Ponte verso la bellezza

di SILVIA GUSMANO

Essere incinte ha a che fare in maniera intrinseca con la creatività. E la pancia di ogni donna in attesa è un ponte ideale verso la bellezza dell’arte. Su questo ponte si sono ritrovati e confrontati nelle settimane scorse future mamme, futuri papà, accademici, medici, pittori e qualche bimbo, nell’ambito del ciclo di incontri «Partorire con l’Arte, ovvero l’Arte di Partorire». Ideato e curato da Antonio Martino, ginecologo dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma e collezionista d’arte, e da Miriam Mirolla, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, il progetto è stato realizzato in uno scenario d’eccezione, il Maxxi.
 

Il test della moralità cristiana

di HUMBERTO MIGUEL YÁÑEZ

La teologia morale preconciliare distingueva — basandosi su un’esegesi parziale del testo di Matteo, 19, 16-22 — tra la morale dei laici e la morale dei religiosi: la prima consisteva nell’osservare i comandamenti; la seconda includeva anche i cosiddetti “consigli” evangelici, tra cui c’era la povertà. Una proposta di questo tipo abbassava il livello della moralità dei laici a un’etica minima, e i religiosi vivevano la povertà in un certo senso fuori del mondo, senza un confronto critico, come una faccenda loro.
 

Per uno Stato di diritto basato sui principi della giustizia

Pubblichiamo la traduzione italiana dell’intervento pronunciato il 13 ottobre a New York dall’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, al sesto comitato della 69ª sessione dell’Assemblea generale.
 

Madri senza speranza

ROMA, 21. Ogni giorno nel mondo ottocento madri perdono la vita durante il parto, e di queste oltre la metà sono africane. Più di quattrocento neonati, di conseguenza, restano orfani nel continente. Scarsa prevenzione, distanze enormi da coprire per arrivare a un ospedale, mancanza di informazione, scarsità di operatori sanitari sono le cause principali che spiegano il divario tra l’Africa e i cosiddetti Paesi sviluppati.
 

Il matrimonio in cui crediamo

ROMA , 20. «Il matrimonio in cui crediamo» è il titolo del documento che l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana ha pubblicato in seguito alla trascrizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso, avvenuta sabato scorso in Campidoglio. «La notizia ci sorprende — si legge nella nota — perché oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico, suggerisce un’equivalenza tra il matrimonio e altre forme che a esso vengono impropriamente collegate. Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma, non è accettabile.
 

L’obbligo morale di dire basta

Il cardinale segretario di Stato al concistoro sul Medio oriente

Prima di tutto vorrei ringraziare vostra Santità per l’opportunità che mi è stata concessa di parlare in questo concistoro dedicato al Medio oriente, all’indomani della chiusura della III assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi. Come è noto, dal 2 al 4 ottobre scorso sono stati convocati in Vaticano, per desiderio del Santo Padre, i rappresentanti pontifici presenti nel Medio oriente per riflettere sulla drammatica situazione che da tempo si vive nella regione. Attraverso questo incontro, il Santo Padre ha voluto manifestare la sua vicinanza e la solidarietà di tutta la Chiesa verso le persone che soffrono le conseguenze dei conflitti in atto. Particolare attenzione è stata dedicata ai cristiani e agli altri gruppi che sono perseguitati a causa del loro credo religioso, specialmente in alcune zone dell’Iraq e della Siria, da parte del cosiddetto “Stato islamico”.
 
Mons. Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, è intervenuto nuovamente alla 69.ma sessione dell’Assemblea generale dell’Onu. Diversi i temi in discussione dalla condizione dei bambini al clima e alla cooperazione internazionale. Ce ne parla Benedetta Capelli:
 

Marino registra nozze gay. Cei: "arbitraria presunzione"

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha ufficialmente aperto oggi i registri comunali alla registrazione delle unioni omosessuali celebrate fuori dell’Italia. Il ministro dell’Interno Alfano e il prefetto di Roma Pecoraro ne hanno chiesto la cancellazione perché, affermano, l’atto è illegale. Per la Cei "una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile. Anche il settimanale diocesano “Roma Sette” parla di “mistificazione” di sapore “demagogico”. Il servizio di Alessandro De Carolis: