Rassegna stampa formazione e catechesi

San Valentino ha promosso l’amore puro, intenso, appassionato e fecondo

San ValentinoIl vescovo di Terni per la festa del Santo protettore

La festa patronale della città di Terni nel Giubileo della misericordia acquista un significato particolare. Infatti il santo vescovo e martire, come ha spiegato monsignor Giuseppe Piemontese nell’omelia per la festa, ha promosso con tutte le forze e l’entusiasmo di cui era capace, l’amore puro, intenso, appassionato e che lo stesso Signore ha verso l’uomo e la donna. Fondati su questa roccia è possibile proseguire il cammino con umiltà ed entusiasmo.

La festa di san Valentino si intreccia quest’ anno, con l’inizio della quaresima: la memoria della passione di san Valentino si coniuga con la memoria della passione di Gesù e anche con quella di ciascuno, immersa nel nostro tempo caotico e disorientato.

La quaresima, paradigma di tentazione e di prova, è il tempo di preparazione alla Pasqua: la Risurrezione di Cristo viene preparata e anticipata dalla nostra vittoria sulle tentazioni, da quelle quotidiane a quelle esistenziali che ostacolano l’orientamento fondamentale della esistenza, a quelle che distolgono dallo schierarci sul versante della verità e della giustizia, della lotta contro la malattia e contro la morte.

La passione di san Valentino si è conformata a quella di Gesù e noi siamo chiamati oggi a confrontare la nostra passione con quella di Valentino e di Cristo. Le feste dei santi mirano a rafforzare lo spirito di identità di un popolo, che fa riferimento al suo campione, che sta all’origine della propria fondazione e costituzione. Ma tale memoria, se si vuole conservare e rinnovare, deve cogliere in maniera dinamica e sempre originale, gli aspetti caratterizzanti dal “padre-santo-fondatore” e riproporli “aggiornati” ai nostri giorni e alle giovani generazioni.
San Valentino è riconosciuto e si propone come il vescovo-padre di questa comunità, che ha guidato per oltre 70 anni con la passione del buon pastore. E’ riconosciuto come colui che ha promosso con tutte le forze e l’entusiasmo di cui era capace, l’amore puro, intenso, appassionato e fecondo tra i giovani, tra gli sposi, tra coloro che condividono lo spazio e il tempo nella medesima condizione umana e sociale. E’ colui che si è chinato sulle sofferenze e malattie del corpo e dello spirito di tanti che a lui si rivolgevano per alleviarle e risanarle.

E’ vero, la storia nei suoi confronti, è stata avara di notizie più estese e dettagliate e quelle poche che ci sono state tramandate, spesso sono travisate e trasformate in sdolcinati souvenirs holliwoodiani, che pure nascondono la profonda aspirazione all’amore perenne, gratificante e gioioso.
Alcuni elementi si sono conservati e costituiscono genuina tradizione della personalità di Valentino.
La sua fede, il suo rapporto con Dio, mai rinnegato e testimoniato nei lunghi anni di ministero episcopale e nella finale affermazione del suo credo con il dono della vita. La fedeltà a Cristo buon pastore, l’accurata attenzione al popolo affidato al suo ministero, sono state attuate con lo stile di Gesù, che cerca la pecorella smarrita, che si prende cura di quella debole e malata, che difende il suo gregge incurante di ogni rischio.

La costante sollecitudine verso i giovani è stata da lui evidenziata nell’ ansia di aiutarli a custodire e arricchire il proprio cuore, la capacità di amare con sentimenti e gesti genuini e perenni di dono.
Salde erano la convinzione e la capacità di ottenere dal Signore con la preghiera, benessere, salute e amore per coloro che fiduciosi si rivolgevano a lui e che erano parte della sua comunità civile ed ecclesiale.

Quale riferimento facciamo oggi a questi aspetti del nostro padre e santo Valentino?
Valentino esercitava il suo ministero in una comunità che era composta per la maggior parte da pagani, credenti nell’Olimpo Romano, e da pochi discepoli di Cristo. Se a questi rivolgeva le sue premure principali, non trascurava le relazioni con tutti gli altri. Oggi, nella nostra società molto più grande e fieramente pluralista dal punto di vista religioso, civile, etnico, politico e sociale, la festa del nostro patrono offre, ancora una volta, l’opportunità di richiamarci ai principi del rispetto reciproco, del dialogo, del rispetto dei ruoli, della cooperazione per la promozione del bene comune e della pace. Ma nello stesso tempo vogliamo riscoprire valori e tradizioni della nostra comunità cittadina che risalgono a san Valentino e che si sono conservati resistendo all’usura dei secoli. E’ una scommessa difficile e ardita, ma forse da tutti desiderata: il riconoscimento della diversità in ogni campo e la custodia e affermazione creativa dei valori, patrimonio secolare di fede della nostra gente; il rispetto delle regole della democrazia e l’attenzione dovuta ad ogni uomo o donna e ad ogni minoranza civile, religiosa e sociale.

[…] Non scoraggiamoci per le difficoltà e per le incoerenze religiose, morali e civili da cui ci sentiamo appesantiti. Le tentazioni di cui parla la liturgia odierna hanno accompagnato Gesù, San Valentino e sono il pane quotidiano di ognuno di noi. Gesù ci insegna che l’umile attenzione alla sua Parola e il riconoscimento di Dio come unico Signore, saranno il pane che alimenta la speranza e rafforza la nostra coerenza.  Misericordia, grazia e gioia per voi, fratelli e sorelle, nel nome di san Valentino.

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