Rassegna stampa etica

Le gravissime colpe degli #psicologi

narcisismoL’Associazione Psicologi Americani e il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disordini mentali penetrano quotidianamente in tutte le coscienze, mutandone poco a poco gli assunti fondamentali. Come già è “scomparsa” l’isteria così – quasi per effetto placebo – faremo “scomparire” anche la pedofilia, l’incesto e tutto quanto ancora percepiamo come male e colpa.


di Silvana De Mari
Ripeto l’affermazione perché la sua importanza è fondamentale. Da quando L’APA domina il mondo, la depressione e tutti i disturbi della psiche sono aumentanti del 1200 %. La pseudoscienza dogmatica, ottenuta per votazione da poche centinaia di individui in una stanza, ha distrutto le coscienze esattamente come le affermazioni dogmatiche ottenute per votazione da poche centinaia di individui negli anni 20 e 30: gli scienziati o sedicenti tali che votarono l’esistenza e la superiorità della razza ariana distrussero una parte delle coscienze della loro epoca. L’APA e il DSM dominano il mondo e penetrano nelle coscienze, anche le più sprovvedute e periferiche, mediante uno stillicidio continuo e fittissimo. L’APA è una vera pseudoreligione, possiede una gerarchia, e un esercito, che è raggruppato in plotoni che sono gli ordini degli psicologi, che controllano che nessun pensiero eretico, ma sarebbe più esatto dire nessun pensiero osi alzarsi contro il dogma. Caso mai qualcuno fosse distratto ripeto: L’APA, associazione psichiatri americani, nel testo sacro che condiziona tutta la diagnostica in psicologia, il DSM ha affermato che la pedofilia non è una deviazione sessuale , ma un orientamento sessuale. Questa affermazione è falsa. Noi non siamo solo cultura, siamo natura e cultura e la miscela non deve essere alterata. Il sesso è il mondo della biologia per creare la generazione successiva mediante l’incontro di un gamete femminile e un gamete maschile. Chiunque desideri un corpo che non contenga un gamete complementare al proprio è fuori dalla norma biologica. In biologia la norma esiste: è il comportamento che garantisce la sopravvivenza dell’individuo e della specie. Il suicidio è controbiologico, l’aborto e controbiologico, l’asessualità omoerotica è controbiologica e la pedofilia è estremamente controbiologica . Quindi la pedofilia è una malattia? Non scherziamo. La scabbia è una malattia, il cancro è una malattia. La pedofilia è una colpa. E questo è uno meccanismo di distruzione delle coscienze . Primo gradino: una colpa è spacciata per malattia. Secondo gradino: la malattia è dichiarata norma. Agli psicologi, che almeno hanno l’attenuante di essersi venduta l’anima per quattrini e potere, si affiancano giornali e riviste, in particolare quelle insulse e patinate, i periodici femminili, che l’anima se la sono svenduta quasi per nulla, hanno diffuso lo psicologichese, la nuova neo lingua venuta a sostituire il politichese marxista, sono diventati lo stillicidio, continuo fitto inarrestabile, grazie al quale le definizioni dall’APA, il veleno, è entrato in tutte le case. In ogni giornale femminile che si rispetti c’è il parere dello psicologo, c’è il test per stabilire se e quanto sei depresso e così via. È grazie al giornale femminile che siamo diventati un’epoca isterica. I monsignori dell’APA hanno cancellato la parola isterismo dalla loro Bibbia, il DSM, perché noi siamo un’epoca interamente isterica, un’epoca cioè in balia delle proprie emozioni. Anche nel linguaggio quotidiano, soprattutto nel linguaggio quotidiano i giornali femminili, i film, le serie televisive, fiumi di letteratura spazzatura, ci hanno abituati a considerarci dei turaccioli in balia delle onde delle nostre emozioni, da cui solo lo psicologo e lo psicofarmaco possono salvarci. Sono spaventata. Sono stufo. Sono di umore fetido. Sto da schifo. Queste sono le frasi che si ripetono, ovunque. Le emozioni ci travolgono e ci schiacciano, convincendoci che nulla di tutto questo dipende da noi. Tutto dipende dai geni, (nel senso di cromosomi, non nel senso di persona molto intelligente) e/o dalla situazione sociale, e soprattutto, sempre, dall’infanzia. Noi siamo la stessa umanità che è sopravvissuta all’era glaciale e alla peste del ’300. Il nostro coraggio è stato dimenticato nel dogma freudiano della non risolvibilità del trauma che ha inghiottito il presente, cancellato il nostro passato e appeso il nostro futuro alla sindrome posttraumatica da stress. Una folta corrente di psicologi e psicoterapeuti navigano nella certezza di questa teoria, con un continuo rilancio. Qualunque cosa sia successa, c’è bisogno della psicoterapia. Se qualcuno osa affermare che non ne ha bisogno, che non la vuole, che desidera essere lasciato in pace, è sicuro di poter aggiustare la sua vita da solo, viene immediatamente etichettato come gravissimo caso di resistenza. L’ipotesi che la psicoterapia possa per qualcuno anche essere inutile, perché potrebbe essere possibile guarire senza, che qualche volta possa essere dannosa - perché in medicina tutto quello che ha una qualche influenza, può anche essere dannoso e perché in medicina ogni cosa, se usata male, fa danni terribili - non viene mai presa in considerazione. Sempre più trionfanti, ci avviamo verso la medicalizzazione di ogni aspetto della nostra vita. Noi siamo i nostri traumi, inchiodati per sempre al nostro passato. In realtà, la teoria del trauma è a sua volta un trauma. Dal punto di vista psicologico, noi siamo quello che pensiamo di essere. Se pensiamo di essere traumatizzati, traumatizzabili e fragili, perché questa è la teoria corrente, saremo fragili, traumatizzabili e traumatizzati. Negli ultimi sessant’anni la depressione è vertiginosamente aumentata, i disturbi alimentari sono vertiginosamente aumentati, i disturbi fobici sono vertiginosamente aumentati, il disturbo ossessivo-compulsivo è vertiginosamente aumentato. Il meccanismo dell’auto-suggestione, la potenza dell’auto-suggestione, effetto nocebo ed effetto placebo, che in medicina hanno un’importanza enorme, in psicologia diventa talmente enorme da avere potenzialità devastanti. Per effetto placebo si intende una serie di reazioni dell’organismo ad una terapia non derivanti dai principi attivi, insiti dalla terapia stessa, ma dalle attese dell’individuo. In altre parole, l’effetto placebo è una conseguenza del fatto che il paziente, specie se favorevolmente condizionato dai benefici di un trattamento precedente, si aspetta o crede che la terapia funzioni, indipendentemente dalla sua efficacia *specifica*. Nocebo è un termine, contrario di placebo, utilizzato per etichettare le reazioni negative o indesiderate che un soggetto manifesta a seguito della somministrazione di un falso farmaco completamente inerte, ma da esso percepito nocivo. Le reazioni negative non sono quindi generate chimicamente, ma sono interamente dovute al pessimismo e alle aspettative negative riguardo agli effetti del falso farmaco. L’esistenza dell’effetto *nocebo* pone anche un problema riguardo ai modi in cui il medico adempie agli obblighi di informazione nei confronti del paziente. Il concetto di nocebo oggi viene esteso anche agli effetti negativi derivati da autosuggestione a seguito di un qualsiasi evento percepito erroneamente come dannoso, come nel ricevimento di un referto medico sbagliato che diagnostica una malattia inesistente, di cui si inizia a manifestare i sintomi (pantomimia). Effetto placebo vuol dire che la mente può curare il corpo. Si indica con questa parola la capacità di una sostanza che noi riteniamo a torto curativa, di farci stare meglio. Dal punto di vista chimico, è qualcosa di assolutamente neutro e dimostra, quindi, come la nostra mente abbia capacità di curare. I due campi dove maggiormente l’effetto placebo si attua sono gli antidepressivi e gli antidolorifici. Questo dimostra come la nostra mente abbia spontanee capacità di combattere depressione e dolore. Se siamo molto distratti, con l’attenzione molto concentrata su qualche cosa, possiamo non accorgerci minimamente del dolore. Questo è lo schema della cosiddetta anestesia da stress. A tutti è capitato di accorgerci di sanguinare da qualche parte, senza aver avvertito il momento del taglio. Durante i grossi disastri, l’esplosione di una bomba per esempio, spesso le persone non si accorgono subito dei danni subiti, in quanto sono troppo intente a dare soccorso agli altri o semplicemente a cercare di capire cos’è successo. Il dolore è padrone della vita. Le persone che ne sono prive, gli affetti da analgesia congenita, vivono malissimo e spesso non vivono proprio, data la loro incapacità a sottrarsi agli incidenti. Tutti gli altri possono imparare tecniche di analgesia. Il dolore è portato dalla periferia al centro dal fascio spino-talamo-corticale e sul fascio spinotalamo- corticale, non ci piove. Oltre questo sistema ascendente, esiste un sistema di modulazione discendente e su questo ci piove, nel senso che qui possiamo avere innumerevoli variazioni. La paura esaspera il dolore. La collera lo diminuisce, fino ad annullarlo. Le endorfine diminuiscono il dolore e noi produciamo endorfine nell’estasi religiosa e, più modestamente, quando ascoltiamo la musica che amiamo, quando nella nostra mente si creano delle narrazioni. Quindi, se dovete fare operazioni, è buona regola portare la musica e magari anche un buon libro o un audiolibro, se leggere ci stancasse troppo. Durante l’espirazione produciamo endorfine, quindi anche una respirazione con le ispirazioni prolungate aiuta. Detto questo, bisogna anche dire che il tizio che ha inventato il toradol incontra la mia infinita gratitudine e che vivere in un’epoca di cui fanno parte analgesici e chirurgia ortopedica è un grandissimo privilegio. L’effetto placebo è immediato dalla parte emotiva del cervello che funziona particolarmente bene sulle immagini. Il primo esempio che incontriamo sulla nostra strada di effetto placebo è la mamma che si china a dare un bacino dove il bimbo si è fatto la bua. Funziona. L’effetto placebo per funzionare deve essere dichiarato. Dobbiamo dirlo che adesso le cose andranno meglio. Sull’effetto placebo è stato basato il lavoro di secoli e secoli di guaritori. Nel mondo contadino il medico era una figura non disponibile, sia perché fisicamente non c’era, sia perché, se anche ci fosse stato, sarebbe stato impensabile avere il denaro sufficiente per pagarlo. Fino al settecento tutto il mondo contadino è stato interamente curato dai guaritori. Qualche erba medicinale, un po’ di buonsenso e poi formule di guarigione. Le formule di guarigione appartenevano al cristianesimo e potevano essere formulate in lingua latina. C’erano alcune regole fisse: la Madonna, Sant’Anna e Sant’Elisabetta erano invocate per i parti, San Lorenzo per le malattie del fuoco, Santa Lucia per quelle degli occhi. Le formule potevano anche essere scritte su un pezzo di pergamena, e in questo caso dovevano essere posate sulla parte malata. Le formule erano quasi sempre versi di un salmo, sempre in latino. La versione originale si doveva a un qualche volenteroso sagrestano. Generazione dopo generazione il foglietto veniva copiato innumerevoli volte e dato che si trattava di analfabeti ogni volta le lettere diventavano più fantasiose e lo scritto più indecifrabile. Anche la musica aveva una funzione guaritrice. La più famosa musica guaritrice è la tarantella. Antidotum tarantulae è il titolo originale, cura per la tarantola, vale a dire per l’epilessia, che è una malattia molto simile a quella data dal morso della tarantola. L’effetto placebo ha generato un bel po’ di guarigioni, un infinito numero di miglioramenti e una musica straordinaria. La psicopatologia dovrebbe essere una scienza più riservata. Una volta che sia spaparanzata al sole, i pazienti rischia di crearli. Ai bei tempi dei suoi inizi ha rilanciato le isteriche, nella clinica Salpètriére, l’ospedale dei folli di Parigi, gironi danteschi di disperazione e tenebre. Dal buio, come coniglietti da un cappello a cilindro, venivano tirate fuori le isteriche, che un po’ pazzerelle lo erano già in origine, ma molto meno di quanto lo sarebbero state alla fine. Le isteriche, le anoressiche, i depressi, sono parole tremende, sono pietre tombali. Le parole corrette sono: una persona che – in quel determinato periodo – sta soffrendo di depressione, di anoressia oppure di isterismo. Quest’ultimo termine, oggi è stato addirittura abolito. Quello che non possiamo più abolire sono le isteriche, le povere donne con la vita spezzata, rinchiuse per anni. I medici dell’epoca, quelli famosi, anche Freud e Charcot, facevano pubblicamente – con un pubblico, un vero pubblico, come quello del teatro o del circo – delle sedute di ipnosi. La gente applaudiva, l’isterica diventava sempre più grave, sempre più dispersa in una mente slabbrata. Tra il pubblico sicuramente c’erano anche il marito o la madre, sconvolti e disperati di vedere lei sempre più pazza, con il suo corpo e l’anima esposti al pubblico ludibrio, per la felicità di questi medici che avevano cancellato ogni cosa nella mente di queste donne, salvo la loro follia e se stessi: avevano cancellato affetti, distrutto legami, ridicolizzato valori. Si trattava di pazienti molto compiacenti, che tendevano a fare quello che si voleva da loro. I grandi medici le volevano pazze e malate e loro sono diventate sempre più pazze e malate, sempre più preda dell’ipnosi, sempre più teatrali e incredibili, così da strappare gli applausi della gente e la carezza del grande luminare, come un bravo cagnetto ammaestrato.

© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 16 marzo 2016

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