Sedici anni fa il compianto cardinale Giacomo Biffi, pronunciava un discorso articolato, abbastanza discusso, tra l'altro affermava: “Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa “cultura del niente” (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’islam che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa - potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”. (Giacomo Biffi, “Sulla immigrazione”. Intervento al Seminario della Fondazione “Migrantes”, 30 settembre 2000)
 
In seguito ai fatti di Colonia com'era prevedibile si è scatenato una pioggia di  commenti, girando tra le varie testate giornalistiche su internet, ne ho catturato alcuni interessanti. A costo di eccedere nelle citazioni, e di uscire dalle regole giornalistiche, intendo presentarli, in questo composito servizio.
 
Lucia Scozzoli

Mancano due mesi alle elezioni regionali in Germania e Angela Merkel sta cercando di correre ai ripari per recuperare una popolarità in picchiata dopo le aggressioni di Colonia nella notte di capodanno.
 
Anche se ancora non sono chiare tante cose su quello che è successo nella notte di S. Silvestro a Colonia, a distanza di alcuni giorni sappiamo però che un migliaio di giovani maschi nordafricani, immigrati, mediorientali, certamente di cultura araba musulmana (tutti i fermati dalla polizia provenivano da quei Paesi) hanno aggredito anche con violenza sessuale un centinaio di donne tedesche, che il capo della polizia di Colonia, Wolfgang Albers, ha definito“pesanti delitti sessuali di una dimensione completamente nuova”. Paradossalmente, nonostante l'era di internet, la notizia è stata data dai media con qualche giorno di ritardo, come mai? Forse non ci si era resi conto della gravità del fatto.
 

IL CRISTIANESIMO NON E' UN MORALISMO

C'è un pericolo in agguato, quando si parla di etica, quell'insieme di norme destinate a regolare la vita degli uomini nei rapporti con se stessi, con gli altri, con la società. Il pericolo è quello che le leggi di uno Stato, che dovrebbero colpire i comportamenti esterni, si proiettano per“raggiungere quel livello più profondo che attiene la coscienza di ciascuno”.
 

RISCOPRIRE LA FEDE PER CONTINUARE A VIVERE

Capita spesso ascoltare semplici fedeli ma anche sacerdoti che si lamentano del comportamento e della poca fede dei cristiani che abitualmente disertano le varie attività proposte in parrocchia. Certamente stiamo vivendo un periodo di crisi profonda, soprattutto antropologica, oltre che economica. Sono molto lontani i tempi del cristianesimo vissuto, quando la cultura occidentale, almeno a livello popolare, si identificava con la cristianità. Le difficoltà in cui si dibatte il cristianesimo sono tante, non solo deve opporsi alla dittatura del relativismo, al mondo laicista, a certa intellighenzia che sui media veicola valori diametralmente opposti alla Chiesa.
 

L'ATTUALITA' DELLA DIFESA DELLA LIBERTA' RELIGIOSA

Il tema delle persecuzioni religiose soprattutto nei confronti dei cristiani, richiama quello fondamentale della libertà religiosa, che deve diventare libertà realizzata, posta a capo della scala dei diritti fondamentali, senza questa libertà, tutta la scala è destinata a crollare. La libertà di fedi e di culture e politica non è minacciata solo nei Paesi dittatoriali o in quelli a maggioranza musulmana, ma anche nelle società democratiche, plurali. Pertanto la libertà religiosa e culturale si presenta come la più sensibile cartina di tornasole del grado di civiltà delle nostre società odierne.
 

I CRISTIANI PERSEGUITATI IN UN SILENZIO VERGOGNOSO

Ancora una volta il Papa, nel giorno del protomartire Santo Stefano è costretto a ricordare ai troppi distratti dal consumismo natalizio che i cristiani in tutto il mondo sono i più perseguitati. Lo ha fatto all'Angelus del 26 dicembre Papa Francesco in Piazza S. Pietro, ricordando i “tantissimi martiri di oggi”, i cristiani perseguitati, che sono “purtroppo tantissimi – che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede, i nostri tanti martiri di oggi”. Ma “c’è un aspetto particolare, nell’odierno racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina santo Stefano al Signore. È il suo perdono prima di morire lapidato”. Così come hanno fatto gli oltre 1545 religiosi assassinati in odium fidae dai miliziani anarcocomunisti prima e durante la Guerra Civile spagnola.
 
In appendice al libro dal titolo “Persecuzione”, di Mario Arturo Iannaccone, pubblicato da Lindau (2015), c'è una lunga lista di beati e canonizzati di martiri assassinati prima e durante la guerra civile spagnola. Una lista che da sola testimonia l'eccezionale violenza nei confronti della Chiesa spagnola. Nel complesso l'opera di beatificazione iniziò dopo il 1998 con San Giovanni Paolo II, poi Benedetto XVI, quindi è continuata con papa Francesco. Prima le opere di beatificazione andavano a rilento, perché la Chiesa intendeva evitare che la memoria di questi assassinati dagli anarco-comunisti repubblicani fosse usata politicamente o strumentalizzata in certi ambienti politici (leggi destra franchista).
 

DIAMO UN NOME ED UN VOLTO ALLA NOSTRA ATTESA

   Riceviamo e pubblichiamo.

La venuta di Gesu’ su questa terra, se la releghiamo solo nel passato, perdiamo la sua presenza permanente. Siamo sfidati a credere alla realizzazione delle promesse della sua venuta che attraversano la storia. Dobbiamo nuovamente accorgerci di lui che entra nella normalita’ della nostra vita.     
 
Il martirio della Chiesa in Spagna prima e dopo la guerra civile (1936-39), forse è quello numericamente più grande della storia cristiana, lo scrive Marco Respinti, recensendo su La Roccia, il libro di Mario Arturo  Iannaccone, Persecuzione. La repressione della Chiesa in Spagna fra Seconda Repubblica e Guerra Civile (1931-1939), Lindau (2015).
 

IL PRESEPIO UNA COSTRUZIONE TRASGRESSIVA

Da qualche anno si ripete il solito stupido e ridicolo disegno di cancellare le nostre tradizioni natalizie, in particolare quello più caratteristico: il presepe. Non mancano presidi o insegnanti che con una grande dose provocatoria, impediscono ai propri studenti anche a quelli non cattolici, di poter conoscere quel messaggio universale di pace che è il Santo Natale. Per la verità a cancellare totalmente il Natale ci aveva pensato Erode, con il suo metodo radicale, ora ci provano in tanti modi i fautori del “multiculturalismo”, della “libertà”, della “democrazia”, alla fine la scusa è quella  di non “offendere” lo “zero-virgola” di alunni islamici presenti nelle scuole. E per un dirigente scolastico, un insegnante o un sindaco che escono alla scoperto, quanti sono quelli che agiscono in sordina? Tuttavia, il problema, in verità non viene creato da chi ha altre fedi religiose, ma da quei laicisti che non ne hanno affatto e usano come alibi il rispetto dei non-cristiani e la paura degli attentati terroristici.
 
Dopo i gravi fatti terroristici di Parigi del 13 novembre scorso, è necessario fare alcune riflessioni, per capire cosa siamo e soprattutto se siamo disposti a combattere. Dopo le prime inevitabili emozioni e reazioni alla mattanza di uomini e donne del jihadismo islamista nelle strade di Parigi, molti hanno gridato, “Siamo in guerra”. L'hanno dovuto ammetterlo perfino i più acerrimi utopisti, aggrediti all'improvviso dalla realtà, come il presidente Francoise Hollande. Passato qualche giorno, gli opinionisti, i politici, e tanti altri, hanno iniziato a fare i primi distinguo, su cosa è più giusto fare. Attenzione stiamo parlando di una guerra che l'Occidente potrebbe vincere tranquillamente, perché possiede le migliori armi e le migliori tecnologie. Ma è una guerra che può perdere, anzi, forse, l'ha già persa, “perché gli manca l'essenziale”, scrive il professore Massimo Introvigne: “una spiritualità della guerra”.
 

IL TERRORISMO SUICIDA DELL'ULTRAFONDAMENTALISMO

La gravissima carneficina di uomini e donne nel venerdì nero del 13 novembre scorso a Parigi ad opera di terroristi jihadisti islamici ha dato l'ennesimo colpo di gong alla società occidentale che ancora fatica a comprendere i tempi di guerra totale che stiamo vivendo nostro malgrado. Si ripetono anche questa volta, i discorsi, le domande, gli interrogativi, ne stiamo sentendo a iosa. Con questo intervento voglio continuare a raccontarvi il testo, “Il Fondamentalismo dalle origini all'Isis”, del professore Massimo Introvigne, pubblicato da Sugarcoedizioni (2015). In particolare può essere utile leggere il 5 capitolo, dove si affronta il tema del terrorismo suicida.
 

CARLO ACUTIS UN TESTIMONE DI CRISTO A SOLI 15 ANNI

Riprendo a scrivere dopo qualche settimana di pausa. Mentre scrivo da Parigi arrivano notizie terribili di attacchi terroristici. Intanto per ora provo a raccontarvi la storia di un giovane adolescente di 15 anni morto improvvisamente per una leucemia fulminante. E' la storia di Carlo Acutis, che riprendo dalla biografia di Nicola Gori, “Eucarestia. La mia autostrada per il cielo”, Edizioni San Paolo (2007). “Che cosa può offrire alla nostra frenetica esistenza un adolescente che a soli 15 anni muore improvvisamente? Qual è il messaggio che egli ha lasciato a tutti nel corso della sua breve esistenza? Che cosa è rimasto impresso nel cuore di coloro che l'hanno conosciuto?” Sono domande che si è posto nell'introduzione lo scrittore Nicola Gori.
 
Da qualche mese la Sugarcoedizione di Milano distribuisce un interessante testo del professore Massimo Introvigne, “Il fondamentalismo dalle origini all’Isis”, un’opera interessante dove si sostiene che la domanda di religione ancora presente è in gran parte una domanda di conservatorismo. Infatti, secondo Introvigne, “in una situazione normale, il tipo di religione che ha più successo è quello conservatore; il fondamentalismo ha una presenza più ridotta, l'ultra-fondamentalismo molto ridotta”. Ma ahimè, i tempi non sono normali, e quindi il fantasma del “fondamentalismo” è emerso dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991. Questo fenomeno viene studiato sia dalla sociologia delle religioni, che dalla geopolitica. Introvigne noto sociologo, fondatore del Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) in questo testo lo studia con ampia documentazione, proponendo i casi della Palestina, della Turchia, dell’Algeria, fino all’emigrazione musulmana in Europa, da bin Laden al Califfato dell’Isis.
 

Matteo Maria #Zuppi Vescovo di Bologna

Riceviamo da Mirko De Carli e pubblichiamo

Papa Francesco ha scelto: Mons. Matteo Maria Zuppi è il nuovo arcivescovo di Bologna. Il Pontefice ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi metropolita di Bologna presentata da S.E. Card. Cafarra e ha nominato alla guida della diocesi bolognese l’ultimo vescovo di Villanova ed ausiliare di Roma. Mons. Zuppi nasce a Roma l’11 ottobre 1955 ed entra in seminario di Palestrina dopo i corsi di preparazione al sacerdozio seguiti all’Università Lateranense. Si laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Roma con una tesi in Storia del Cristianesimo e viene ordinato presbitero per la diocesi di Palestrina il 9 maggio 1981.
 
Riceviamo da Mirko De Carli e pubblichiamo

Tra i temi al centro del dibattito del congresso del Partito Popolare Europeo, in corso nei giorni scorsi a Madrid, troviamo la gestione del fenomeno dell’immigrazione e la valorizzazione dell’identità culturale del movimento politico e dell’Europa stessa. Non a caso nella capitale spagnola è stato discusso il documento di risoluzione ‘proteggere l’Unione e promuovere i nostri valori’. Ho avuto modo di parlarne con il senatore Mario Mauro, Presidente dei Popolari per l’Italia, il quale ha preso parte ai lavori essendo una delle voci più autorevoli e influenti all’interno della casa europea dei popolari. ‘Il congresso del PPE affronta due livelli di sfida enorme: il primo è quello relativo ai contenuti e a capire se la ricetta proposta dai popolari può ridare una prospettiva di sicurezza e di benessere all’Europa.
 

LO SCONTRO DI CIVILTA’ NEL MARE MEDITERRANEO

Ogni anno il 7 ottobre, in occasione dell’anniversario della battaglia di Lepanto e quindi della festa della Madonna del Rosario (ottobre 1571), il mio pensiero va dritto a quegli anni intensi di veementi scontri armati tra cristiani e musulmani. Per più di un secolo il mondo cristiano di allora fu costretto a prendere le armi per difendersi dall’avanzata inarrestabile dell’impero turco. Fu uno scontro di civiltà, simile a quello che stiamo vivendo ai nostri giorni dopo l’11 settembre 2001? Certo se stiamo al libro, più criticato che letto, di Samuel Huntington, “Lo scontro di civiltà”, la risposta è si. Se invece ascoltiamo certo mondo progressista, pacifista sempre e comunque, allora siamo in un mondo felice e senza scontri, e se eventualmente c’è qualche conflitto, la colpa è sempre del mondo occidentale.
 
Non si riesce a comprendere l’insistenza dei soliti presunti “amici” di facebook, schierati sul fronte di un presunto neotradizionalismo, che continuano a dare una falsa interpretazione del pontificato di Papa Francesco, facendolo apparire come un progressista o addirittura un comunista. Si può sospettare che sono in malafede oppure che non hanno letto quello che il Papa dice e scrive. Oppure leggono le tesi edulcorate dei media, ma questo per loro, che si sentono eruditi dovrebbe essere disonorevole .
 

RIPARTO DA LA ROCCIA

Mi è già capitato altre volte, a settembre quando inizia la scuola, la mia piacevole e faticosa attività di giornalista freelance subisce qualche contraccolpo, si presentano varie tentazioni, prima fra tutte quella di lasciar perdere, con la solita frase che risuona nell’orecchio: “chi te lo fa fare”. Quest’anno però l’arrivo del nuovo numero de “La Roccia”, e la sua veloce lettura, mi ha trasformato, in un certo senso rinvigorito, ricaricato, per continuare quell’umile opera di testimonianza missionaria a cui ciascun credente è chiamato a fare, ognuno secondo i propri talenti.
 

QUANDO ERAVAMO POVERI

Mentre leggevo il libro di Giampaolo Pansa, “Poco o niente”. Eravamo poveri. Torneremo poveri”, Rizzoli (2011), mi chiedevo che utilità possa avere un testo dove si racconta per filo e per segno, la povertà più nera dei nostri nonni. Giampaolo Pansa è uno scrittore che ha pubblicato numerosi saggi e romanzi di grande successo, soprattutto quelli autorevoli dove si racconta la guerra civile dalla parte dei vinti. Pansa è uno scrittore che scrive in maniera straordinaria che non ti fa stancare mai di leggerlo. In questo saggio racconta la povertà dei nostri genitori e dei nostri nonni. E visto che anche noi siamo immersi in una grande crisi economica e finanziaria, che non sappiamo quando finisce e soprattutto quale futuro prospetta per i nostri figli, Pansa si chiede se per caso “Torneremo poveri come erano i nostri genitori e i nonni”.
 

UNA SOCIETA’ SENZA FAMIGLIA E’ DESTINATA A MORIRE

Sono anni, decenni che sento parlare di famiglia sotto assedio, un tema che per certi versi ha un po’ stancato, tuttavia occorre resistere e continuare a combattere, come hanno fatto le tante famiglie cristiane e non, i tanti giovani, le tante persone singole che hanno manifestato il 20 giugno in Piazza S. Giovanni a Roma. Soprattutto oggi che la famiglia forse sta subendo il più forte attacco della sua lunga storia, portato dalle potenti lobby gay attraverso l’ideologia del Gender.
 
Da qualche tempo si assiste a uno stillicidio di messaggi e di commenti su facebook dove più o meno “amici” danno giudizi più o meno “pesanti” sui discorsi o prese di posizione dell’attuale Pontefice papa Francesco, a volte i messaggi sono talmente puerili e ridicoli che viene da ridere o forse da piangere. In questi giorni sempre preso dalla mia curiosità culturale, questa volta religiosa teologica, mi sono imbattuto in un testo singolare, “Un pellegrino che ‘comincia da Gerusalemme’”, sottotitolo: “Esercizi spirituali sull’autobiografia di Ignazio di Loyola con riferimenti al Cammino dell’uomo di Martin Buber”, scritto da un gesuita, Francesco Rossi De Gasperis, pubblicato dalle Paoline (2015). Per la verità il libro ancora non l’ho letto tutto, ma in particolare sono rimasto colpito dal capitolo, XXI: “Regole per il retto sentire che nella Chiesa militante dobbiamo avere”. Ci sono alcuni passaggi che sembrano fatte apposta per rispondere a quegli “amici” di facebook che da tempo si sono dedicati allo sport di infangare l’attuale Sommo Pontefice.
 
Riceviamo e pubblichiamo

di Mirko De Carli

Ci troviamo ad affrontare momenti complessi che richiedono un’attenta analisi dei fatti e delle ragioni che li sottendono. Negli ultimi mesi sono diventate familiari nel dibattito quotidiano parole come gender e utero in affitto: termini fino a poco tempo fa non molto conosciuti nel lessico dei talk show televisivi o anche di molti dibattiti presenti nelle nostre comunità cristiane. Con queste parole spesso si tende ad analizzare provvedimenti di legge in fase di votazione  (o già deliberati dal parlamento italiano) come ad esempio il disegno di legge ‘Cirinnà’ sulle unioni civili o la legge ‘La buona scuola’ realizzata dal ministro dell’Istruzione Giannini. Ma andiamo con ordine: che cos’e il gender? Si tratta, come ha dichiarato Papa Francesco, di ‘uno sbaglio della mente umana’ radicatosi nella ‘colonizzazione ideologica’ capace di attuare un lavaggio del cervello pari a quello ‘della gioventù hitleriana’. Nasce con elaborazioni universitarie negli anni sessanta con l’intento di ‘emancipazione e liberazione della donna’.
 
Mirko De Carli

In questi giorni va in scena un acceso dibattito, interno (e non solo) alla Chiesa, su chi è più moralmente ineccepibile di altri, su chi è più vicino al tracciato dettato dalla guida di Francesco e chi invece rimane più nel solco di Benedetto XVI. Un teatrino purtroppo assai deludente e che non offre alcune provocazioni o spunti interessanti su cui riflettere e crescere, sia comunità cristiana che come paese che guarda laicamente alla Chiesa come soggetto sociale.
 

UNA POSIZIONE NON IDEOLOGICA SULL’IMMIGRAZIONE

Dietro sollecitazione di un amico, provo a fare qualche considerazione del fenomeno immigrazione in merito agli ultimi mesi, aiutandomi con alcuni interventi, che mi sembrano abbastanza significativi. Naturalmente non ho la pretesa di dare giudizi definitivi sull’argomento. Consapevole che la questione è molto complessa e difficile da risolvere e sicuramente non si può affrontare con dosi di emotività o con atteggiamenti da barsport. Ancor prima di passare alla presentazione degli interventi, credo sia utile, ancora oggi, rileggere il celebre discorso di San Petronio, dell’emerito cardinale Giacomo Biffi, del settembre 2000. Allora il cardinale, scomparso recentemente, in merito all’immigrazione, faceva una netta distinzione tra la posizione della Chiesa e quella dello Stato. In pratica, quest’ultimo non può fare quello che fa il prete. E’ una distinzione che fa anche Marco Invernizzi, in un editoriale de la comunitambrosiana.org del 20 agosto, che riprende un articolo di Mauro Magatti dal Corriere della Sera del 20 agosto dove stabilisce per l’immigrazione un diverso approccio da parte della politica rispetto a quello della religione. E’ proprio “da qui bisogna partire se si desidera avvicinarsi a una soluzione non ideologica al problema”, scrive Invernizzi.
 
E’ un quesito che si trova nel testo che sto presentando, “Inchiostro e Incenso”, di Ilaria Mattioni, edizioni Nerbini (2012). Dell’argomento si interessò fin da subito con la pubblicazione de Il Giornalino, don Giacomo Alberione nel 1924. Dopo i primi mesi Il Giornalino acquisiva una sua fisionomia con un taglio religioso e più educativo e meno didascalico. Il periodico come del resto la stampa cattolica per ragazzi a lungo ha usato il metodo educativo, “degli esempi contrapposti, da un lato il bambino perfetto che possedeva tutte le virtù, dall’altro il fanciullo che rappresentava la summa di tutti i vizi”.
 
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