IL DUPLICE FALLIMENTO DEI SISTEMI SCOLASTICI

A fine maggio arrivano gli ultimi giorni di lezioni a scuola. E come sempre si arriva tutti stanchi, insegnanti, professori, personale Ata, alunni, studenti, genitori. Fare qualche riflessione sulla scuola non fa male, mi è capitato in altre occasioni. Non ho resistito a leggere un volumetto abbastanza critico sui sistemi scolastici, già il titolo è abbastanza provocatorio: “Requiem  per la scuola”, scritto da Norberto Bottoni, pubblicato da Il Mulino (2013). Per la verità, quasi tutti i libri, gli studi che ho letto sulla scuola, hanno le caratteristiche della critica e della provocazione.
 
Il 29 aprile scorso la Fontana di Trevi a Roma si è illuminata di rosso come il colore del sangue dei martiri cristiani che vengono perseguitati, uccisi in tante parti del mondo. La lodevole iniziativa è stata organizzata da ACS Italia (Aiuto alla Chiesa che Soffre) perchè il mondo si accorga del martirio dei cristiani.“I perseguitati ci chiedono di testimoniare la loro sofferenza e noi l'abbiamo fatto raccontando le storie dei martiri di oggi.
Ora non dimentichiamoli. Non spegniamo le luci sul martirio cristiano”. Sono alcuni slogan della manifestazione di Roma. Peraltro leggo sul sito dell'Acs che è prevista un'altra manifestazione a Como il 30 maggio: la Basilica di Sant'Abbondio sarà illuminata di rosso a ricordo del sangue versato dai tanti martiri cristiani. Nel corso della serata si terrà la testimonianza, “Perseguiteranno anche voi...dove la fede è un delitto”, parteciperanno Alfredo Mantovano, Presidente di Acs-Italia, e monsignor Mtnaios Hadda, siriano e archimandrita della Chiesa cattolica greco-melchita. Al termine interverrà il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti.
 

LA GUERRA GLOBALE CONTRO I CRISTIANI

L'ultimo numero della rivista, La Roccia, il giornale per la nuova evangelizzazione, che“segue sempre il Papa”, è segnato dai racconti sulla feroce persecuzione dei cristiani. Nella sezione “Nel mondo”, viene proposta la storia degli Assiri e i Caldei, cristiani perseguitati dagli islamisti. “Se ti converti muori”, è la drammatica storia di un anglo-pakistano, convertito al cristianesimo, perseguitato come infedele. Poi si prosegue con gli assassini di Boko Haram, che uccidono senza pietà nel nord della Nigeria, infine viene intervistato Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, assassinato dai fondamentalisti islamici, che fa il punto sulla libertà religiosa in Pakistan.
 
 
La crisi economica e ora la forte pressione degli immigrati rischiano di mandare a pezzi la casa Europa. L'importante discorso di Papa Francesco in occasione del conferimento del Premio Internazionale Carlo Magno, rende attuale la mia lettura guidata dell'ottima raccolta di scritti storici e filosofici di Gonzague de Reynold, “La Casa Europa”, curati da Giovanni Cantoni per la D'Ettoriseditori di Crotone. Il discorso del Papa alla presenza dei principali rappresentanti delle istituzioni europee, rappresenta un programma sintetico per“rifondare l'Europa”, un'esigenza sentita da molti. Il papa apre con il riferimento all’Europa come Casa comune che rinasce dalle“ceneri delle macerie” di ben due guerre mondiali. Dopo aver “strigliato” l'Europa che è come una “nonna stanca e invecchiata”, incapace di integrare, di dialogare e generare, fa riferimento alla memoria storica.“Le radici dei nostri popoli – ha detto -, le radici dell’Europa si andarono consolidando nel corso della sua storia imparando a integrare in sintesi sempre nuove le culture più diverse e senza apparente legame tra loro. L’identità europea è, ed è sempre stata, un’identità dinamica e multiculturale”.
 
Leggere il libro di Gonzague de Reynold, “La casa Europa. Costruzione, unità, dramma e necessità”, pubblicato da D'Ettoriseditori di Crotone (2015) è piacevole perchè scritto veramente bene, un testo che riesce mirabilmente a descrivere con grandi quadri geografici la storia della costruzione della Casa Europa. Una storia straordinaria che dovrebbero attentamente leggere e studiare gli studenti dei nostri licei.
 

L'EUROPA TRA UN MONDO CHE MUORE E UNO CHE NASCE

Si ha la sensazione che stiamo vivendo la fine di un'epoca, di un mondo, per qualcuno addirittura siamo alla fine “del” mondo, ma sarà vero? O piuttosto siamo alla fine di “un” mondo, come sostiene il fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni, che peraltro da molto tempo ripete a mò di slogan, che “la nonna è morta”, alludendo con ciò alla fine della Cristianità occidentale. C'è anche un'altra immagine che Cantoni usa per l'Europa, ed è quella della“balena morta, spiaggiata ormai morta”. Il processo che segue, quello della decomposizione, è ovviamente molto lungo.“Questa è la situazione che noi stiamo vivendo oggi. La cristianità è finita. Quanto tempo ci vorrà perché la sua dissoluzione si compia definitivamente? Non lo possiamo sapere con precisione. Ma la nostra situazione è simile a quella di coloro che assistono alla morte e alla decomposizione della balena spiaggiata. Una situazione sgradevole soprattutto nel momento in cui si incominciano a sentire i miasmi fetidi della putrefazione del cadavere dell'enorme animale”.(Pietro Cantoni, Riflessioni su “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione” e la situazione attuale, in Cristianità, n. 379, genn-marzo 2016).
 

L'ISIS A PALMIRA COME I GIACOBINI A NOTRE DAME.

La Storia si ripete. Ci siamo indignati l'anno scorso quando abbiamo visto i miliziani jihadisti dell'Isis abbattere le statue e i resti archeologici di Palmira, nello stesso tempo abbiamo esultato quando le truppe del presidente Assad assistiti dai russi di Putin hanno riconquistato il sito archeologico. Molto si è scritto sui danni impressionanti che ha subito il sito archeologico, ad una settimana dalla fine dei combattimenti si contano i danni, lo ha fatto La Repubblica intervistando Mahmud, uno dei figli di Khaled al Assad, l'anziano archeologo ed ex direttore del Museo e del sito di Palmira, ucciso dai jihadisti per essersi rifiutato di rivelare dove erano state nascoste parte delle statue e gli oggetti preziosi. “[...]Un viaggio doloroso quello che comincia dalla piazza del Museo archeologico, centrato ripetutamente da colpi d'artiglieria (qui tutti assicurano che l'aviazione russa ha di proposito evitato di bombardare le zone, come questa, vicine al sito per evitare danni collaterali irreparabili alle vestigia), devastato e saccheggiato”. (A. Stabile, A Palmira con il figlio del martire del museo, 7.4.16, La Repubblica)
 
Sabato 2 aprile scorso presso il Teatro “Val d'Agrò”, di Santa Teresa di Riva, nella riviera jonica del messinese si è tenuta una spettacolare opera teatrale, Resurrexit, “Il mistero pasquale di Cristo”, un recital sulla Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. Protagonisti e autori di questo interessante spettacolo sono stati la Compagnia teatrale Sikilia (Teatro, Musica, Danza), diretta dalla prof.ssa Cettina Sciacca, la Corale Theotokos, guidata da Sergio Micalizzi e un gruppo di musicisti solisti della Banda Musicale, “V. Bellini”, del maestro Carmelo Garufi e di Antonio Pizzi. Naturalmente poi ci sono i tecnici che hanno curato la scenografia, i costumi, la sartoria e i video.
 
Anche se ancora bisogna fare molto per far conoscere la storia degli Insorgenti, tanto è stato fatto in occasione del bicentenario della Rivoluzione Francese. Infatti nel 1989, vi è stata una rinascita degli studi dei moti popolari antirepubblicani e antifrancesi del 1799. Un apporto fondamentale a questi studi è stato dato dall'ISIN, l'Istituto Storico dell'Insorgenza, fondato a Milano nel 1995, poi denominato, ISIIN, Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale. L'Istituto sta facendo un lavoro rigorosamente ben documentato da diversi studiosi, tra cui lo stesso Pappalardo, autore del testo pubblicato nel 2014 da D'Ettoris Editori, “Dal banditismo al brigantaggio”. A cura dell'istituto, si può accedere in rete a un ricco sito internet, Identitanazionale.it, diretto da Oscar Sanguinetti.
 
A partire degli attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, sull'Islam e in particolare sul jihadismo islamico, si è scritto e si scrive molto. Anni fa le Edizioni San Paolo hanno chiesto all'autorevole padre Piero Gheddo di scrivere un testo sull'Islam e le varie questioni. La sola condizione era di scriverlo in modo facile, comprensibile, senza per questo pretendere di esaurire ogni tema trattato.
 
La barbarie islamista ha colpito nuovamente, questa volta è toccato alla capitale dell'Unione Europea, Bruxelles. Tra i tanti infiniti e vacui commenti, molti hanno scritto e sottolineato che si è voluto colpire il simbolo delle istituzioni europee, in un aeroporto fra i più battuti dai Capi degli Stati. Anche se forse è un simbolo scelto male, infatti il Belgio, con la sua capitale, rappresenta bene tutti i mali dell'UE. Uno Stato che non esiste, probabilmente fallito, diviso culturalmente e linguisticamente, dove parte della sua capitale, il 40 per cento della popolazione è musulmana, con quartieri in preda alla legge islamica della sharia. 
 

Giù le mani dalla festa del papà

di Mirko De Carli

Ormai essere contemporanei e al passo coi tempi significa distruggere tutto ciò che ha caratterizzato fino ad oggi la nostra civiltà occidentale. Lo Stato italiano, come la stragrande parte delle democrazie europee ed americane, hanno incardinato nelle loro Costituzioni il sacrosanto principio di laicità (non di laicisimo o ateismo di Stato): riconoscere ciò che la società vive e sente come ‘propriamente suo’ dentro la legge pubblica.
 
Il libro di Vito Tanzi, “Italica. Costi e conseguenze dell'unificazione d'Italia”, Grantorinolibri (2012) oltre ai temi economici e finanziari della conquista del Regno delle Due Sicilie, racconta anche come è stata conquistato e poi annesso. Con la caduta del Muro e delle ideologie, c'è stata una ventata di sano revisionismo che ha toccato anche gli anni e il periodo dell'unificazione del nostro Paese. Così a partire dagli anni 90 sono stati pubblicati ottimi e ben documentati testi che finalmente hanno scritto la verità su come è stata fatta l'unificazione del Paese. Poi è arrivato il 150° anniversario dell'unità d'Italia, ci si aspettava che finalmente non si raccantasse più la solita vulgata risorgimentista, invece la cultura e la storiografia ufficiale, ha continuato a narrare edulcurando i fatti e i personaggi del cosiddetto Risorgimento. 
 
Studiare la Storia non è solo accademia, a volte può essere utile per il presente. Anzi forse è valida la frase che ripete spesso il pensatore cattolico e fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni:“Chi sbaglia Storia, sbaglia politica”. E un libro che potrebbe aiutare il mondo economico e politico in Italia, è sicuramente il documentato testo dell'economista Vito Tanzi, “Italica. Costi e conseguenze dell'unificazione d'Italia”, (Grantorino libri S.r.l. 2012)
 
Qualche anno fa è uscito in Francia un interessantissimo libro dello storico Michel De Jaeghere, “Gli ultimi giorni. La caduta dell'Impero romano d'Occidente” (Les Belles Lettres, Parigi 2014), un bel tomo di oltre seicento pagine che continua a far discutere negli ambienti più diversi, talora con toni molto accesi. Purtroppo in Italia ancora non è stato tradotto e pubblicato da nessuna casa editrice.
 

IL SUICIDIO DEMOGRAFICO DEL POPOLO ITALIANO

Negli anni anni novanta il professore Michel Scooyans, coniava il termine “Inverno demografico” per descrivere l'invecchiamento, ovverosia l'aumento dell'età media, della popolazione. Termine poi ripreso abbondantemente da San Giovanni Paolo II, proprio per sottolineare la forte denatalità che stava caratterizzando il vecchio continente europeo. Tutti i sociologi sono convinti che un Paese per rimpiazzare la sua popolazione attuale, ha bisogno di mantenere un tasso di natalità di 2,1 figli per donna.Tuttavia, solo in Europa il tasso di natalità è di 1,3 e si stima che entro il 2030, l'Europa avrà un deficit di 20 milioni di lavoratori. Allo stesso tempo, in Russia si prevede di perdere un terzo della popolazione esistente nei primi anni del 2000 entro il 2050.
 
Sia nella prima Repubblica con i numerosi governi democristiani che nella seconda, con i governi Berlusconi, la famiglia non ha mai ricevuto aiuto, anzi è stata sempre trascurata se non addirittura attaccata. Ormai sono oltre quarant'anni che Alleanza Cattolica, agenzia cattolica che studia e diffonde il Magistero della Chiesa, cerca di impegnarsi nella difesa della famiglia tradizionale, composta tra un uomo e una donna. E' stata proprio Alleanza Cattolica nel 2013 con un Manifesto di 5 punti ad allertare per prima l'opinione pubblica contro la legge liberticida il ddl Scalfarotto sull'omofobia e poi sul ddl Cirinnà. Chi scrive è stato impegnato fin dagli anni giovanili, gli anni 70, nella battaglia per il referendum contro il divorzio, quando in parrocchia insieme ad altri giovani si pubblicava “Il Campanile”, un ciclostilato ben nutrito di articoli dove quasi sempre si sottolineava il ruolo e la fondamentale importanza della famiglia nella società.
 
Al momento non è facile indovinare se i fautori delle “unioni” dette “civili” (“matrimoni” fra omosessuali), faranno passi indietro e quanti, se “due” o “uno” o se, come dicono, non ne faranno “nessuno”. Di sicuro, il 30 gennaio, quelli della “stepchild adoption”, degli “uteri in affitto” e della futura “fabbrica dei bambini”, la moltitudine del Circo Massimo l’hanno vista, e come! Infatti, nonostante i tentativi di sminuirne la portata (hanno detto che la capienza del Circo è di 300 mila persone che – guarda caso – diventano…un milione quando i raduni li organizza la CGIL!), pure i giornaloni, tutti  schierati in favore delle “unioni” gay, sono stati costretti a pubblicare in prima pagina la foto della folla convenuta a Roma per protestare contro il disegno di legge che vuole legittimare la “nuova” e “diversa” famiglia.
 
Sarà un caso ma in questi giorni a sostegno del tema della bellezza e la ricchezza del patrimonio artistico presente nel nostro Paese, che ho affrontato recensendo il volumetto del giornalista di Report Emilio Casalini, viene in “aiuto” la rivista La Roccia, il nuovo bimestrale di attualità religiosa e culturale diretto da Marco Invernizzi, ma soprattutto nientedimeno che Papa Francesco che ha scritto un agile libretto insieme alla giornalista Tiziana Lupi, “La mia idea di arte”, edito da Mondadori.
 
Dopo qualche settimana di pausa riprendo a scrivere, sempre consapevole di essere uno scrittore dilettante e che probabilmente i miei eventuali lettori non aspettano il mio contributo per essere informati, tanto meno formati. Ho appena finito di leggere un agile volumetto scritto molto bene dal giornalista Emilio Casalini, “Fondata sulla bellezza. Come far conoscere l'Italia a partire dalla sua vera ricchezza”, pubblicato da Sperling & Kupfer. Da quando ho letto il bellissimo testo di Giovanni Fighera, “La bellezza salverà il mondo”, edito da Ares, mi sono convinto che attraverso l'arte, la storia e la cultura potremmo forse salvare anche il nostro Paese. Anche perchè riscoprendo la bellezza del nostro patrimonio artistico, che rispecchia quasi totalmente il cristianesimo, forse potremmo arrivare a riscoprire anche la nostra identità cristiana, visto che “non possiamo non dirci cristiani”, come scriveva Benedetto Croce.
 
Sedici anni fa il compianto cardinale Giacomo Biffi, pronunciava un discorso articolato, abbastanza discusso, tra l'altro affermava: “Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa “cultura del niente” (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’islam che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa - potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”. (Giacomo Biffi, “Sulla immigrazione”. Intervento al Seminario della Fondazione “Migrantes”, 30 settembre 2000)
 
In seguito ai fatti di Colonia com'era prevedibile si è scatenato una pioggia di  commenti, girando tra le varie testate giornalistiche su internet, ne ho catturato alcuni interessanti. A costo di eccedere nelle citazioni, e di uscire dalle regole giornalistiche, intendo presentarli, in questo composito servizio.
 
Lucia Scozzoli

Mancano due mesi alle elezioni regionali in Germania e Angela Merkel sta cercando di correre ai ripari per recuperare una popolarità in picchiata dopo le aggressioni di Colonia nella notte di capodanno.
 
Anche se ancora non sono chiare tante cose su quello che è successo nella notte di S. Silvestro a Colonia, a distanza di alcuni giorni sappiamo però che un migliaio di giovani maschi nordafricani, immigrati, mediorientali, certamente di cultura araba musulmana (tutti i fermati dalla polizia provenivano da quei Paesi) hanno aggredito anche con violenza sessuale un centinaio di donne tedesche, che il capo della polizia di Colonia, Wolfgang Albers, ha definito“pesanti delitti sessuali di una dimensione completamente nuova”. Paradossalmente, nonostante l'era di internet, la notizia è stata data dai media con qualche giorno di ritardo, come mai? Forse non ci si era resi conto della gravità del fatto.
 

IL CRISTIANESIMO NON E' UN MORALISMO

C'è un pericolo in agguato, quando si parla di etica, quell'insieme di norme destinate a regolare la vita degli uomini nei rapporti con se stessi, con gli altri, con la società. Il pericolo è quello che le leggi di uno Stato, che dovrebbero colpire i comportamenti esterni, si proiettano per“raggiungere quel livello più profondo che attiene la coscienza di ciascuno”.
 

RISCOPRIRE LA FEDE PER CONTINUARE A VIVERE

Capita spesso ascoltare semplici fedeli ma anche sacerdoti che si lamentano del comportamento e della poca fede dei cristiani che abitualmente disertano le varie attività proposte in parrocchia. Certamente stiamo vivendo un periodo di crisi profonda, soprattutto antropologica, oltre che economica. Sono molto lontani i tempi del cristianesimo vissuto, quando la cultura occidentale, almeno a livello popolare, si identificava con la cristianità. Le difficoltà in cui si dibatte il cristianesimo sono tante, non solo deve opporsi alla dittatura del relativismo, al mondo laicista, a certa intellighenzia che sui media veicola valori diametralmente opposti alla Chiesa.
 

L'ATTUALITA' DELLA DIFESA DELLA LIBERTA' RELIGIOSA

Il tema delle persecuzioni religiose soprattutto nei confronti dei cristiani, richiama quello fondamentale della libertà religiosa, che deve diventare libertà realizzata, posta a capo della scala dei diritti fondamentali, senza questa libertà, tutta la scala è destinata a crollare. La libertà di fedi e di culture e politica non è minacciata solo nei Paesi dittatoriali o in quelli a maggioranza musulmana, ma anche nelle società democratiche, plurali. Pertanto la libertà religiosa e culturale si presenta come la più sensibile cartina di tornasole del grado di civiltà delle nostre società odierne.