Massimo Introvigne, Il dramma dell'Europa senza Cristo. Il relativismo europeo nello scontro delle civiltà, Sugarco, Milano 2006, 192 pp., euro 16, ISBN 88-7198-513-3 Massimo Introvigne è noto per i suoi scritti scientifici in tema di sociologia e storia delle religioni, ma in questa occasione «scende in campo», parlando da cattolico a cattolici di quella crisi dell'Europa che deriva ultimamente dal suo ostinato rifiuto di riconoscere le sue radici cristiane.
 
Rodolfo Lorenzoni

Perché la bella addormentata esiste davvero, da circa duemila anni, e si chiama Chiesa Cattolica Apostolica Romana. D'altra parte è stato proprio un Papa, per la precisione Paolo VI, a dire: "Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa; è venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza". Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro non hanno fatto altro che prendere sul serio le parole di un Pontefice e agire di conseguenza, esaminando cause ed accadimenti delle difficoltà che la Chiesa sta attraversando in questo tempo. Ne è risultato un agile volume che non ha niente di pessimistico, fin dal suo sottotitolo: "Perché dopo il Vaticano II la Chiesa è entrata in crisi, perché si risveglierà". Gli autori, per loro stessa ammissione, sono infatti innamorati della Chiesa in quanto sposa di Cristo, e sanno quindi che nel corso dei secoli essa ha patito ben altri turbamenti, senza mai cedere o darsi per sconfitta. Ma che cosa vedono Gnocchi e Palmaro nella Chiesa del Terzo Millennio? Quel che vedono tutti, probabilmente. E che si evince, ad esempio, dallo sconsolato racconto di un prete: alcuni confratelli gli nascondono il crocifisso per non farglielo collocare sull'altare durante la messa. Fatto comico, se non fosse a suo modo tragico. In centinaia di parrocchie ci si esercita in chiacchiere, assemblee, comitati, adoperandosi in attività ricreative ed educative di ogni genere, ma l'unico, vero scopo di "tutta la baracca", ossia Gesù, finisce in soffitta come fosse un inutilizzabile ferrovecchio. E ciò persino in occasione della celebrazione liturgica, ovvero nel momento in cui la centralità di Cristo è in tutta evidenza un fattore irrinunciabile, costitutivo. Non è cosa da poco, e vale la pena di chiedersi: perché? "La prassi ruba la scena all'ortodossia. Concetti come 'aggiornamento' e 'segni dei tempi' diventano le nuove parole d'ordine, necessarie ad alimentare questo primato della prassi sulla dottrina. Il che comporta un capovolgimento della tradizione, secondo la quale occorre che gli uomini si adattino alle cose sacre e non le cose sacre agli uomini". Se le fondamenta non sono solide, come insegnano al primo esame del primo anno di architettura, il rischio che la casa crolli cresce pericolosamente. E forse, sembrano suggerire Gnocchi e Palmaro, sarebbe il caso che tale assunto - di carattere squisitamente logico - venisse ulteriormente chiarito anche in qualche parrocchia. "Rubare la scena" non è del resto un'espressione casuale poiché, secondo gli autori, nel processo che ha condotto al torpore della Chiesa rispetto ad alcune sue funzioni capitali, un ruolo non secondario è stato giocato dai mass media e dal loro utilizzo. Basti pensare al giorno in cui uno smaliziato operatore televisivo venne incontro al disagio di un Giovanni XXIII davanti alle telecamere e disse al Pontefice: "Santità, si inginocchi e faccia finta di pregare". La sostanza, costituita dal reale raccoglimento nella preghiera, cede qui definitivamente il passo alla rappresentazione, in cui non è importante quel che veramente è, ma solo ciò che appare. Tanto da far implodere il tutto in un grottesco e sacrilego paradosso: chiedere al Papa di rivolgersi a Dio solo per finta. "La dottrina cattolica non viene negata o abrogata, ma semplicemente soppiantata da generiche quanto vaghe e psicoanalitiche esortazioni", scrivono gli autori. Una vaghezza che ha nuociuto alla tradizione più dell'attacco diretto, infatti la dottrina è come svaporata e al suo posto sono comparsi benevoli e fatalmente impropri suggerimenti: alla fin fine puoi anche prendere la comunione senza confessarti, basta che tu "te lo senta". L'analisi di Gnocchi e Palmaro in "La Bella Addormentata" resta volutamente confinata all'interno del recinto della Chiesa, ma i travagli descritti nel libro determinano alcune importanti conseguenze sociali. Infatti un certo disordine interno produce necessariamente un atteggiamento rinunciatario nel confronto con la realtà, lì dove diverse agguerrite "agenzie di socializzazione" sono vigorosamente al loro posto per imporre la propria agenda. Succede allora che in nome del rispetto delle altre religioni - e soprattutto del totem intoccabile della "laicità" - al cattolico venga richiesto di ridurre ai minimi termini la sua stessa identità. E questo affinché siano invece gli altri a poterla esprimere nella massima completezza. Emblematico il caso di qualche tempo fa: alcuni genitori hanno protestato perché una suora (regolarmente abilitata e avente diritto per graduatoria) era stata assegnata all'insegnamento di materie letterarie in una scuola pubblica. La dirigente scolastica ha respinto le richieste dei genitori e ha osservato: "Se fosse venuta un'insegnante di altre religioni, i genitori cattolici l'avrebbero accolta con grande disponibilità; non capisco il perché di questo atteggiamento di alcuni nei confronti di suor Annalisa". Per avere risposta a questo e ad altri simili perché, la lettura del libro di Gnocchi e Palmaro è fortemente consigliata.

© www.iltempo.it - 15 dicembre 2011

In vendita online qui
 

I mostri della Ragione

Molto stimolante, istruttivo, ricco e a volte divertente questo di Rino Cammilleri: "I mostri della Ragione", edito da Ares.
Percorrere il cammino dietro le righe della storia e vedere come l'uomo che eleva la ragione a Ragione si incarta sempre di più nelle sue paure, nei suoi fantasmi, nelle ideologie, nelle "sue religiosità" è veramente opera meritevole.
Per questo è attualissima. Le ciclicità del delirio dell'uomo che stravolge lo strumento ragione per farne un assoluto diventa interpretativo dei deliri attuali, sociali e politici, che imperversano la cultura liberale e sinistroide, "scalfariana" o di "micromega", "anticlericale" e/o laicista.
Non sempre ci siamo trovati in sintonia con Cammilleri e i suoi "antidoti". L'autore sembra a volte avvilupparsi in un complesso dell'anti-baciapile. Così teso a dimostrare di non essere clericale che, in maniera da nostalgia sessantottina, rischia a volte di far compagnia agli anti-clericali che invece aborrisce.
 

Le Lettere di Berlicche

di C. S. Lewis

"Quanto sia oggi antimoderno interrogarsi sulla verità lo ha genialmente esposto lo scrittore e filosofo inglese C.S. Lewis nel bestseller Lettere di Berlicche, apparso per la prima volta negli anni Quaranta. Il libro consta di lettere fittizie di un diavolo di gerarchia superiore che istruisce un principiante sull'opera di tentazione dell'uomo, come lo debba correttamente tentare.
 

Dio è cattolico?

Abbiamo letto d'un fiato quest'ultima fatica di Rino Cammilleri.
Tra i libri che abbiamo letto di questo nostro caro apologeta contemporaneo ci sembra il migliore.
Il più incisivo, il più organico e scorrevole. La formula utilizzata a mo' di lettera confindenziale "Caro Teofilo..." ci sembra veramente azzeccata.

Qualcuno ha proposto di utilizzare questo testo come itinerario esplicativo delle religioni nelle scuole. Chi lo ha proposto non ha torto.
Tuttavia il testo è adatto, secondo noi, anche per un itinerario catechetico dei ragazzi. Ma anche come applicazione pastorale per un inizio di approfondimento per la catechesi degli adulti.
Un testo dunque che si presta a diversi ambiti sia "laici" come la scuola, sia prettamente pastorali.

Nella conclusione abbiamo apprezzato molto la citazione di un episodio personale con la preghiera del "cieco di Gerico": "Signore, che io veda!".
Infatti tutti abbiamo bisogno di vedere, costantemente e meglio.
Questo testo aiuta a predisporre umanamente all'illuminazione della Grazia con un cammino apologetico semplice e diretto.
Se qualcuno non avesse fatto ancora un regalo sapiente per Natale, ne approfitti. Ne vale davvero la pena.

Edito da Lindau, Acquistabile anche Online qui