accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall'amore;
• che l'Agesci non consideri esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, fintanto che l'educatore mantenga i valori dell'integrità morale;
alla Chiesa di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell'omosessualità, convivenza e divorzio, aiutandoci a prendere una posizione chiara;
• che lo stato porti avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti di persone di qualunque orientamento sessuale, perché tutti abbiamo lo stesso diritto ad amare ed essere amati e che questo amore sia riconosciuto giuridicamente affinché possa diventare un valore condiviso.
• allo Stato di agevolare sia dal punto di vista economico che burocratico le pratiche di adozione nazionale."

Insomma i prodromi di una società smarrita e di credenti allo sbando.

Ma la vera domanda è:
i capi e l'AGESCI, saranno in grado di cogliere gli aspetti positivi giovanili e di valorizzarli e di porre una correzione di rotta, amorevole e vigorosa, alle derive soggettivistiche, relativistiche ed ideologiche di questo documento?

Sappiamo infatti che nei nuclei, socialmente intesi, il valore e spesso i principi, vengono sacrificati per non perdere il "numero".. a danno poi del bene autentico della persona stessa, di ogni singola persona e del membro associato e, non ultimo, anche dell'intero cammino associativo.
Insomma il compromesso, non quello operativo, che è il benvenuto, ma quello sui principi, diventa il vero principio ove tutto viene sacrificato.
Ai tempi del vecchio testamento si chiamava "vitello d'oro".
Nel nuovo testamento è il segno dell'Anticristo.
Nei tempi moderni si chiama narcisismo del politicamente corretto.

Segue il documento
strade-di-coraggio.pdf


Staff
cristianocattolico.it








 

Le nostre turbate coscienze di donne

di GIULIA GALEOTTI

Vietato perché «disturba la coscienza delle donne»: questo il succo del parere vincolante emanato in Francia dal Consiglio superiore per l’audiovisivo (Csa), e cioè l’authority nazionale sulla televisione, che ha proibito la messa in onda sul piccolo schermo del filmato Dear Future Mom. La colpa di questi due minuti e ventotto secondi di pellicola — stando alla ratio della decisione — è quella di raccontare, con allegria e delicatezza, la vita felice di bambini down e delle loro mamme. Alcune grandi reti televisive nazionali francesi hanno ritenuto che valesse la pena di mandare in onda Dear Future Mom, ma ora non potranno più farlo: il filmato, spiega con chiarezza il Csa, «benché diffuso a titolo gratuito, non può essere guardato come un messaggio d’interesse generale perché, indirizzandosi a una futura madre, la sua finalità può apparire ambigua».
 

Il male che c’è

di Costanza Miriano  

-Ehi! Dove vai con un top luccicante, tutta sola, di sera? Senza neanche un figlio per mano, un passeggino?

-Veramente è un pezzo che non vado in giro con il passeggino. E sono sola perché siamo in partenza per il mare domattina presto, i ragazzi dormono… il top luccicante, be’ quello è perché dentro di me abita una signora cafona che aggiunge sempre uno strato brilluccicoso, un accessorio di troppo, uno strass grosso come un’oliva. Ha accoppato quella voce da sciura che le diceva di vestirsi,  andare allo specchio e togliere qualcosa, quella piccola cosa di troppo, cacchiate tipo less is more. Less is less. Quanto all’essere qui in realtà è perché torno adesso dalle Sentinelle in piedi.
 

Se il figlio diventa un diritto

di LUCETTA SCARAFFIA

Se si ammette che esista un “diritto al figlio” — di recente introdotto anche in Italia — non possiamo poi stupirci se i genitori che hanno “ordinato” un figlio, affittando l’utero di una donna, lo rifiutino se alla nascita non è sano e perfetto. Infatti, se il figlio diventa un prodotto da acquistare, è ovvio che, come ogni acquisto, deve essere di gradimento della coppia compratrice.