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Un divertente manuale di evangelizzazione

famiglia-12di LUCETTA SCARAFFIA

Senza dubbio per la Chiesa uno dei compiti più difficili oggi è quello di far capire ai giovani l'importanza della famiglia e dei figli, l'importanza della fedeltà e della difesa del matrimonio, la bellezza di assumersi la responsabilità di altri esseri umani e di saperla sostenere. Per questo c'è un pontificio consiglio, sono nati istituti appositi, si scrivono tanti libri, ma in genere un po' astratti, talvolta un po' troppo zuccherosi. Non è facile però trovare una strategia convincente per farsi ascoltare da giovani che vivono immersi negli effetti della rivoluzione sessuale e dell'individualismo sfrenato. In questo arduo compito si è proposta in modo nuovo e attraente una giornalista del Tg3, moglie e madre di quattro figli: Costanza Miriano, autrice di un testo divertente e ironico - dallo stile vicino a quello delle ragazze della serie televisiva "Sex and the city" - dal titolo provocatorio Sposati e sii sottomessa (Vallecchi).
Il libro, scritto sotto forma di lunghe lettere ad amici e amiche alle prese con problemi sentimentali e familiari, risponde a tutte le obiezioni che oggi vengono mosse a chi crede nella famiglia, nel matrimonio e nella bellezza di avere figli. Miriano non nega che la sua vita, nel difficile equilibrio fra lavoro e figli, sia in sostanza una fatica quotidiana che richiede capacità acrobatiche; ma non si lamenta, lo racconta con allegra ironia e ne rivendica la ricchezza e la bellezza.
Con questo tono apparentemente scanzonato propone riflessioni antiche e giuste: "È dalla donna per prima che dipende la vita o la morte del matrimonio", ragione per cui invita la futura sposa a essere "sottomessa non nella logica del dominio, quindi della violenza e della costrizione, ma in quella del servizio, spontaneo, volontario". Rivelando quale è il vero significato di essere sottomessa: essere cioè "la base della famiglia" perché "chi sta sotto regge il mondo, non chi si mette sopra agli altri". La durata del matrimonio è soprattutto questione di volontà: la spontaneità, infatti, "non può essere uno stile di vita o un metro di giudizio. E l'emozione a un certo punto non c'entra più molto con l'amore". Tanto è vero che "è con l'esercizio paziente e quotidiano dell'obbedienza che si può andare incontro all'altro e limitare il nostro egoismo".
La banalizzazione del sesso - scrive l'autrice - "non gli ha fatto un gran bene". E di questo appannamento dell'importanza e della bellezza della vita sessuale, secondo Miriano, sono responsabili più le donne che gli uomini: "Credendo di emanciparci, ci siamo svendute per un piatto di lenticchie: abbiamo adottato il modo maschile di concepire la sessualità". E, alla fine, "ne soffriamo noi e ne soffre tutto il mondo, perché se non lo facciamo noi, chi custodirà l'amore per la vita?". Oggi, quello che sembra più difficile e ingiusto è rinunciare alle vite possibili, e "guardiamo con raccapriccio all'idea di rinunciare a qualcosa". A noi sembrano ormai "diritti una serie di possibilità che finora sono state inimmaginabili". Scrive quindi a un'amica, che non ha il coraggio di scegliere per sempre, di sposarsi: "Abbraccia anche tu una vita, una sola, e tientela stretta".
Per quando riguarda l'educazione dei figli, insiste sulla divisione dei ruoli, sui padri che devono fare i padri "perché non si può chiedere a un padre di fare il baby sitter e anche autoritario", intervenendo con una parola risolutiva nelle crisi educative. E, a proposito della contraccezione, osserva "come si può stabilire in anticipo qualcosa che non si conosce?".
Costanza va a messa la mattina, manda i bambini al catechismo e cerca di allevarli come buoni cristiani, ma vive nel mondo di oggi - anzi, in uno spicchio particolarmente "moderno" di questo mondo - ed è quindi abituata a essere una persona diversa, che deve spiegare ogni sua scelta a chi non la condivide. È proprio questo dialogare con i giovani, nel loro linguaggio e con uno spirito ironico e leggero, a rendere questo libro divertente un piccolo manuale di evangelizzazione.

(©L'Osservatore Romano 20 aprile 2011)

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famiglia-5 Petizione in difesa della Famiglia

Firma e diffondi questa petizione a difesa della libertà d'opinione e della libertà religiosa. Si sta strumentalizzando il contrasto all'omofobia per condannare al silenzio chi non vuole introdurre il matrimonio omosessuale.

Destinatario: Al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Presidenti dei gruppi di Camera e Senato: " Egr. Presidente, in nome della Costituzione italiana (art.29) le chiediamo di difendere la famiglia, unione fondata su un uomo e una donna, da ogni iniziativa legislativa che punti a demolirla, nello specifico: - legge contro l’omofobia; - legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso; - adozioni di bambini da parte di coppie dello stesso sesso; - educazione all’ideologia gender e linee guida Oms sull’educazione sessuale nelle scuole."

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