Una chiave di lettura della storia europea

dal nostro inviato
Maurizio Fontana
Un viaggio breve, brevissimo. Circa quattro ore sul suolo francese. Il più breve nella storia dei viaggi internazionali dei Pontefici. Poche cerimonie. Tutto il tempo è stato dedicato ai due grandi discorsi al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa: una chiave di lettura della nostra storia di oggi, l’occasione per indicare una via, per sferzare le coscienze, per proporre una cooperazione.
 

Ulteriore tappa nel cammino della riforma della Curia

È stata una tappa ulteriore nel cammino della riforma della Curia romana la riunione di Papa Francesco con i capi dicastero svoltasi lunedì mattina, 24 novembre, nella sala Bologna, in Vaticano. Nel darne notizia il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha spiegato che l’incontro, durato circa tre ore, è stato introdotto dal vescovo Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei cardinali, l’organismo istituito lo scorso anno dal Pontefice per aiutarlo nel governo della Chiesa e per studiare un progetto di revisione della Pastor bonus .
 

La "rivoluzione" di Bergoglio con le lenti dell'Ue

Una lettura, articolata ma attraversata da alcune parzialità, del papato di Francesco, affidata a un testo preparato negli uffici della Direzione generale delle politiche esterne del Parlamento europeo. Il Pontefice è apprezzato per la sua vicinanza ai poveri e alle "periferie esistenziali". Le "riforme" in atto nella Chiesa. Sottolineati i punti di distanza tra Santa Sede e istituzioni comunitarie

 
2014-11-20 L’Osservatore Romano

La ricerca della “piena unità dei cristiani” è una priorità della Chiesa e “una delle principali preoccupazioni” di Papa Francesco, che l’ha rilanciata in una lettera consegnata ai partecipanti alla plenaria del dicastero vaticano per l’ecumenismo, apertasi giovedì 20 novembre. 


Ricordando che l'incontro coincide con il cinquantesimo anniversario del decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, il Pontefice ha sottolineato il “cambiamento di mentalità” nei rapporti tra i cristiani realizzato dopo il Vaticano II. Anche se, ha osservato, “dobbiamo riconoscere che siamo ancora divisi, e che divergenze su nuovi temi antropologici ed etici rendono più complicato il nostro cammino verso l’unità”. Tuttavia, ha aggiunto, “non possiamo cedere allo sconforto e alla rassegnazione, ma continuare a confidare in Dio” per affrontare “con slancio rinnovato le sfide ecumeniche di oggi”, coltivando la preghiera – che diffonde nella Chiesa “l’ossigeno del genuino spirito ecumenico” – e valorizzando l'“ecumenismo del sangue”, oggi testimoniato drammaticamente dai cristiani perseguitati.

© Osservatore Romano - 20 novembre 2014


 

Manuale di giustizia e di pace

di RICCARDO BURIGANA
«La nostra azione quotidiana è rivolta a rendere la Bibbia accessibile, acquistabile a un prezzo veramente economico, comprensibile a tutti in una traduzione che vuole coinvolgere i cristiani delle differenti tradizioni presenti nelle Filippine»: con queste parole Nora Lucero, segretaria generale della Philippine Bible Society (Pbs), ha riassunto l’imp egno ecumenico della propria organizzazione in una stagione particolarmente vivace, caratterizzata anche dalla preparazione per la visita apostolica che Papa Francesco compirà nel Paese asiatico nel gennaio del prossimo anno.
 
Riceviamo e pubblichiamo:

Sulla vicenda della Prof. Adele Caramico dell’ITIS di Moncalieri
La professoressa Adele Caramico, insegnante di religione cattolica dell’I.T.I.S. di Moncalieri, al centro di una bufera mediatica per alcune affermazioni asseritamente omofobe, ha dato incarico ai legali dell’associazione Giuristi per la Vita di tutelare il proprio onore, la propria reputazione ed il proprio decoro personale e professionale.
 

Appunti per il sinodo sulla Famiglia: Medice, cura te ipsum

Renzo Puccetti  - fonte © www.libertaepersona.org - http://www.libertaepersona.org/wordpress/2014/11/medice-cura-te-ipsum/#more-129458

Sono trascorsi ben 13 giorni dalla diffusione della relazione finale del sinodo straordinario sulla famiglia. Il 15 ottobre il cardinale Dolan, già presidente della Conferenza Episcopale Americana, ebbe a dire in conferenza stampa che il rapporto intermedio, tecnicamente Relatio post-disceptationem, era soltanto “una bozza di documento”. Dopo avere ringraziato i media per l’attenzione prestata a quella prima stesura, si augurava analoga attenzione per il documento finale del sinodo straordinario. Purtroppo non si può dire che l’auspicio del cardinale Dolan si sia realizzato. Come osservato da padre Roger Landry, sacerdote americano con dottorato in bioetica e teologia morale al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, non se ne può dare tutta la colpa alla stampa. È davvero singolare che la Relatio post-disceptationem sia stata divulgata dai canali ufficiali in ben cinque lingue: oltre l’italiano, anche in inglese, francese, spagnolo e portoghese, mentre la relazione finale, il testo che dovrebbe servire da base di discussione in tutte le diocesi del mondo in vista del sinodo ordinario del prossimo anno, è stata disponibile fino a ieri soltanto in italiano, affiancata oggi dalla traduzione in lingua inglese.
 
Riceviamo dal Caro Arcivescovo Marchetto, una sua lettera al direttore del Corriere della Sera che volentieri rigiriamo.

Gent.mo Signor Direttore,

Assisto in questi giorni di beatificazione di Paolo VI al "ricupero" di tanti che in altri tempi contro di lui hanno scritto e parlato, arrivando ad indicarlo come l'affossatore del Concilio Ecumenico Vaticano II. Basterebbe riandare ai 5 volumi della Storia di tale Concilio che si rifanno alla cosiddetta Scuola di Bologna.

Se fosse una "conversione storica" non avrei che da rallegrarmene, ma l'articolo, ieri, sul Suo giornale, di Alberto Melloni, mi dice che così non é.

Già le avvisaglie ci sono dal come egli tratta la minoranza "qualificata" per quel che concerne la futura "Dei Verbum", che alla fine mette insieme giustamente sacra Scrittura, Tradizione e Magistero, ma ancor più per il riferimento alla proposta di Dossetti per dei voti orientativi sulla ecclesiologia, le cui schede furono fatte distruggere da Paolo VI. Si procedette poi in modo diverso per quanto riguarda la formulazione delle questioni così che le risposte non bloccassero in seguito la normale discussione conciliare.
 
E’ arrivato finalmente sugli schermi italiani “Cristiada” - in alcune città e il 5 novembre a Roma -, una impegnativa produzione cinematografica messicana sulla rivolta dei “cristeros”, esplosa sul finire degli anni ’20 del secolo scorso contro le leggi anticattoliche e laiciste volute dal governo massone e socialista del Messico. Il servizio di Luca Pellegrini:
 

La signoria di Dio

Ha certamente meditato e pregato a lungo Papa Francesco nel preparare l’omelia della grande concelebrazione con la quale si è conclusa la terza assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi. Messa che si è aperta con la beatificazione di Giovanni Battista Montini, «coraggioso cristiano» che dal 1963 al 1978 è stato vescovo di Roma con il nome di Paolo VI , presenti — insieme a rappresentanti di altre confessioni cristiane e a una delegazione di credenti musulmani — n u m e ro s i s simi fedeli, i presidenti di tutti gli episcopati del mondo, metà del collegio cardinalizio e Benedetto XVI , l’amato predecessore che il Pontefice ha abbracciato con visibile affetto all’inizio e alla fine della messa.
 
“Studio, ricerca, frontiera”: sono le tre parole che il Papa consegna alla Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana, in occasione del Congresso Straordinario organizzato ad Arezzo per la Beatificazione di Papa Montini, domenica 19 ottobre. L’incontro, che vuole ricordare Paolo VI negli anni in cui fu assistente centrale della Fuci (1925-1933), si svolge sul tema: “In spiritu et veritate. La testimonianza di Giovanni Battista Montini nell’università e nella cultura contemporanea”. Il servizio di Sergio Centofanti:
 

Le opere e i giorni della vita consacrata

WASHINGTON , 10. «I nostri fratelli e sorelle consacrati danno un grande contributo alla nostra società con la loro opera pastorale in numerosi ambiti: insegnano nella nostre scuole, assistono i poveri e gli ammalati, portano la compassione e l’amore di Cristo a chi è respinto dalla società, mentre altri conducono una vita di preghiera contemplativa per il mondo». Parola del presidente dell’episcopato statunitense, l’arcivescovo di Louisville, Joseph Edward Kurtz, che sottolinea così l’importanza della vita consacrata in occasione dei prossimi “Days with Religious”.
 

Insieme dietro la nube

In cammino sui segni di Dio. Così è la vita dei consacrati: un continuo viaggio che parte dalle proprie esperienze quotidiane e si conclude con l’incontro con Cristo. Itinerario a tratti difficile, a volte irto di ostacoli, caratterizzato dalla fecondità apostolica, dall’esercizio delle virtù, dalla maturazione umana e spirituale, ma con un elemento che non dovrebbe mai mancare: la gioia. È su questo leitmotiv che si articola la seconda lettera circolare della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, dal titolo Scrutate. Ai consacrati e alle consacrate in cammino sui segni di Dio (Città del Vaticano, settembre 2014, pagine 108, euro 6,00).
 

Una scarpa per battezzare

A Papa Francesco è stata presentata la sofferenza vissuta dalla Chiesa albanese la cui «identità di frontiera non l’abbiamo espressa con la produzione di un pensiero teologico ma con il sacrificio e il martirio, una costante della nostra vita dal primo secolo a oggi». Lo ha detto al Pontefice l’a rc i v e scovo di Tirana, monsignor Rrok Mirdita, introducendo le testimonianze di don Ernest Simoni e di suor Maria Kaleta. Il sacerdote fu condannato a morte dal regime comunista e poi, commutata la pena, passò 27 anni in vari campi di concentramento e di lavori forzati. Di seguito le sue parole.

Haec dies quam fecit Dominus exultemus et laetemur in ea.
Viva Cristo, viva la Chiesa. Sono don Ernest Simoni (Troshani). Sono un sacerdote di 84 anni. Nel dicembre del 1944 in Albania arrivò il partito comunista ateo, che aveva come principio l’eliminazione della fede e l’obbiettivo di eliminare il clero. Nella realizzazione di questo programma iniziarono subito gli arresti, le torture e le fucilazioni di centinaia di sacerdoti e laici, per sette anni di seguito, versando il sangue innocente di fedeli, alcuni dei quali, prima di essere fucilati, gridavano: «Viva Cristo Re». Nel 1952 il governo comunista, con una mossa politica, voluta da Mosca (Stalin), cercò di riunire i sacerdoti che erano ancora vivi, per permettergli di esercitare liberamente la fede, a condizione che la Chiesa si staccasse da Papa e dal Vaticano.
 

Ci avevano promesso il paradiso senza Dio

Nelle parole rivolte al Papa dall’arcivescovo Mirdita nel viaggio Apostolico del Santo Padre in Albania

La Chiesa cattolica ha sempre cercato, ieri come oggi, di stare accanto al popolo albanese. È quanto ha affermato, al termine della messa, l’arcivescovo di Tirana, monsignor Rrok Mirdita. Ricordando che la grande sofferenza della gente «non ha svilito ma ha nobilitato lo spirito del nostro popolo», il presule ha detto che proprio nel periodo della prova si sono sviluppati sentimenti di solidarietà e di accoglienza, di unità, insieme alla capacità di riconoscere che le differenze — anche religiose — sono una ricchezza e non un limite.
 
In data 27 agosto 2014, il Santo Padre ha deciso l’Istituzione di una Commissione speciale di studio per la riforma del processo matrimoniale canonico. In merito a tale decisione si rende noto quanto segue.
 

Riflessioni in India sulla serietà delle conversioni

MUMBAI , 16. Il dialogo è l’unica strada per la costruzione della pace e della tolleranza. È quanto ha ribadito l’arcivescovo di Bombay, cardinale Oswald Gracias, in seguito ai casi di riconversione di cristiani alla religione induista avvenuti negli ultimi giorni in India. Casi che, per il porporato, sono «causa di preoccupazione e di introspezione pastorale, e rappresentano un rinnovato richiamo al dialogo nella nostra nazione. Ogni persona gode della libertà di coscienza».
 
L’omaggio a una Chiesa che ha subito il martirio durante il comunismo, con un regime che aveva dichiarato l’ateismo di Stato persino nella nella costituzione; l’incoraggiamento al dialogo tra fedi diverse, con positive ricadute anche sul versante politico: sono questi i due aspetti che caratterizzeranno il viaggio di Papa Francesco in Albania in programma domenica prossima. Li ha sottolineati padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, presentando lunedì mattina, 15 settembre, l’agenda del viaggio, il quarto internazionale, il primo in Europa. Sarà una visita breve, solo un giorno, concentrata a Tirana, ma ricca di avvenimenti, con sei discorsi, densa di significati, e con due riferimenti: la figura di Madre Teresa e il ricordo della storica visita compiuta il 25 aprile 1993 da Giovanni Paolo II , che in quell’occasione riscostituì la Chiesa cattolica nel Paese con la consacrazione di quattro vescovi — tra i quali l’attuale arcivescovo di Tiranë-Durrës, Rrok K. Mirdita — nella riaperta cattedrale di Scutari. In Albania vi fu una persecuzione terribile da parte del comunismo ateo e il Pontefice «vuol rendere omaggio a questo aspetto della vita della Chiesa e delle confessioni e religioni in questo Paese», ha detto padre Lombardi. Inoltre, come lo stesso Papa Francesco aveva spiegato sul volo di ritorno dalla Corea del Sud, «gli interessa molto incoraggiare un clima di convivenza serena e armonica — ha aggiunto Lombardi — in modo tale che la buona convivenza tra diverse confessioni e religioni possa essere un messaggio anche per altri Paesi e altre parti del mondo, considerato che la maggioranza della popolazione è musulmana, anche se la presenza cattolica e ortodossa è consistente». Il martirio della Chiesa albanese rivivrà soprattutto durante l’i n c o n t ro pomeridiano nella nuova cattedrale di Tirana, dove è in programma l’incontro con il clero, i religiosi e i laici impegnati, ovvero le forze che animano la comunità ecclesiale di oggi. Qui porteranno la loro testimonianza un sacerdote e una suora, entrambi ultraottantenni, che hanno vissuto per intero gli anni della persecuzione. Al momento — ha ricordato padre Lombardi — è in corso una causa di beatificazione che riguarda quaranta martiri, tra cui due vescovi, una trentina di preti e una donna. La durata di un solo giorno ha portato a concentrare il viaggio su Tirana, lasciando fuori Scutari, considerata il fulcro del cattolicesimo in Albania. Ma la scelta della capitale vuole sottolineare «il senso della della presenza della vita della Chiesa nella società di oggi» in una situazione molto cambiata, in un Paese piccolo che aspetta di entrare in Europa ma che per il Papa diventa la porta per l’Europa, anche in vista della prossima vista al Parlamento di Strasburgo, il 25 novembre. Oltre agli incontri con le autorità — e si sa già che il presidente Bujar Nishani donerà un facsimile del primo messale in albanese risalente al 1500 — nella mattinata, in piazza Madre Teresa, Papa Francesco celebrerà la messa al termine della quale reciterà l’Angelus. Quindi, dopo il pranzo con i vescovi in nunziatura, incontrerà all’università cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio i leader di altre religioni e altre denominazioni cristiane. Sei in tutto: musulmani, bektashi, ortodossi, evangelici, ebrei e cattolici. Successivamente si recherà in cattedrale per la celebrazione dei vespri con sacerdoti, religiosi, seminaristi e laici dei vari movimenti. L’ultimo appuntamento, a una trentina di chilometri da Tirana, sarà dedicato alla dimensione della carità, con la visita al centro di assistenza Betania — fondato nel 1998 dalla veronese Antonietta Vitale — che si occupa di bambini abbandonati e in difficoltà. Qui oltre agli ospiti, il Pontefice incontrerà anche alcuni operatori provenienti da altre strutture di assistenza del Paese. Nei giorni scorsi alcune notizie di stampa avevano lanciato un allarme legato al terrorismo islamico in relazione a questo viaggio. «Tutti sono preoccupati per la storia dell’Is e per ciò che sta accadendo in Medio oriente. La situazione — ha precisato padre Lombardi — è preoccupante per il mondo di oggi», ma non risultano «minacce specifiche» né sono previste «misure particolari». Tanto che — ha sottolineato — p er spostarsi il Pontefice userà la stessa jeep che utilizza in piazza San Pietro.

© Osservatore Romano - 15-16 settembre 2014
Domenica 21 settembre 2014

7.30 Partenza in aereo dall’Aeroporto di Roma Fiumicino per Tirana     9.00 Arrivo all’Aeroporto Internazionale "Madre Teresa" di Tirana       Accoglienza ufficiale da parte del Primo Ministro Edi Rama     9.30 Cerimonia di benvenuto nel piazzale del Palazzo Presidenziale       Visita di cortesia al Presidente della Repubblica nello Studio verde del Palazzo Presidenziale     10.00 Incontro con le Autorità nel Salone dei ricevimenti del Palazzo Presidenziale   Discorso del Santo Padre 11.00 Santa Messa in Piazza Madre Teresa   Omelia del Santo Padre   Preghiera dell'Angelus Domini   Parole del Santo Padre 13.30 Incontro e pranzo con i Vescovi albanesi e con il Seguito Papale nella Nunziatura Apostolica     16.00 Incontro con i leaders di altre religioni e altre denominazioni cristiane nell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”   Discorso del Santo Padre 17.00 Celebrazione dei Vespri, con sacerdoti, religiose, religiosi, seminaristi e movimenti laicali nella Cattedrale di Tirana   Discorso del Santo Padre 18.30 Incontro con i bambini del Centro Betania e con una rappresentanza di assistiti di altri centri caritativi dell’Albania nella chiesa del Centro Betania   Discorso del Santo Padre 19.45 Cerimonia di congedo all’Aeroporto Internazionale "Madre Teresa" di Tirana     20.00 Partenza in aereo da Tirana per l’Aeroporto di Roma Ciampino     21.30 Arrivo all’Aeroporto di Roma Ciampino

 

Ma la Madonna appare a un'ora stabilita?

Negli ultimi tempi le apparizioni della Madonna si moltiplicano. Come comportarsi? Come vuole Dio che ci comportiamo di fronte a questi fenomeni?
La riflessione del vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari
 

Communio: numero speciale per il Sinodo sulla famiglia

di Bernardo Cervellera
I temi dibattuti finora - pastorale dei divorziati, comunione ai risposati, coppie gay - rischiano di nascondere la bellezza positiva della vita matrimoniale e del sacramento, legato all'eucaristia. La misericordia verso i risposati non può essere benevolenza psicologica, ma un aiuto che nasce dal mistero della Croce. Il conflitto fra la mentalità cristiana e quella individualista contemporanea porta a guardare i matrimoni eterosessuali come dei "matrimoni gay". Il numero estivo della prestigiosa rivista, con articoli dei cardinali Scola e Ouellet, e di altre personalità legate all'istituto Giovanni Paolo II sulla famiglia.